Diversity Media Awards 2026, tutti i vincitori e le parole di Dario Argento: “La paura è scoprirsi tutti uguali”
Alla Nuvola di Roma premiati i personaggi e i media più inclusivi, tra cui podcast e serie tv che ci aiutano a conoscere la realtà, i movimenti, l’evoluzione sociale. Enzo Iacchetti personaggio dell’anno per il suo sostegno alla Palestina, miglior film: “La vita da grandi”

"La paura non viene quando ci scopriamo tutti differenti, ma quando ci scopriamo tutti uguali”. Toccanti le parole dello sceneggiatore e regista Dario Argento intervenuto come ospite alla consegna dei Diversity Media World a Roma, assegnati nel mondo della cultura a coloro che hanno saputo raccontare la diversità come normalità.
Dario Argento: “Cos’è la paura?”

Ma cos'è la paura? Io ho capito che non è sempre uguale, dipende dai tempi. Nel mondo in cui sono cresciuto, l'Italia negli anni 60, la paura era in declino, cosa potevano temere le donne, gli uomini sopravvissuti a ben due conflitti mondiali?” – si è chiesto il regista nel suo intervento. “È assurdo, se ci pensate bene. La gente pagava per spaventarsi. E spaventarli non era per niente semplice. Ho dovuto inventare e scrivere storie complicate, delitti efferati, congreghe di streghe, infanzie traumatiche” ha sottolineato ricordando alcuni dei suoi film, considerati capolavori del thriller e dell’orrore, come L'uccello dalle piume di cristallo, Profondo rosso, Suspiria, Tenebre. “Invece oggi la gente ha paura già nella vita di tutti i giorni. Invece del profondo rosso, a far paura oggi è il nero. E i registi del moderno terrore non lavorano al cinema, sfruttano la paura in modo semplice ed economico per sbancare il botteghino elettorale”.
"La suspense: stato ansiogeno”
Argento ha ricordato il meccanismo della suspense di Hitchcock: tenere lo spettatore in uno stato ansiogeno: “Per esempio, racconti al pubblico che c'è uno straniero in città, che ha un volto di un colore diverso dal tuo, una religione diversa dalla tua, e di sicuro ti ruberà i soldi, la donna, il lavoro. O magari metti in scena due ragazze che si amano – ha spiegato, concludendo -: io di questa nuova paura non voglio essere il maestro”.
"Diversity Media Awards : ultima edizione?"
“Sono felice di essere qui a questa che è un po l'ultima edizione dei Diversity Awards – ha invece esordito Serena Dandini, facendo sobbalzare il pubblico di questa XI premiazione, per poi spiegare: “Almeno l'ultima di come la conosciamo, perché da quest'altranno si chiameranno i premi del Patriarcato Mediterraneo” – ha scherzato citando il programma elettorale di Vannacci.
Diversity, le parole per dirlo
“Vorrei che chi ha oggi 5, 8, 15 anni diventasse un adulto diverso da quelli che abbiamo imparato a essere noi e che davanti a una persona disabile non provi automaticamente pietà, imbarazzo o ammirazione, e che quando avrà un figlio curioso davanti a un corpo che non conosce, non gli dirà di smettere di guardare, ma gli insegnerà a guardare meglio – ha detto Marina Cuollo, presentatrice della serata insieme ad Alberto Matano -. Possiamo dare ai ragazzi e alle ragazze di oggi parole che noi non abbiamo avuto, permettendo loro di conoscere la disabilità prima che qualcun altro insegni loro ad averne paura”.
Molti gli interventi anche durante le premiazioni nelle diverse categorie e significative le motivazioni relative ai premiati e al loro lavoro o attivismo con una rappresentazione valorizzante ed inclusiva delle persone per Genere, Età, Etnia, Disabilità, Lgbt+, Aspetto Fisico.
