Luca e Krenare, prima coppia di influencer non vedenti in Italia: “Noi, Orbi et Orbi con i bastoni bianchi. Abbattiamo l’ultima barriera dei social”
Krenare Zylfalari (30 anni) e il marito Luca Barani (29) sono sposati dal 2024: “Prendiamo tutto con autoironia. Siamo persone normali, nessuna ragione di provare imbarazzo in nostra presenza”

La Spezia, 25 maggio 2026 – La foto, nella cornice tonda di Instagram, è perfetta. È quella di due innamorati, stretti in un abbraccio, sullo sfondo il mare cristallino della loro città. E poi ci sono i numeri, giganteschi, e l’ambita spunta blu che come per ogni personaggio pubblico che si rispetti, garantisce agli utenti dei social l’autenticità del profilo che stanno visitando. Ma è il nome quello che fa la differenza. Con più di 85mila follower su Instagram, altri 93mila seguaci su TikTok, e con uno pseudonimo che rispecchia tutta la loro saggia autoironia, gli spezzini Krenare Zylfalari (30 anni) e suo marito Luca Barani (29) – in arte Orbi et Orbi – sono la prima coppia di influencer non vedenti d’Italia e, forse, della storia dei social.
L’incontro al corso per centralinisti
Spezzino doc lui e di origine kosovara lei (ma trasferitasi con la sua famiglia a Isernia, nel 2008), Luca e Krenare si sono conosciuti nel 2020 all’istituto Cavazza di Bologna, dove entrambi frequentavano il corso professionale per centralinisti non vedenti, e da dove tutto ha avuto inizio: l’amore e il sodalizio professionale.

Dal giugno del 2024 sono marito e moglie e vivono alla Spezia, ma è già da quattro anni che abitano insieme i social. "Il nome del profilo all’inizio era ‘Kayziblind’ – spiega Krenare, che ha dato il la all’iniziativa – ma presto abbiamo deciso di cambiarlo perché ci siamo resi conto che per le persone era difficile sia da ricordare che da digitare correttamente. E così è nato ‘Orbi et Orbi’ – le fa eco Luca – che rispecchia l’autoironia con cui affrontiamo anche la vita di tutti i giorni. Anche perché, già di per sé, la disabilità è un argomento complesso che, per forza di cose, si trascina dietro sempre un po’ di pesantezza e che quindi secondo noi è necessario alleggerire, soprattutto per poter dialogare con le persone”.
Parlare apertamente di disabilità
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Dialogare apertamente di disabilità, raggiungendo il maggior numero possibile di utenti: è proprio questo l’obiettivo che Luca e Krenare perseguono attraverso i loro canali social. «C’era un grande desiderio da parte nostra di informare sulla disabilità – precisa Krenare –, facendo comprendere agli altri che noi, con i nostri bastoni bianchi, siamo persone normali. Nessuna ragione di provare imbarazzo in nostra presenza. Le persone, soprattutto quelle che vogliono aiutarci, non hanno motivo di spaventarsi di fronte alla disabilità e alla fragilità. Anzi, conoscerle e saperle affrontare è un percorso che può portare ricchezza per tutti». Ed è proprio una vita normale e autonoma quella che i due influencer spezzini mostrano, con post, video e reel.

C’è Krenare che abilmente si trucca e fa shopping al centro commerciale; e Luca, che spiega agli altri ipovedenti come usare lo smartphone, come effettuare operazioni al bancomat o, ancora, come prendere l’autobus senza sbagliare corsa. Ma se nel mondo reale Luca e Krenare sono due persone complete, e anzi con una marcia in più, è paradossalmente proprio nel mondo virtuale che sembrano emergere le differenze. E così d’improvviso, inspiegabilmente, per essere riconosciuti come influencer a tutti gli effetti pare non bastare più l’ambita spunta blu e un pubblico pari a quello dello stadio di San Siro al completo per il derby.
Vogliamo entrare a far parte di questo mondo virtuale come persone, e non come non vedenti.
"Funziona così – spiega Luca – Quando un profilo raggiunge un certo numero di follower, normalmente il titolare viene contattato da brand e aziende intenzionate a sponsorizzarne e pubblicizzare prodotti. Finora, a noi è capitato sì di essere invitati a eventi, ma nessuno ci ha contattati per offrire collaborazioni. Proprio per questo, recentemente ci siamo affidati a un’agenzia di comunicazione di Milano che si occupa di social e partnership, perché abbiamo constatato che c’è ancora molta diffidenza nei confronti della disabilità. Basti pensare che sui social ci sono profili che sponsorizzano prodotti pur avendo numeri inferiori rispetto ai nostri. Anche questo fa parte del grande tema dell’inclusione – rilancia Krenare – e, da questo punto di vista, pensiamo ci sia ancora tanto da fare. Purtroppo, ad oggi, la disabilità tende un po’ ad allontanare le aziende: un coinvolgimento non solo ci permetterebbe di ricavare qualcosa da girare alla nostra videomaker, che da quattro anni paghiamo di tasca nostra, ma soprattutto rappresenterebbe un altro bel traguardo raggiunto: per noi – conclude Krenare – significherebbe abbattere un’altra barriera ancora, ed entrare a far parte di questo mondo virtuale come persone, e non come non vedenti. Come influencer, finalmente trattati alla pari di tutti gli altri”.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 maggio 2026, 10:47


