Cristina Caboni vince il Premio eno-lettarario Vermentino 2025. Intrecci di vite ed emozioni sullo sfondo di Olbia
L’amore per il vino e la passione per i libri: tutte le novità della IX edizione del premio organizzato dalla Camera di Commercio di Sassari con i Comuni di Olbia e Castellano Magra (La Spezia)
Intrecci di vite, storie e persone: un premio speciale che sa di terra, uva e passione. È il sapore speciale del Premio eno-letterario Vermentino, un palcoscenico letterario che da nove edizioni incrocia storie da bere e da raccontare. La voce narrante è l’amore per le proprie radici. Storie vere e di carta, raccontate sul filo dell’emozione.
Due protagonisti speciali. Da un lato i migliori scrittori italiani e stranieri che hanno scelto il vino come filo conduttore di storie uniche e incredibili raccontate attraverso i libri. Dall’altro gli appassionati produttori di Vermentino, volti e sorrisi che sanno di terra, radici, sacrificio e passione.
Con la bellezza di Olbia sullo sfondo, la cerimonia di consegna dei premi ha riservato grandi emozioni anche grazie alle letture e ai video realizzati dagli studenti del Liceo Gramsci che, ‘allenati’ dall’attore e regista Daniele Monachella, hanno condotto il pubblico in un viaggio tra le pagine dei romanzi. E sul palco, a condurre la cerimonia tra risate e riflessioni, il bravissimo attore Neri Marcorè.
- Cristina Caboni vincitrice dell’edizione 2025
- Premio Territori
- Menzioni speciali
- Narrativa straniera: la novità 2025
- La storia del premio

Cristina Caboni vincitrice dell’edizione 2025
A vincere l’edizione 2025 del Premio eno-letterario Vermentino è stata la nota scrittrice Cristina Caboni con il romanzo ‘La ragazza senza radici’ (Garzanti). Nota al grande pubblico a partire dal 2014 con il suo romanzo di esordio ‘Il sentiero dei profumi’, diventato un bestseller venduto in tutto il mondo, l’autrice cagliaritana racconta la storia di due donne, Adeline e Miranda, alle prese con un passato che ritorna prepotentemente di scena.
“Un vino che ha riposato sul fondale sabbioso del mare, cullato dalle onde. Adeline non aveva mai sentito parlare di nulla del genere. Eppure, da quando lo ha assaggiato, è cambiato qualcosa in lei”. Due donne sullo sfondo dell’affascinante mondo del vino, tra relazioni, legami familiari e affettivi. I suoi romanzi emozionano i lettori e la sua maestria nel narrare le emozioni nascoste nel cuore dei suoi personaggi ha convinto la giuria del Premio Vermentino ad aggiudicarle il primo posto del podio.
Premio Territori
Il Premio Territorio è stato assegnato ex aequo all’esordiente Ludovica Elder con ‘I vestiti della domenica’ (Piemme) e Franco Faggiani con ‘Basta un filo di vento’ (Fazi editore).
Triestina di origine. Ludovica Elder vive e lavora a Milano, dove negli anni si è costruita una carriera e una famiglia. Ma non ha dimenticato le radici triestine, nella terra rossa del Carso, una città di confine che ti insegna ad allargare le vedute e considerare l’altro, quello che vive dalla parte opposta della linea di confine, come qualcuno di molto vicino. Perché l’altro in fondo siamo noi.
“Con lui non aveva mai parlato della guerra. Era rimasta affascinata dalle sue medaglie e dal fatto che non amasse mostrarle, ma non si era mai chiesta davvero cosa avesse fatto per riceverle. Avrebbe potuto passare ore a lodare sé stesso raccontando le sue imprese. Non lo aveva mai fatto”. È un romanzo che parla di una guerra che divide famiglie, amori e amicizie, ma anche di appartenenza. Protagonista silenziosa è la “vigna vecchia dei Pàhor”, che “guarda Trieste dall'alto delle colline del Carso”.
Ed è lì su quella terra - “tra i filari soffiano l'aria di mare e il sussurro impetuoso della Bora, mitigato dal passaggio verticale sulle rocce” - che si svolge una storia familiare intima e ricercata, tra ricordi ed esperienze. Dalla Grande Guerra al Fascismo, è il racconto di un’epoca vista con gli occhi di persone normali, lontane dai clamori della cronaca.
Franco Faggiani fa il giornalista, ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo e da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. “Basta un filo di vento” è una storia vera di riscatto e solidarietà. Il protagonista è un uomo di successo, un avvocato esperto di finanza, proprietario della Convertina, un’azienda agricola di famiglia adagiata sulle colline dell’Oltrepò Pavese, tra Po e Appennino.
Ereditata da ragazzo, aveva solo 17 anni, quella tenuta diventa il banco di prova di ricordi, gratitudine e sentimenti quando in età adulta si ritrovata davanti al grande dilemma: vendere il terreno a una società che vuole trasformarli in un complesso di lusso o resistere alla cifra da capogiro e salvare le famiglie dei contadini che hanno amato quelle vigne e dei filari, tanto da renderla grande con il loro duro lavoro? Un romanzo che racconta l’attaccamento alla terra da parte di una comunità capace di creare legami solidi e duraturi e che, all’occorrenza, salva e protegge.
