Perché Sal Da Vinci ha fatto un’impresa: a 57 anni (e con un brano melodico) si è fatto largo fra i giovani
Eurovision 2026, chi parla di “delusione Sal Da Vinci” per il quinto posto dell’Italia è probabilmente il primo a sbagliarsi: il cantante di Per sempre sì ha tenuto il nostro paese nella Top10 della manifestazione per il nono anno consecutivo

Vienna – E Bangaranga sia. Sabato la bulgara Dara ha fatto a pezzi le previsioni dei bookmakers sull’esito del 70° Eurovision Song Contest regalando al suo paese il primo microfono di cristallo della storia. Fra un anno appuntamento a Sofia, dunque; presumibilmente tra le gradinate di quella Arena 8888 Sofia che, per dimensioni, è la sola struttura nazionale indoor con le caratteristiche necessarie ad accogliere una kermesse di tale portata.

La vittoria dell’ex rivelazione di X-Factor Bulgaria, all’anagrafe Darina Nikolaeva Jotova, ha evitato che, a fronte delle polemiche per la presenza in gara di Israele, la spaccatura tra European Broadcasting Union e televisioni associate diventasse ancora più profonda di quanto non sia già. Se invece di venire fermato al secondo posto, Noam Bettan con la sua Michel sabato avesse vinto, altri avrebbero potuto seguire Rtve, Avrotros, Rúv, Rtvslo e Rté, vale a dire Spagna, Paesi Bassi, Islanda, Slovenia e Irlanda, su quella strada del boicottaggio che ha reso questa edizione, coi suoi 35 concorrenti, la meno popolata dal 2003.
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Chi in queste ore, col pensiero al 5°posto dell’Italia, parla di “delusione Sal Da Vinci” è probabilmente il primo a sbagliarsi. Per essersi illuso che potesse vincere senza tenere conto di una serie di fattori: innanzitutto l’impatto di un brano dall’impronta melodica e tradizionale come Per sempre sì su un pubblico giovanissimo come quello della manifestazione; poi, per quanto sia fastidioso ammetterlo, quei 57 anni che fanno dell’uomo con la mano sul petto l’artista più maturo mai presentato dall’Italia all’Eurovision.
Al di là degli oltre cinque milioni di italiani incollati al piccolo schermo, con un notevolissimo 36% di share, l’impresa compiuta da Sal (napoletano di maggior successo nella storia dell’Esc assieme al Massimo Ranieri de L’amore è un attimo, classificatosi 5° pure lui nel ‘71 a Dublino) è quello di essere riuscito a tenere il nostro paese nella Top10 della manifestazione per il nono anno consecutivo. Risultato che nessun altro può vantare. Questo a conferma anche della bontà del legame Sanremo-Eurovision davanti alle argomentazioni di chi, invece, vorrebbe svincolare la scelta del nostro rappresentante dall’esito del Festival. Di sbagli fatti seguendo questo principio, leggi Emma nel 2014 a Copenaghen, ne basta uno.
Ultimo aggiornamento: Domenica 17 maggio 2026, 20:26









