‘I Cammini della Rinascita’, la guida per riscoprire le meraviglie dell’Appennino centrale
Il volume, curato dalla giornalista Chiara Giacobelli per Giunti, racconta il territorio di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo attraverso nove itinerari. Quasi 300 pagine ricche di immagini, cartografie, suggerimenti e approfondimenti

L’Appennino centrale è un mosaico di crinali, borghi in pietra e silenzi che raccontano una storia antica, ferita e oggi più che mai desiderosa di futuro. È da qui che prende le mosse I Cammini della Rinascita. Tesori nascosti dell’Appennino centrale, il volume curato da Chiara Giacobelli per Giunti, nato su iniziativa del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli per valorizzare i territori colpiti dal terremoto del 2016-2017 e accompagnarli in una nuova stagione di turismo lento e consapevole.

I numeri parlano chiaro: l’area del cosiddetto “cratere sismico” si estende per circa 8mila chilometri quadrati, coinvolge 138 comuni e abbraccia quattro regioni – Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. È qui che si snodano nove itinerari capaci di intrecciare spiritualità, natura, arte, enogastronomia e memoria.
Il primo è il Cammino Francescano della Marca, da Assisi ad Ascoli Piceno: 167 chilometri tra Umbria e Marche lungo i passi del Poverello. Si attraversano le Cascate del Menotre e l’Eremo di Santa Maria Giacobbe incastonato nella roccia, si costeggia il lago di Caccamo e si arriva ad Ascoli con il suo sorprendente Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte, piccolo capolavoro barocco scavato nella pietra. Una variante conduce a Montedinove, tra i calanchi e il Monte dell’Ascensione, in un paesaggio quasi lunare.

La Via Lauretana, da Assisi a Loreto, è un filo che unisce santuari e colline fino al celebre santuario mariano, mentre il Cammino dei Cappuccini – 400 chilometri da Fossombrone ad Ascoli Piceno – attraversa la dorsale marchigiana toccando conventi e luoghi simbolo dell’Ordine nato qui secoli fa (nel 2028 ricorrono i 500 anni dalla fondazione), come Renacavata a Camerino e il Santuario della Madonna dell’Ambro ai piedi dei Sibillini.

Il Cammino nelle Terre Mutate, da Fabriano all’Aquila, è forse il più emblematico: un percorso che attraversa i centri segnati dal sisma, da Muccia ad Arquata del Tronto, fino al capoluogo abruzzese. Camminare qui significa leggere nei cantieri e nelle piazze ricostruite la fatica e la determinazione di una comunità che ha scelto di restare.
Ad anello è il Cammino di San Giuseppe da Leonessa, tra Lazio e Abruzzo, così come il Cammino dei Monti e dei Santi, che parte e ritorna all’Aquila, tra eremi e altopiani.

Il Cammino di San Benedetto, da Norcia a Montecassino, collega la patria del patrono d’Europa all’abbazia laziale, attraversando gole selvagge e borghi silenziosi. La Via di Francesco, da La Verna a Roma, ripercorre l’Italia francescana fino alla Città Eterna. Infine il Cammino Naturale dei Parchi, da Roma all’Aquila, è un grande corridoio verde tra riserve e aree protette.
Lungo questi tracciati si incontrano perle poco note: le Gole dell’Infernaccio nel Parco dei Sibillini, il Santuario rinascimentale di Macereto che domina l’altopiano come una visione geometrica di pietra, le Gole del Velino con il minuscolo borgo di Sigillo, il lago di Campotosto che in primavera riflette le cime innevate come un quadro giapponese. E poi abbazie romaniche, musei dell’arte recuperata come il MARec di San Severino Marche, conventi, eremi, pievi isolate e tradizioni gastronomiche, che vanno dal tartufo nero dei Sibillini alle lenticchie di Castelluccio.
“I Cammini della Rinascita rappresentano uno strumento essenziale per rigenerare le nostre comunità” scrive nella prefazione il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, ricordando l’impegno economico messo in campo per lo sviluppo del turismo lento e la volontà di affiancare alla ricostruzione materiale un progetto di rilancio culturale e sociale. L’obiettivo è chiaro: non solo rimettere in piedi gli edifici, ma creare occasioni per restare e tornare.
In questo contesto si inserisce il volume di Giacobelli, quasi 300 pagine ricche di immagini, cartografie, suggerimenti e approfondimenti. Il libro non si limita a descrivere i tracciati principali, ma invita a “deviare”, a esplorare i dintorni, a scoprire borghi minori, cascate nascoste, musei inattesi, prodotti tipici.
È costruito come una guida narrativa: ogni cammino è suddiviso in tappe, corredato da informazioni tecniche, riferimenti utili, box tematici dedicati a trekking, luoghi della spiritualità, vie dell’acqua, bellezze insolite.

Accanto alla dimensione pratica, emerge quella corale: prefazioni istituzionali, interventi dei presidenti di Regione, focus sui grandi appuntamenti – dal Giubileo 2025 all’ottavo centenario della morte di San Francesco nel 2026, fino ai 500 anni dei Cappuccini nel 2028. Il risultato è un’opera che tiene insieme memoria e prospettiva, cronaca e racconto, spiritualità e sviluppo locale. Non un semplice atlante di sentieri, ma un manifesto di territorio.
Il libro sarà presentato sabato 28 febbraio alle ore 16.30 presso la Sala Consiliare di Amandola, nel cuore dei Sibillini, nell’ambito della rassegna “Diamanti a Tavola”, festival dedicato al tartufo nero pregiato e ai prodotti tipici locali, con l’autrice intervistata dal giornalista Fabio Pucciarelli. Un secondo appuntamento è in programma ad Ancona, all’Università delle Tre Età, nel calendario degli “Incontri del venerdì” il 6 marzo alle 17.30 presso la sede dell’UniTre di Ancona.

Due tappe simboliche, tra montagna e mare, per ribadire che l’Appennino centrale non è più soltanto un luogo del ricordo, ma una geografia viva da attraversare. A passo lento, certo, ma con lo sguardo rivolto lontano.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 febbraio 2026, 17:11


