Best in Travel 2026: i 10 luoghi più belli del mondo da visitare secondo Lonely Planet
Dalla Sardegna al Botswana, la nuova guida rivoluziona il modo di viaggiare tra “Luoghi” ed “Esperienze”. Ecco la top 10 della prestigiosa rivista di settore

Lonely Planet amplia la rotta. Niente più dieci Paesi, città e regioni: la nuova Best in Travel 2026 propone 50 destinazioni divise tra “Luoghi” imperdibili ed “Esperienze” da vivere, scelte da chi quei viaggi li ha vissuti davvero. Gli autori e i collaboratori della guida raccontano emozioni, incontri e paesaggi attraverso parole e immagini e consigli che ispirano a viaggiare con curiosità e consapevolezza.
“Non sono solo le grandi imprese a restare impresse nella memoria - spiega Fionnuala McCarthy, executive publisher di Lonely Planet - Spesso sono i piccoli momenti, un profumo, una conversazione, un panorama improvviso a rendere un viaggio davvero indimenticabile. Best in Travel nasce proprio per celebrare queste esperienze autentiche”.
Tra le destinazioni un’italiana
L’edizione 2026 di Best in Travel invita a esplorare il mondo con occhi nuovi. Le mete scelte raccontano un pianeta in movimento, tra avventura, natura e cultura. Si va dalle valli glaciali e dai laghi color turchese del Tagikistan, dove il silenzio regna sovrano, alle dune dorate della Tunisia, che a dicembre si animano di musica, cantastorie e corse di dromedari. C’è chi può scegliere di salpare verso le Azzorre, dove balene e delfini danzano tra le onde, o di perdersi nei sentieri immersi nel verde. Per gli amanti delle città, la guida regala nuove prospettive su Città del Messico, San Paolo e sulla contea irlandese di Tipperary, tra castelli e pub di campagna. Non mancano le sorprese: le Ikara–Flinders Ranges, nel cuore dell’Outback australiano, l’isola vulcanica di Jeju-do in Corea del Sud e il Theodore Roosevelt National Park nel North Dakota, rifugio di bisonti e canyon silenziosi. Nell’Oceano Indiano, Réunion incanta con i suoi contrasti tropicali. E tra le protagoniste del 2026 spicca l’unica italiana: la Sardegna, destinazione per tutte le stagioni, dove archeologia nuragica, natura e percorsi sostenibili disegnano un’isola autentica e senza tempo.
Best in Travel 2026: la top ten della classifica
- Botswana: il cuore selvaggio dell’Africa
- Perù: antiche civiltà e nuovi orizzonti
- Jeju-do: l’isola vulcanica della Corea
- Ikara–Flinders Ranges nell’Outback australiano
- Cadice: la città del mare e del flamenco
- Liberdade: il volto panasiatico di San Paolo
- Sardegna: l’unica italiana tra le migliori mete 2026
- Stati Uniti: la natura sconfinata del North Dakota
- Réunion: un mondo in miniatura nell’Oceano Indiano
- Tunisia: il fascino del Mediterraneo tra medine e spiagge
Botswana: il cuore selvaggio dell’Africa

Il Botswana conquista la vetta della classifica dell’edizione 2026 di Best in Travel di Lonely Planet. Nel Delta dell’Okavango, una distesa d’acqua che si perde nel deserto del Kalahari, il ritmo della natura scandisce le giornate tra elefanti, leoni e mandrie di bufali.
L’inondazione annuale del delta è uno spettacolo unico al mondo, da vivere nei lodge immersi nella savana o nelle riserve private come Linyanti, regno dei grandi predatori. È la destinazione perfetta per chi sogna safari autentici in un ambiente ancora intatto. La lista delle destinazioni top in Botswana spesso non include la Linyanti Reserve, un’omissione a cui si dovrebbe porre rimedio. Situata al confine con il Chobe National Park, regno dei leoni, questa riserva privata occupa un’area concessa agli opera tori dal dipartimento dei parchi nazionali, e la sua posizione isolata non fa che accrescerne il fascino.
Perù: antiche civiltà e nuovi orizzonti

Al secondo posto il Perù, dove la storia degli Inca si intreccia con l’energia del presente. Oltre a Machu Picchu e Cusco, la guida invita a scoprire la regione di Ancash (grazie alle nuove infrastrutture oggi raggiungibile anche aereo), tra laghi glaciali e cime innevate della Cordillera Blanca, fino al maestoso Huascarán, la montagna più alta delle regioni tropicali.
Un Paese che guarda al futuro, ma resta fedele alle proprie radici, anche a tavola: la gastronomia peruviana continua a essere una delle più creative e influenti del mondo. Lima compare regolarmente nella prestigiosa lista dei 50 migliori ristoranti del mondo con il maggior numero di indirizzi insieme a nuove tendenze locali che si stanno affermando in tutto il mondo come la cucina Nikkei, gastro nomia fusion nippo-peruviana con piatti quali il tiradito (fettine di pesce crudo tipo sashimi servite con coloratissime salse piccanti). Completamente diversi per stile e forma sono gli speziati piatti creoli della seconda città per grandezza del Perú, Arequipa, città UNESCO per la gastronomia nel 2019.
Jeju-do: l’isola vulcanica della Corea

