Meno stress, umore migliore e più amicizie: andare in bici fa bene anche alla mente. Lo dicono 87 ricerche
Le conclusioni pubblicate su Frontiers in Sports and Active Living di una ricerca che ha riunito quasi 90 studi da 19 Paesi confermano quello che sapevano già quelli che si spostano sulle due ruote: è una delle pratiche più efficaci per la salute mentale

Andare in bici fa bene. E questo lo sapevamo. Almeno, la maggior parte di noi è consapevole che pedalare rappresenta un buon modo per tenersi in forma. Ma quanto fa bene? A questa domanda ha risposto una ricerca che ha riunito 87 diverse ricerche condotte in 19 Paesi, e la conclusione è stata univoca, chiara, indiscutibile: il ciclismo – nel suo senso più ampio di “andare in bici” – è una delle chiavi del benessere psicologico, sociale, affettivo e cognitivo.
I benefici dell’andare in bici
Le conclusioni pubblicate su Frontiers in Sports and Active Living confermano dunque l'esperienza diretta di ciascuno di noi, mettendola però in relazione con altri comportamenti più o meno virtuosi. Andare in bici fa bene sia al cervello oltre che al corpo. I benefici scientificamente accertati includono miglioramenti nei tempi di reazione, nell’attenzione e nelle funzioni cognitive associate alla concentrazione, riduzione dello stress, miglioramento dell’umore, espansione delle reti sociali in quanto pedalare, e non starsene chiusi in un abitacolo o viaggiare a velocità su uno scooter, aiuta a fare amicizia.
La salute mentale
In particolare, il ciclismo emerge come una delle pratiche più efficaci per la salute mentale, grazie alla sua accessibilità e ai suoi benefici neurologici. La pedalata regolare, infatti, favorisce il rilascio di endorfine e neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e norepinefrina, tutte sostanze fondamentali per il buon umore e la riduzione dello stress. Per questo motivo, il ciclismo è considerato un elemento chiave nelle strategie di prevenzione e trattamento di ansia, depressione e stress cronico. Ma i vantaggi non si fermano qui: il ciclismo è anche un’attività pratica e facilmente integrabile nella vita quotidiana. Chi vive in città può usarlo per gli spostamenti quotidiani, evitando il traffico, risparmiando tempo e godendosi una prospettiva diversa dell’ambiente urbano.
Migliora anche il cervello
E, proprio come rafforza i muscoli, il ciclismo può inoltre stimolare la crescita e il miglioramento del cervello. L’aumento del flusso sanguigno cerebrale porta più ossigeno e nutrienti alle cellule, migliorandone la funzionalità. Infine, questa attività triplica la produzione di proteine coinvolte nella creazione di nuovi neuroni e migliora la comunicazione tra le diverse aree del cervello. Tanto che alcuni recenti studi suggeriscono anche che il ciclismo possa allentare il declino cognitivo legato all’invecchiamento, mantenendo il cervello giovane e attivo più a lungo.
Le condizioni perché faccia davvero bene
Ovviamente si parla di andare in bici all’aperto, non della cyclette a casa o in palestra. Allo stesso tempo, i benefici diventano concreti e visibili solo quando l'inforcare una bicicletta non sia una pratica occasionale magari relegata a qualche weekend durante l'anno. Allo stesso modo, non stiamo parlando di attività agonistica, che a sua volta induce stress e sollecita eccessivamente il corpo. Ma se prendiamo la bici diverse volte alla settimana, senza sforzarsi eccessivamente ecco che il piccolo miracolo è compiuto. Ed abbiamo a disposizione con poco sforzo e pochissimo denaro a parte l'investimento iniziale, un toccasana per la salute del corpo e dello spirito.
C'è infatti un altro elemento che rende il ciclismo una pratica ed un ambiente benefico per l'individuo e la società: andare in bici non richiede strutture costose, non richiede abbonamenti in palestra, funziona come spostamento attivo oltre che come sport e i benefici si accumulano nel tempo con la costanza piuttosto che con l’intensità.
Ovviamente la bicicletta come strumento di salute pubblica funziona laddove esistano delle infrastrutture adeguate in termini di percorribilità e sicurezza: piste ciclabili, innanzitutto, percorsi dedicati, parcheggi sicuri e comodi. A questo proposito la ricerca ci dice una cosa chiara: investire in infrastrutture per la mobilità ciclabile rende anche in termini economici perché, per via degli effetti benefici che produce l'attività ciclistica, diminuisce il carico delle strutture sanitarie. E non è poco. Soprattutto di questi tempi.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 1 luglio 2026, 18:54

