Stanley Tucci ladro della Gioconda: "Un mistero infinito"
L’attore protagonista di “Masterplan“ di Thomas Vincent, dal 16 su Prime Video. Il film girato fra Roma e Parigi: “Il neonazionalismo? L’Europa impari dal suo passato”

Roma, 11 ottobre 2026 – "È incredibilmente affascinante. Non perde mai il suo mistero, non importa quante volte la si osservi". Stanley Tucci parla così della Gioconda di Leonardo da Vinci mentre alle sue spalle svetta una riproduzione fedele dell’originale sul set allestito per l’intervista. Il capolavoro al centro di ‘Masterplan’, il film franco-italiano diretto da Thomas Vincent dal 16 ottobre su Prime Video di cui è protagonista nei panni di Roger, un leggendario ladro che punta a impossessarsi della Monna Lisa e mettere a segno il colpo del secolo. Per riuscirci, recluta due giovani che possano aiutarlo – Chiara (Simona Tabasco), un’esperta di crimini informatici, e Jay (Victor Belmondo), specialista in esplosivi – ai quali confida di essere il padre. "Mi ha attratto quanto fosse divertente la sceneggiatura, per certi versi folle", confida l’attore. "Penso sia bello non essere più vincolati al fatto che le persone debbano alzarsi e andare al cinema", osserva. "Non che creda che il pubblico non debba andare in sala. Ma ora ci sono così tante storie che, se si riesce a distribuirle un pubblico globale, è fantastico. Puoi vedere un film svedese di enorme successo così come una serie italiana celebre a livello mondiale".
Girato tra Roma e Parigi, il film mostra un’Europa ricca di lingue e culture differenti in un momento storico caratterizzato dall’ascesa di movimenti nazionalisti e da una forte repressione dell’immigrazione. "Lo abbiamo già visto nel corso dei secoli, non è una novità. È solo increscioso il fatto che non impariamo dai nostri errori. E le statistiche hanno dimostrato che non fa altro che aiutare una cultura", sottolinea Tucci. "E ora, con così tanti conflitti nel mondo, ci sono molti più immigrati. Persone che scappano dalla guerra, dagli effetti del cambiamento climatico e dalla povertà estrema. Questo l’abbiamo creato noi, e dobbiamo trovare un modo per uscirne. Ma non credo proprio che siano loro quelli da colpevolizzare".
Tornando all’industria cinematografica, con la fusione tra Warner Bros. e Paramount che ha dato vita a Skydance, Tucci commenta: "I monopoli sono sempre stati creati, poi sono stati smantellati e sono stati creati di nuovo. Sembra essere un problema o un desiderio sistemico nelle società capitaliste. Vedo questi conglomerati come una cosa positiva? Non proprio. Ma penso che cambierà perché le persone vorranno che cambi".
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 11:06