A poco più di un’ora da Seoul, Jeju-do conquista con la varietà del suo paesaggio e la forza della sua identità. Isola vulcanica e geoparco UNESCO, alterna crateri, scogliere e spiagge dalle acque turchesi. Il Seongsan Ilchul-bong, cono sorto dal mare, è il punto migliore per ammirare l’alba che illumina la costa.
Da sempre amata dai coreani, Jeju ha raggiunto fama internazionale grazie al Jeju Olle Trail, rete di sentieri che segue la costa e attraversa isole minori come Gapado, splendida in primavera quando l’orzo e i fiori selvatici trasformano i campi in un mosaico di colori. Nel cuore dell’isola si eleva l’Hallasan, il monte più alto della Corea, con percorsi accessibili che conducono al lago craterico. Tra immersioni nei fondali di Seogwipo e incontri con le haenyeo, le celebri pescatrici in apnea.
Ikara–Flinders Ranges nell’Outback australiano

Nel cuore dell’Australia Meridionale, le Ikara–Flinders Ranges svelano l’anima più autentica e remota dell’Outback, un territorio grandioso dove la natura impone silenzio e rispetto. L’imponente anfiteatro di Wilpena Pound, scolpito dal tempo, custodisce la spiritualità del popolo aborigeno Adnyamathanha, che nei suoi rilievi riconosce le forme di antichi serpenti mitologici, simbolo dell’unione tra terra e cielo. Tra canguri ed emù, i paesaggi si accendono di luce al sorgere del sole, quando le montagne si tingono di rosso e oro. Gli escursionisti più esperti possono affrontare il lungo sentiero che conduce alla vetta dello St Mary’s Peak/Ngarri Mudlanha, la montagna più alta del Pound, da cui lo sguardo abbraccia un orizzonte di pura immensità.
Cadice: la città del mare e del flamenco

Quinta in classifica, Cadice racchiude tutta l’energia e la leggerezza dell’Andalusia. Famosa per il Carnevale, che ogni anno trasforma la città in un’esplosione di musica, colori e ironia, conserva il fascino di un porto millenario dove la vita scorre al ritmo del mare.
Tra i vicoli del centro storico, le taverne di tapas e le spiagge affacciate sull’Atlantico, Cadice si rivela una città solare, conviviale e autentica. Cadice è una delle pietre miliari del flamenco e la sua scena gastronomica è tra le più vivaci della regione: si passa dai tapas bar tradizionali del Barrio de la Viña, l’antico quartiere dei pescatori, ai ristoranti di cucina contemporanea nelle eleganti Plaza Candelaria e Plaza de la Catedral. Per vivere la città come un vero gaditano, basta una colazione alla Churrería La Guapa: una fila di abitanti del posto, un cartoccio di churros caldi e una tazza di cioccolata densa in cui intingerli.
Liberdade: il volto panasiatico di San Paolo

Sesto posto per Liberdade, il quartiere giapponese di San Paolo, oggi trasformato in un vivace polo panasiatico. Le lanterne rosse di Praça da Liberdade illuminano mercati, bancarelle di street food e templi buddhisti che resistono al ritmo frenetico della metropoli brasiliana.
Questo quartiere racconta la storia della più grande comunità giapponese al di fuori del Giappone e rappresenta una delle anime più cosmopolite della città. È impossibile non lasciarsi attrarre dai chioschi che servono bubble tea, onigiri e takoyaki, ma vale la pena riservare un po’ di appetito per un pasto completo: l’omurice del New Mimatsu, con riso e pollo avvolti in una soffice omelette, o una ciotola fumante di ramen accompagnata da una sakerinha, la caipirinha al sakè, al Lamen Kazu.
Sardegna: l’unica italiana tra le migliori mete 2026

