Arianna Fontana ai giovani di Next Generation Fest: “Nella vita è importante avere una passione da inseguire”
A Firenze l'atleta con più medaglie olimpiche dello sport italiano ha svelato i piani per il suo futuro: "Noi atleti possiamo essere esempi di vita vera per i giovani. Il mio futuro? Aiutarli concretamente a costruire una carriera nello sport”

Tra gli ospiti più attesi della mattinata del Next Generation Fest, di cui Luce! è media partner, c'è stata anche la pluricampionessa olimpica Arianna Fontana. Con le sue 14 medaglie ai Cinque Cerchi, è l'atleta più medagliata dello sport italiano. Fontana ha condotto uno speech sul valore delle passioni e ha svelato come, nel suo futuro, ci sia la volontà di aiutare i giovani concretamente nella costruzione di una carriera nello sport.
Qual è stato il messaggio che ha voluto passare a una platea di giovani così grande come quella del Next Generation Fest?
"Credo di aver provato a trasmettere la mia passione, quanto sia importante averne una nella vita. Li ho sfidati a trovare questo amore, sia che ce l'abbiano già che non. Li ho incitati a mettersi in gioco, anche se magari inseguono passioni che alcuni potrebbero valutare non così importanti: se per loro hanno un valore, allora contano eccome".
Lei è tra gli atleti più vincenti della storia italiana, come si costruisce questo percorso? Quanto lavoro c'è dietro?
"Non c'è solo un momento nella performance sportiva, ma come in qualsiasi cosa nella vita va costruita decisione dopo decisione, giorno dopo giorno, grazie alla costanza e all'impegno".
Dopo Milano-Cortina quali sono gli obiettivi per la prossima stagione? Dove la vedremo impegnata?
"Adesso mi sto prendendo una pausa, spero meritata. Il mio pensiero sul futuro è essere qua, intorno a tanti giovani, e cercare di costruire per loro una possibile carriera nello sport, purtroppo ad oggi non è così semplice. Il mio futuro è proprio questo: cercare di costruire una via per le future generazioni, cercare di costruire per loro una possibile carriera in modo che possano un giorno supportare se stessi e la loro famiglia".
È più difficile un giro di short track o fare uno speech simile a 20.000 persone?
"Sono due cose completamente diverse, però per me essere qua oggi, intorno a tantissimi giovani, è davvero importante e bello, perché credo che noi atleti riusciamo a trasmettere una vita vera e ad essere degli esempi veri, in confronto a quello che si vede sui social media. Tante volte online si prende solo la parte migliore delle vite degli altri, quando in realtà sono momenti costruiti ad hoc per i vari contenuti. Noi atleti riusciamo a trasmettere un esempio vero e concreto: è questo ciò di cui hanno bisogno le nuove generazioni".
Delle sue 14 medaglie olimpiche, qual è la sua preferita?
"È difficile metterle sul podio. Sicuramente quella che ha un posto speciale è la prima, quella di Torino 2006, il mio primo oro ... ma anche il secondo! Riconfermarsi anni dopo anni, quadriennio dopo quadriennio, sui 500 metri, uno sport che evolve, diventa sempre più veloce e io che purtroppo negli anni non ringiovanisco, mentre le miei avversarie sono sempre più giovani, è già quella una bella medaglia, una bella conquista".
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 18:37
