Da Oslo a Gaza, cosa sta facendo la nazionale di calcio norvegese per aiutare la popolazione della Striscia
La Federcalcio norvegese ha deciso di destinare all'aiuto umanitario per Gaza l'intero incasso della partita di qualificazione ai Mondiali disputata contro Israele a Oslo. L'iniziativa è stata sostenuta dall'intera squadra nazionale, compreso Erling Haaland

Domani, domenica 19 luglio, si gioca la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina. La Norvegia non ci sarà: ha disputato un ottimo mondiale, ma è stata sconfitta dall’Inghilterra nei quarti di finale. Ha lasciato però il segno nel pubblico di tutto il mondo, ha lasciato stupiti molti spettatori per la forza del suo gruppo, per le qualità impressionanti del suo fuoriclasse, Erling Haaland. Ma c’è un altro motivo per cui ricorderemo la Norvegia.
La donazione per Gaza
La Federcalcio norvegese ha deciso di destinare all'aiuto umanitario per Gaza l'intero incasso della partita di qualificazione ai Mondiali disputata contro Israele a Oslo. L'iniziativa è stata sostenuta dall'intera squadra nazionale, compreso Erling Haaland. L'incasso iniziale della gara ammontava a circa 45.000 euro. La stessa Federazione ha poi aumentato la cifra fino a 130.000 euro. Successivamente, una donazione privata ha portato il totale a circa 390.000 euro. Il denaro è stato devoluto a Medici Senza Frontiere per sostenere la popolazione colpita dalla guerra a Gaza.
La presidente della Federcalcio norvegese, Lise Klaveness, ha spiegato che la decisione rappresenta un gesto di solidarietà verso i civili che stanno subendo quelli che ha definito “attacchi sproporzionati”.
La posizione della Norvegia nei confronti della presenza di Israele nel calcio internazionale
La scelta si inserisce in una posizione politica più ampia assunta dalla Norvegia nei confronti della presenza di Israele nel calcio internazionale. Come racconta un articolo della giornalista Zoha Qamar pubblicato da politico.com, la Norvegia è oggi uno dei Paesi europei più impegnati nel sostenere la richiesta di sospensione di Israele dalla FIFA.
Quando Norvegia e Israele si affrontarono a Oslo in una partita di qualificazione mondiale, sugli spalti comparvero bandiere palestinesi, kefiah abbinate a elmi vichinghi e un grande striscione con la scritta “Let Children Live” (“Lasciate vivere i bambini”). La richiesta di sospendere Israele dalla FIFA è stata avanzata nel 2024 dalla Federazione calcistica palestinese ed è sostenuta da diverse federazioni arabe e asiatiche. Tra le motivazioni citate vi sono la situazione umanitaria a Gaza, presunte discriminazioni nei confronti degli atleti arabi e la presenza nei campionati israeliani di club che operano negli insediamenti della Cisgiordania considerati illegali dal diritto internazionale.
Il ruolo di Lise Klaveness
Il sostegno della Norvegia ha dato maggiore visibilità e legittimità a questa iniziativa. L'articolo di Politico sottolinea come il ruolo centrale sia svolto da Lise Klaveness, ex nazionale norvegese, avvocata e membro del comitato esecutivo della UEFA. Negli ultimi anni Klaveness si è distinta per le sue prese di posizione sui diritti umani nel calcio internazionale. Nel 2022 intervenne al Congresso FIFA sollevando questioni relative ai diritti umani e alla sicurezza delle persone LGBTQ+ in Qatar, sede del precedente campionato mondiale di calcio.
I giocatori della nazionale norvegese hanno mantenuto toni più prudenti rispetto ai dirigenti federali, ma non sono rimasti in silenzio. Il capitano Martin Ødegaard dichiarò all'inizio del 2025 che la situazione di Gaza costituiva “uno sfondo impossibile da ignorare” quando si affronta Israele.
Ultimo aggiornamento: Sabato 18 luglio 2026, 10:33