Unica meta italiana nella top ten di Best in Travel 2026, la Sardegna si conferma una destinazione da vivere tutto l’anno. L’isola cattura con la forza della propria identità: i nuraghi, i borghi interni, i paesaggi scolpiti dal vento e la lingua sarda, ancora viva nei suoni e nei racconti della gente.
Lonely Planet invita a scoprire la Sardegna oltre le spiagge più famose: percorrendo sentieri tra mare e montagna o affrontando i nuovi itinerari cicloturistici, l’esperienza diventa autentica e immersiva. Recenti investimenti nelle infrastrutture turistiche hanno privilegiato la sostenibilità, valorizzando percorsi di lunga percorrenza come il Cammino di Santa Barbara (500 km), ora più accessibile grazie a cartografia aggiornata e opzioni di alloggio migliorate.
Un progetto ambizioso come la Ciclovia della Sardegna, 1.150 km di piste ciclabili, promette di diventare uno degli itinerari su due ruote più emozionanti d’Europa. Meglio evitare la folla e i prezzi dell’alta stagione di luglio e agosto: il vero fascino dell’isola si scopre lungo le strade meno battute, nei gesti di ospitalità genuina e negli angoli naturali ancora poco esplorati.
Stati Uniti: la natura sconfinata del North Dakota

Nel Theodore Roosevelt National Park, il North Dakota rivela l’America più autentica e selvaggia. Tra canyon, praterie e bisonti in libertà si apre un territorio lontano dai circuiti più affollati, dove geologia, storia e natura si intrecciano in scenari di straordinaria bellezza. Nel 2026 il parco sarà collegato alla Theodore Roosevelt Presidential Library, inaugurata recentemente per raccontare l’eredità del 26° presidente degli Stati Uniti, fondatore del National Park Service. Le vaste pianure, i canyon modellati dal vento e le gole del Little Missouri River testimoniano la passione di Roosevelt per la serenità delle Grandi Pianure, dove mandrie di bisonti e colonie di cani della prateria convivono con contrafforti rocciosi e sentieri panoramici. La North Unit del parco custodisce meraviglie geologiche come rocce colorate, foreste pietrificate e hoodoos, alte guglie naturali risalenti a 65 milioni di anni fa, che rendono ogni escursione, dal River Bend Overlook Trail agli altri sentieri e paesaggi sorprendenti.
Réunion: un mondo in miniatura nell’Oceano Indiano

Nonostante sia unica al mondo, l’isola di Réunion, nell’Oceano Indiano, resta poco frequentata dai turisti internazionali. Con soli 2.500 km² ospita 400 microclimi e circa 200 specie endemiche, in uno scenario naturale straordinario. Il motto dell’isola, Florebo quocumque ferar (“Fiorirò ovunque sarò portata”), si riflette nel patrimonio multiculturale creolo e nei paesaggi spettacolari: catene montuose UNESCO, valli ad anfiteatro e il celebre vulcano.
Le esperienze all’aperto sono incredibili: passeggiate lungo le scogliere laviche di Cap Méchant, escursioni sul vulcano attivo Piton de la Fournaise, bagni nei laghetti ai piedi delle cascate e aperitivi su spiagge di sabbia bianca. Nel remoto Cirque de Mafate, le guest house creole accolgono gli escursionisti con pasti casalinghi, offrendo notti sotto la Croce del Sud e risvegli con il canto dei galli che salutano l’alba.
Tunisia: il fascino del Mediterraneo tra medine e spiagge

Chiude la top ten la Tunisia, il più piccolo paese del Nord Africa, ma ricco di un patrimonio culturale unico. Qui si incontrano influenze berbere, romane, ebraiche, islamiche e francesi, riflesse in medine patrimonio UNESCO, siti archeologici, oasi nel deserto, isole e località balneari. Grazie a strade e ferrovie efficienti, tutti questi tesori sono facilmente accessibili. Dopo la Primavera Araba del 2011, giovani creativi e imprenditori hanno ridisegnato il volto del paese, introducendo idee innovative nel turismo e nella cultura.
A sud di Tunisi si trovano spiagge sabbiose e località storicamente frequentate da celebrità, come Hammamet, con resort di lusso come La Badira. Spingendosi più a sud si possono esplorare catacombe cristiane, la kasbah dell’XI secolo a Sousse e l’idilliaca riserva naturale sulle isole Kerkennah, tra mare incontaminato e atmosfere autentiche.
Esperienze e condivisioni
Accanto ai luoghi, Best in Travel 2026 dedica un intero capitolo alle esperienze di viaggio. Dal trekking in Tagikistan al rafting nel Grand Canyon, fino all’avvistamento delle balene alle Azzorre e ai safari su rotaia in Sudafrica, la guida invita a vivere il viaggio come avventura e scoperta. “Sono i momenti condivisi, le esperienze autentiche e le storie che portiamo con noi, anche dopo il ritorno, a rendere davvero speciale un viaggio – commenta Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia - Le proposte nel Best in Travel 2026 sono un invito a partire, a creare legami più forti con i luoghi e le persone che incontriamo”.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 ottobre 2025, 19:13