Personaggio dell’Anno: Enzo Iacchetti

Come Enzo Iacchetti, eletto Personaggio dell’Anno, per “la sua scelta di esporsi pubblicamente in favore della Palestina, che ha portato una voce riconoscibile del panorama televisivo italiano all'interno di un dibattito complesso su conflitti e responsabilità pubbliche, contribuendo a mantenere viva l'attenzione sui diritti umani nello spazio mediatico” come si legge nelle motivazioni del premio. “Grazie dell'affetto – ha detto il noto attore e comico – dedico il premio a tutti i bambini del mondo, che non riescono a diventare grandi perché qualcuno li ammazza prima”.
Miglior Film: “La vita da grandi”
Greta Scarano ha ritirato il premio come Miglior Film per la sua pellicola “La vita da grandi” salendo sul palco insieme all’attore protagonista Yuri Tuci e a Margherita e Damiano Tercon, ai quali è ispirato il film, premiato perché “in un contesto in cui la disabilità e la neurodivergenza continuano a essere sottorappresentate, si distingue per la capacità di portare queste realtà al centro della narrazione, evitando gli stereotipi. In particolare, la scelta di affidare il ruolo di protagonista ad un attore autistico fa emergere questo film come esempio di rappresentazione autentica e rispettosa”. “Tra i chiodi fissi che avevamo nello scrivere il film – ha detto Scarano – ce n'era uno in particolare: quello di riuscire a trasmettere il messaggio che bisogna concentrarsi sulle proprie capacità e non sui propri limiti”.
Miglior Serie TV Italiana: “M – il figlio del secolo”
Il riconoscimento alla Miglior Serie TV Italiana è stato vinto da “M – il figlio del secolo” (Sky) premiato per essere “un raro tentativo di affrontare in Italia una narrazione storica complessa e ambiziosa, con una costruzione narrativa di ampio respiro capace di raccontare in modo non stereotipato le figure femminili, mai rese secondarie rispetto al protagonista”. A ritirare il premio Benedetta Cimatti che nella serie interpreta Rachele Mussolini.
Miglior Serie TV Straniera: “Adolescence”
La vittoria per la Miglior Serie Tv Straniera se l’è aggiudicata “Adolescence” (Netflix), perché “intercetta con lucidità fenomeni contemporanei complessi, affrontando temi come la maschiosfera, la cultura incel, l’incomunicabilità generazionale e le dinamiche relazionali mediate dai social in un racconto strutturato e perturbante, che fa emergere l’impatto della violenza di genere sulle giovani generazioni” e per la quale è stato trasmesso un contributo dello sceneggiatore Jack Thorne.
Miglior Serie TV Kids & Teens: “Riv4li”
Il Premio per la Miglior Serie Tv Kids & Teens è andato a “Riv4li” (Netflix), la serie creata da Simona Ercolani che secondo le motivazioni rappresenta “un caso ancora raro nel panorama italiano delle serie Kids&Teens, che porta sullo schermo personaggi e tematiche Lgbt+, contribuendo ad ampliare le possibilità di identificazione e riconoscimento per le nuove generazioni italiane”: a ritirare il premio il regista Alessandro Celli, Kartika Malavasi ed Edoardo Miulli.
Miglior Programma TV: “Splendida Cornice”
Geppi Cucciari in collegamento da Milano, ha ricevuto il premio al Miglior Programma Tv per “Splendida Cornice” (Rai3) per la seconda volta (la prima nel 2024) con questa motivazione: “Uno spazio dove le persone e le idee non sono mai trattate come qualcosa di omogeneo o limitato, ma sono sempre una ricchezza portata per mostrare il valore della diversità. Età, provenienza, cultura, generi: tutto contribuisce ad un racconto televisivo capace di valorizzare punti di vista ed esperienze differenti, aprendo sempre la mente del pubblico”.
Miglior Podcast: “Pride”
Il premio per il Miglior Podcast è stato vinto da “Pride” (Internazionale), premiato “per la capacità di affrontare temi legati alla comunità con un linguaggio chiaro e semplice, con lo scopo di riuscire a fare divulgazione verso un pubblico ampio e trasversale, agevolando la conoscenza di esperienze e persone fondamentali per il movimento” e ritirato da Claudio Rossi Marcelli e Alberto Emiletti.
Miglior Programma Radio: “Say Waaad?”
