Quali uccelli migratori vediamo nei cieli italiani in autunno? Falchi e rondini, pettirossi, tordi e gru: tutte le rotte
Rondini che si raccolgono sui fili, pettirossi che saltellano nei giardini, tordi arrivati dal Nord Europa e grandi formazioni di gru: tra settembre e novembre sopra l'Italia si incrociano partenze e arrivi. Ma da dove vengono gli uccelli migratori che vediamo e dove stanno andando?

In autunno il cielo italiano è attraversato da un movimento continuo che spesso passa quasi inosservato. Alcuni uccelli stanno lasciando l'Europa per raggiungere l'Africa. Altri, che arrivano dalle regioni settentrionali e orientali del continente, trascorreranno l'inverno in Italia. Altri ancora utilizzano la penisola semplicemente come una tappa di un viaggio più lungo.

La posizione dell'Italia contribuisce a spiegare la straordinaria varietà. Protesa nel Mediterraneo e collocata fra Europa e Africa, la penisola si trova lungo importanti direttrici migratorie. L'Atlante della migrazione degli uccelli in Italia di ISPRA, costruito utilizzando oltre 165 mila segnalazioni di uccelli inanellati, mostra collegamenti con territori europei e africani lontanissimi.
Rondini, il grande viaggio oltre il Sahara
È probabilmente l'immagine più familiare della fine dell'estate: decine di rondini raccolte sui fili, quasi fossero in attesa di un segnale per partire. La rondine comune (Hirundo rustica) è una migratrice a lungo raggio. Dopo essersi riprodotta in Europa, in autunno si dirige verso l'Africa subsahariana, affrontando l'attraversamento del Mediterraneo e del Sahara. I dati dell'inanellamento mostrano collegamenti fra le rondini che transitano in Italia e vaste regioni dell'Africa.

I raggruppamenti diventano particolarmente evidenti tra la fine dell'estate e il mese di settembre. Le rondini possono riunirsi anche in grandi dormitori, spesso nei canneti, prima e durante il periodo migratorio. Non partono necessariamente tutte insieme: il movimento verso sud avviene progressivamente. Così una rondine osservata sopra un campo italiano a settembre potrebbe trovarsi soltanto all'inizio di un viaggio di migliaia di chilometri.
Balestrucci, piccoli viaggiatori diretti in Africa
Insieme alle rondini partono anche i balestrucci, gli uccelli bianchi e neri che durante la bella stagione costruiscono caratteristici nidi di fango sotto cornicioni e grondaie. Anche il balestruccio è un migratore a lungo raggio. Dopo la riproduzione europea, le popolazioni migratrici si spostano verso l'Africa subsahariana per trascorrervi l'inverno.
Rondini e balestrucci possono sembrare molto simili quando sfrecciano nel cielo, ma osservandoli meglio è possibile distinguerli: la rondine presenta la caratteristica lunga coda profondamente forcuta, mentre il balestruccio ha una coda più corta e mostra un evidente groppone bianco.
Gruccioni, gli ultimi colori dell'estate
Un altro migratore che lascia l'Italia tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno è il gruccione. Lo splendido piumaggio azzurro, verde, giallo e castano lo rende uno degli uccelli europei più riconoscibili. A volte, però, durante la migrazione è più facile sentirlo che vederlo. I gruppi possono attraversare il cielo piuttosto in alto, annunciati dai caratteristici richiami.
Il gruccione è un migratore a lunga distanza. Dopo avere nidificato anche in molte regioni italiane, parte verso i quartieri di svernamento dell'Africa tropicale. La sua scomparsa dai cieli italiani è uno dei piccoli segnali che l'estate sta davvero finendo.
Falchi pecchiaioli, dall'Europa alle foreste africane
Tra i viaggiatori più spettacolari dell'autunno c'è il falco pecchiaiolo. Nonostante il nome, è un rapace specializzato soprattutto nell'alimentarsi di larve e nidi di vespe e altri imenotteri.
Dopo la stagione riproduttiva, lascia l'Europa e si dirige verso l'Africa equatoriale centro-occidentale. Lipu individua le sue principali aree di svernamento fra il Golfo di Guinea e il bacino del Congo.
Il modo di viaggiare è molto diverso da quello di una rondine. I grandi rapaci cercano di sfruttare le correnti termiche ascensionali: guadagnano quota volteggiando e poi planano verso sud, riducendo il dispendio energetico.
La comparsa dei pettirossi, che in autunno arrivano
Se rondini, gruccioni e falchi pecchiaioli stanno andando verso l'Africa, altri uccelli arrivano in Italia. Uno dei casi più sorprendenti riguarda il pettirosso. Siamo abituati a considerarlo un abitante dei nostri giardini, e in effetti la specie è presente in Italia tutto l'anno. Ma non tutti i pettirossi che vediamo nelle diverse stagioni sono necessariamente gli stessi individui.

