Müller Thurgau, il vitigno di montagna simbolo della Val di Cembra
La Rassegna internazionale ha acceso i riflettori su un vino e un territorio straordinari, incastonato nel più importante bacino europeo di porfido, l’oro rosso dei valligiani

Se c’è un vino simbolo della Val di Cembra, in Trentino, quello è il Müller Thurgau. Il Müller-Thurgau (nato tra il 1882 e il 1891 dall’incrocio di Riesling renano e Madeleine Royal) è un vitigno a bacca bianca ampiamente coltivato in diverse regioni viticole del mondo. Duttile, versatile, trova il suo terroir d’elezione in alta collina e in montagna.
La valle di Cembra
La valle di Cembra, un profondo canyon scavato dal fiume Avisio, con pendici verticali coperte da vigneti terrazzati sorretti da muretti a secco lunghi 800 km, è l’habitat ideale. Territorio riparato da montagne e boschi, caratterizzato da terreni porfirici e forte escursione termica, la valle propone il vigneto più alto del Trentino (dai 450 ai 900 mt di altitudine, uno dei più alti d’Italia), e il più verticale, con pendenze che arrivano al 40%. La valle è incastonata nel più importante bacino europeo di porfido, detto anche l’oro rosso dei valligiani, una roccia che conferisce a questi vini d’altura, sia fermi che spumanti, tre caratteristiche identitarie: sapidità, mineralità e persistenza straordinarie. E vocazione alla longevità.
Viticoltura eroica
In un territorio così particolare, la viticoltura è davvero eroica. La lavorazione manuale dei vigneti schizza a circa 900-1.000 ore per ettaro/uomo/anno (contro le 300/400 delle zone pianeggianti), e la proprietà è iper-frazionata, con una media di due, massimo tre ettari a famiglia. Quattro i vitigni-ambasciatori del territorio: oltre al Müller Thurgau, lo Chardonnay (per fare le bolle del Trentodoc) , il Riesling, il Kerner e, tra i rossi, il Pinot Nero e la Schiava.
Le medaglie

Ogni anno la Rassegna internazionale del Müller Thurgau premia le migliori bottiglie. Quest’anno le 5 medaglie d’oro sono andate a Cantina Produttori Valle Isarco, Cavit , Franz Haas, Staatsweingut Meersburg , Winzerverein Hagnau. Le 5 medaglie d’argento invece a: Azienda Agricola Sandri Arcangelo, Hammel , Cantina Lavis, Cortaccia- Kurtatsch e Tenuta Gottardi.
Degustazioni e confronti
Davvero bella e stimolante la degustazione “Roccia e Sale” condotta da Giuseppe Carrus. Bella l'idea del confronto fra il Müller di montagna (Cantina Toniolli) e il Müller siciliano delle colline di Erice ( Fazio Wines ). E sempre sulla direttrice Cembra-Trapani il confronto tra il Muller di Michele Simoni e il Grillo “Mozia” di Tasca d'Almerita. Stimolante anche il confronto sul tema della longevità tra la cembrana Villa Corniole col suo Muller 2022 e il Verdicchio di Matelica 2022 di Borgo Paglianetto ; così come il carattere forte del Riesling 2022 di Cantina Pelz col Vermentino di Gallura Pitraia 2022 di Tenute Gregu. Per finire due cuvée a confronto: Zymbra 2021 di Cembra Cantina di Montagna e il Collio bianco Yelka pure 2021 di Azienda Agricola Picech.

Enoturismo
Cembra si conferma ancora una volta territorio straordinario per i vini, che anche dopo anni mantengono vitalità, energia, espressività. Serve più promozione per favorire l'enoturismo; e il lavoro comune con la vicina Valle di Fiemme può dare grandi risultati. Il vino è la leva per scoprire un territorio unico e indenne finora dal turismo di massa. Ma per attrarre wine-lover e viaggiatori ‘lenti’ serve anche lo sviluppo di una ristorazione e di una ricettività distintiva sfruttando le tante baite rurali dislocate tra i vigneti di montagna.
Ultimo aggiornamento: Martedì 7 luglio 2026, 18:49