Menzioni speciali
La giuria del Premio Vermentino ha consegnato le Menzioni speciali al misterioso noir di Enrico Beccastrini, autore di ‘DOCG: di origine criminale garantita’ (Carmignani Editrice) – un romanzo che fin dal titolo ci fa assaporare il gusto del vino e del territorio – e al romanzo di Clizia Fornasier, autrice di ‘Volevo sognarmi lontana’ (HarperCollins).
Da attrice e personaggio televisivo di successo a scrittrice di talento, con romanzi di grande intensità: la veneta Clizia Fornasier è una delle grandi sorprese del Premio Vermentino 2025. Una notte Laura scompare e di lei rimangono solo due lettere, una per Romina e una per la mamma. E una confessione: “Ho bisogno di sognarmi lontana”. Potente ed emozionante, il romanzo premiato con la Menzione Speciale è una storia familiare che parla di donne e di coraggio, di legami che resistono al tempo e a una terra capace di inghiottire tutto, anche i sogni più grandi. Un libro che racconta alla perfezione il nostro tempo, attraverso tre indimenticabili personaggi femminili.
“La terra ti chiede di stare ferma, di sporcarti i piedi e le mani e di mettere le tue radici sottoterra. Io non le sento le radici, i miei piedi non ne hanno, le ho cercate ma non ci sono e la terra non mi piace, puzza di tutto quello che ci finisce sotto, non capisco proprio chi la sceglie senza averne il dovere, proprio no, non lo capisce questa testa mia, testa da mussa, direbbe la mamma”.
Medico e appassionato di noir, Enrico Beccastrini è al suo secondo romanzo giallo. Il sapore intenso del vino parla toscano e tra le pagine del libro si levano profumi di vendemmia. Un’intensità sullo sfondo di un’indagine poliziesca che vede protagonista Tommaso, un cuoco che ama le persone, ma con la legge va poco d’accordo. Il suo interesse quasi morboso per i fatti criminali lo porta a vivere un’esperienza forte, che lo coinvolge da vicino. Il corpo di una donna viene rinvenuto in un agriturismo. Il suo amante, in fin di vita accanto a lei, è sospettato di averla seviziata e uccisa. Come se non bastasse, ad attirare un ciclone mediatico, in paese avviene una serie di fatti inquietanti. I turisti scappano, la sua terra e la sua gente sono a rischio. Per proteggerli, Tommaso dovrà combattere e fare delle scelte. Giusto? Sbagliato? Colpevole? Innocente? Il confine non è mai così netto come sembra.
Narrativa straniera: la novità 2025
Per la prima volta nella storia del Premio, si aggiudica la menzione Narrativa straniera il volume ‘Intrecci di vite – Elogio della caparbietà dei vignaioli’ dei francesi Alain Graillot e Laure Gasparotto (Edizioni Ampelos).
Si tratta di un viaggio nell'anima di un mestiere che sfida le logiche del mondo contemporaneo. In un'epoca dominata dalla velocità e dall'immediatezza delle start-up, il vignaiolo rappresenta una figura controcorrente: costruisce il suo universo con pazienza, giorno dopo giorno, affidandosi a una sola forza motrice: la caparbietà. È questa qualità straordinaria a trasformarlo, talvolta, in un autentico supereroe.
Alain Graillot, celebre vignaiolo della Valle del Rodano, apre le porte dell'intimità di una ventina di "grandi" del mondo del vino. Attraverso conversazioni profonde e sincere, ci racconta le storie di personalità leggendarie: Raymond Trollat, Jean-Louis Grippat e Auguste Clape nel Rodano; Michel Lafarge e Aubert de Villaine in Borgogna; Anselme Selosse nello Champagne; Jean-Michel Cazes nel Pauillac; Angelo Gaja in Italia; Alvaro Palacios in Spagna; Marie-Thérèse Chappaz nel Vallese. Uomini e donne dal carattere eccezionale e dalla determinazione incrollabile si confidano con uno di loro, rivelando l'essenza di una vocazione che potrebbe sembrare anacronistica nella società della fretta.
La storia del premio
Promosso dalla Camera di Commercio di Sassari con i Comuni di Olbia e Castellano Magra (La Spezia), il Premio eno-letterario nasce nel 2017 con un’edizione lancio che ha visto la premiazione alla carriera della scrittrice di fama internazionale Simonetta Agnello Hornby.
Con la tenacia e la passione che contraddistingue i sardi, e la grande professionalità degli organizzatori e della giuria, anno dopo anno il premio ha allargato i suoi confini fino ad assumere una dimensione nazionale. Oggi, meno di un anno dal decennale, si è affermato come un concorso unico nel suo genere per la capacità di unire il mondo produttivo del vino a quello letterario.
“Nel 2016 – raccontano gli organizzatori – la Camera di Commercio di Sassari ha un’intuizione: far fare un salto di qualità alla manifestazione ‘Benvenuto Vermentino’, il contest di riferimento per la promozione dell’omonimo vitigno, un’eccellenza tra le produzioni locali e un solido fattore di crescita economica e sviluppo turistico del territorio, a livello regionale, nazionale ed europeo. Nasce così il Premio eno-letterario Vermentino, che attraverso la dimensione culturale dà una vera e propria impronta caratterizzante allo speciale vitigno”.
Il Premio è rivolto alle Case Editrici. Ogni anno premia le opere di narrativa pubblicate in Italia - e da quest’anno anche all’estero - che offrono spazio al mondo vitivinicolo, dando valore al lavoro nei campi tra i grappoli d’uva e i filari.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 ottobre 2025, 17:28