Michele “Wad” Caporosso si è collegato durante la diretta del suo programma “Say Waaad?” (Radio Deejay) per ritirare il Premio al Miglior Programma Radio che si è distinto per il suo essere: “un luogo sicuro, dove le storie possono essere condivise con intimità, coraggio, ma anche ironia, e con la potenza di arrivare ad un pubblico ampio. Un atto “politico” di vera inclusione”.
Creator dell’anno: Maria Bosco
A ricevere il riconoscimento come Creator dell’anno è stata Maria Bosco con questa motivazione: “L’equità e l’inclusione sociale passano anche dalla capacità di abbattere le differenze, facendo innamorare della matematica. La diffusione culturale verso le giovani generazioni è un tema politico, e contribuisce a ridurre le discriminazioni. Maria Bosco lo fa con ironia, coinvolgimento e autenticità, dimostrandolo con coerenza attraverso il suo essere out come persona lesbica”.
Miglior Prodotto Digital: “Domande comuni a una famiglia con due papà”
I Papà per scelta Carlo Tumino e Christian De Florio hanno ritirato il premio come Miglior Prodotto Digital per il contenuto “Domande comuni a una famiglia con due papà”, che “attraverso il racconto di esperienze concrete e domande ricorrenti, rende visibile la realtà delle famiglie omogenitoriali, favorendone una comprensione più diretta e meno pregiudiziale”.
Riconoscimenti all’Informazione
Durante la cerimonia di premiazione sono stati attribuiti anche i riconoscimenti all’informazione: per il Miglior servizio TG premiati in ex equo TG3 per il servizio “80° anniversario dell’ultima strage nazifascista in Val di Fiemme: la storia del partigiano nero Giorgio Marincola” di Gabriele Carletti e TG5 per il servizio “Progetto Unicop, nato dalla convivenza sotto lo stesso tetto di un centro diurno per anziani e un asilo nido” di Benedetta Battistoni, Miglior Articolo Stampa Quotidiana a Il Messaggero per l’articolo “In solitudine e senza svaghi il peso della cura” di Lorena Loiacono, Miglior Articolo Stampa Periodica a Cosmopolitan per l’articolo “Memorie sul transitare” di Elisabetta Moro e Miglior Articolo Stampa Web a LaStampa.it per l’articolo “Gianni e Franco, l’amore che resta: Torino pensa a un luogo per ricordare la prima unione civile” di Pasquale Quaranta.
Premio Speciale Fondazione Diversity: “Unicorni”
Durante la serata è stato consegnato anche un Premio speciale attribuito dalla Fondazione Diversity al film diretto da Michela Andreozzi “Unicorni”: a ritirare il premio l’attore Daniele Scardini e gli sceneggiatori Alessia Crocini e Tommaso Triolo.
Gli ospiti della serata
La serata ha visto salire sul palco numerose personalità dello spettacolo e della cultura per esibizioni e racconti, oltre che per consegnare gli ambiti riconoscimenti. Hanno partecipato: Serena Dandini, Dario Argento, Pilar Fogliati, Michela Giraud, Igiaba Scego, Senza Cri, Martina Attili, Alia Ansari, Nicole Rossi, Giorgia Soleri, Hellsy, Carolina di Domenico, Karma B, Margherita Ferri, Edna Moallin Abdirahman, Carolina Ambrosio e i performer di Italy Bares.
Promotori, partner e crediti dell'evento
I Diversity Media Awards sono un’iniziativa ideata e promossa dalla Fondazione Diversity ETS, no-profit fondata e presieduta da Francesca Vecchioni. Direzione Artistica di Ivan Cotroneo, regia di Alessandro Torraca. La serata è scritta da Flavio Nuccitelli, Virginia Ricci, Giorgia Di Pasquale, Marina Cuollo e Ivan Cotroneo. L’evento è promosso dall'Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, con il finanziamento del Ministero del Turismo; cofinanziato dall’Unione europea con risorse a valere sul Prfse+ Lazio 2021-2027 grazie alla Regione Lazio; realizzato con la collaborazione della Commissione Europea e il patrocinio dell’Ambasciata del Canada.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 settembre 2026, 15:46