In autunno l'Italia riceve un importante afflusso di pettirossi provenienti da molto più a nord. I dati dell'inanellamento indicano fra le principali aree di origine le coste del Baltico centro-meridionale, l'Europa centro-orientale e le regioni immediatamente a nord delle Alpi.
Alcuni proseguono il viaggio. Le ricatture di pettirossi inanellati nell'Italia centro-settentrionale e successivamente ritrovati nella Sardegna meridionale documentano l'attraversamento del Tirreno; secondo Lipu è verosimile che una parte continui verso le aree di svernamento del Nord Africa.
Tordi, gli arrivi dal Nord e dall'Est Europa
Con ottobre diventano protagonisti anche i tordi. Il tordo bottaccio è presente in Italia anche come nidificante, ma durante l'autunno arrivano e transitano grandi contingenti migratori provenienti dall'Europa. Ancora più evidente è il carattere settentrionale del tordo sassello, che nidifica in una vastissima fascia comprendente Scandinavia e Russia e raggiunge le regioni più meridionali d'Europa durante la stagione fredda. Campagne, vigneti, oliveti, boschi e zone ricche di bacche diventano così ambienti frequentati da uccelli che soltanto poche settimane prima potevano trovarsi migliaia di chilometri più a nord.

Fringuelli, quando iniziano i grandi passaggi d'ottobre
Anche il fringuello può trarre in inganno. È presente tutto l'anno in diverse aree italiane, ma in autunno la popolazione cambia e aumenta con l'arrivo di migratori provenienti dalle regioni europee più settentrionali.
Tra settembre e novembre possono verificarsi importanti movimenti migratori, spesso con gruppi numerosi in transito. Una parte degli individui arrivati dal Nord e dall'Est Europa trascorrerà l'inverno nella penisola e nel bacino del Mediterraneo. Si tratta di un buon esempio di quanto sia difficile dividere gli uccelli semplicemente in “migratori” o “stanziali”: la stessa specie può, infatti, comprendere popolazioni residenti e popolazioni migratrici.
Storni, le grandi nuvole nel cielo
Anche lo storno è presente in Italia durante tutto l'anno, ma in autunno arrivano numerosi individui dalle regioni più settentrionali e orientali dell'Europa. Alla fine dell’estate cominciano a diventare particolarmente evidenti i grandi raggruppamenti. Prima di raggiungere i dormitori, migliaia di storni possono compiere evoluzioni coordinate nel cielo formando le spettacolari figure conosciute come murmurations, o mormorio.
Non tutti gli stormi che vediamo rappresentano uccelli impegnati in una migrazione a lunga distanza: spesso si tratta di movimenti verso i dormitori. Ma l'aumento autunnale delle popolazioni presenti in Italia è legato anche all'arrivo di migratori e svernanti provenienti da altre regioni europee.
Gru, le grandi formazioni dell'autunno
Tra ottobre e novembre può capitare di sentire un richiamo provenire dall'alto e scoprire nel cielo una grande formazione di gru. Sono tra i migratori più spettacolari da osservare perché viaggiano in gruppi ben visibili e possono disporsi nelle caratteristiche formazioni a V, una strategia che contribuisce a rendere più efficiente il volo. In Italia la gru è migratrice e svernante regolare: il passaggio autunnale è diventato più consistente negli ultimi decenni e interessa anche il Nord Italia, attraversato da movimenti di uccelli provenienti dall'Europa orientale.
Settembre, ottobre, novembre: un cielo che cambia continuamente
A settembre è ancora molto evidente il movimento verso l'Africa: partono rondini, balestrucci, gruccioni e numerosi migratori transahariani, mentre sono in viaggio anche diversi rapaci. Invece, in ottobre le due direzioni si sovrappongono. Continuano alcune partenze verso sud, ma diventano sempre più importanti gli arrivi dall'Europa centrale, settentrionale e orientale: pettirossi, tordi, fringuelli e altri passeriformi modificano progressivamente la popolazione dei nostri boschi, campagne e giardini.
Tra ottobre e novembre possono comparire le grandi formazioni delle gru, mentre aumentano anche numerose specie che trascorreranno l'inverno nella penisola e nelle zone umide italiane. Con l'arrivo del freddo diventano più visibili nei giardini anche cinciallegre e cinciarelle: in Italia entrambe le specie sono in larga misura residenti, anche se possono compiere spostamenti.
Le popolazioni presenti durante l'inverno possono essere interessate da movimenti di individui provenienti da altre regioni. La migrazione autunnale non è un unico viaggio verso sud, come spesso la si immagina. È piuttosto un enorme incrocio nel cielo: mentre una rondine lascia l'Italia diretta oltre il Sahara, un pettirosso arrivato dal Baltico può essere appena comparso nel giardino sotto casa.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 settembre 2026, 11:35







