Museo delle mummie e free climbing. Emozioni e brividi nel borgo di Ferentillo
di Chiara Giacobelli C’è una faglia geografica e storica che taglia in due la Valnerina, un’asimmetria di roccia e memoria che...

di Chiara Giacobelli
C’è una faglia geografica e storica che taglia in due la Valnerina, un’asimmetria di roccia e memoria che risponde al nome di Ferentillo. Il borgo si offre diviso nelle sue due anime medievali: Matterella, abbarbicata al Monte Gabbio sotto imponenti bastioni cilindrici, e Precetto, arroccato alle falde del Monte Sant’Angelo. Due fortezze speculari, nate lungo la via della lana per controllare i traffici tra il Reatino e Spoleto, che oggi compongono un perfetto hub per il turismo culturale; un territorio capace di far dialogare la sacralità del silenzio con le vibrazioni dell’outdoor contemporaneo.
La prima discesa nell’ignoto si consuma nelle viscere di Precetto, sotto la Chiesa di Santo Stefano. La fioritura urbanistica voluta dai duchi Lorenzo e Franceschetto Cybo sul finire del XV secolo portò alla costruzione del nuovo tempio sopra la precedente struttura del XIII secolo, inglobata come cripta sepolcrale. Qui, l’Editto napoleonico del 1806 interruppe le inumazioni, ma fu nel 1871 che i frati cappuccini scoprirono il miracolo biologico: la composizione della terra, ricca di sali di calcio e calcare, unita a muffe e alla costante ventilazione, ha mummificato spontaneamente 24 corpi e 10 teste.
Le teche svelano uno straordinario storytelling antropologico: soldati francesi del 1795 giustiziati, pellegrini cinesi stroncati dal colera nel Giubileo del 1750, patologie come l’acromegalia e la celebre bara dell’avvocato assassinato. Oltre alla cripta, i due borghi custodiscono un fitto tessuto monumentale, arricchito di recente dalle suggestioni del Festival Internazionale del Fantastico e dalla Biblioteca Romolo Runcini: unica in Italia, ospita oltre 35.000 volumi antichi e moderni dedicati al genere fantastico, esoterismo e scienza.
La verticalità del paesaggio trova la sua massima espressione nelle pareti calcaree esposte a sud, una vera mecca internazionale del free climbing fin dagli anni Ottanta. Ideali per i training invernali, le falesie si apprestano a fare un salto di qualità grazie alla ristrutturazione del palazzetto indoor: una struttura d’avanguardia ispirata al modello di Bressanone che diventerà un polo d’eccellenza. Ma il comparto outdoor non si ferma alla roccia; il fiume Nera è il teatro ideale per adrenaliniche discese di rafting che partono da Precetto, mentre i sentieri circostanti offrono percorsi di trekking e mountain bike per un turismo active e sostenibile.
A coronare questo viaggio è l’Abbazia di San Pietro in Valle, capolavoro longobardo rifondato nel VI secolo e ampliato dal duca Faroaldo II. Recentemente riaperto dopo restauri, il complesso abbaziale è valorizzato da un impianto di illuminazione curato dallo stesso team tedesco che ha lavorato alla Cappella Sistina. Al suo interno, la più importante collezione di sarcofagi romani dell’Umbria — riutilizzati come sepolture dalla nobiltà longobarda — dialoga con rari cicli pittorici del XII secolo, le cui scene bibliche anticiparono la rivoluzione spaziale di Giotto, sigillando un legame indissolubile tra la pietra e l’eterno. Per maggiori informazioni cliccare su www.visitferentillo.it
Ultimo aggiornamento: Venerdì 31 luglio 2026, 06:51