Enrico Nigiotti e “Ogni volta che non so volare”: chi ha scritto la canzone e di cosa parla
Il cantautore toscano porta sul palco del Festival di Sanremo 2026 una ballatona destinata a diventare un classico

‘Ogni volta che non so volare’ è la canzone che Enrico Nigiotti porta sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo 2026. Una bella ballatona strappacuore in puro “stile Nigiotti”. Una ballatona pronta a diventare un classico come lo sono diventate ‘Nonno Hollywood’ e ‘L’amore è’, con quel ‘credimi, credimi, credimi, credimi sempre’ che è entrato di diritto nel repertorio musicale italiano. Una ballatona, però, senza ritornello. Il che è di per sè già una modalità molto poco classica.
Chi ha scritto ‘Ogni volta che non so volare’
Per Enrico Nigiotti, così come per altri artisti come Arisa, Malika Ayane e Francesco Renga, quello del Festival di Sanremo è il palco ideale per lanciare i propri brani e farli conoscere a milioni di persone che altrimenti non li intercetterebbero sui social network. Enrico Nigiotti si presenta quindi in gara al Festival di Sanremo 2026 con un brano realizzato a sei mani: ‘Ogni volta che non so volare’ è stata scritta da Enrico Nigiotti con Pacifico e Fabiano Pagnozzi.

Come è nata la canzone
Come è nato il brano ‘Ogni volta che non so volare’? E’ lo stesso cantautore livornese a raccontarlo a Recensiamomusica.com: “È nato in modo molto istintivo. Ricordo perfettamente l’immagine iniziale: io nel letto, nel cuore della notte, quando ti svegli e non riesci più a riaddormentarti. Se hai qualcuno accanto non puoi nemmeno muoverti troppo, resti fermo e inizi a pensare. I pensieri diventano quasi una ninna nanna, un viaggio nella mente. Da lì è partito tutto: una riflessione sulla vita e su questa sensazione moderna per cui sembri esistere solo se performi, se vai sempre bene. In realtà è importante ammettere le proprie fragilità. Toccare il fondo serve, ma non per restarci: serve per imparare a rialzarsi”.
Di cosa parla ‘Ogni volta che non so volare’
La canzone di Enrico Nigiotti parla sostanzialmente di come quella dell’attraversamento del dolore sia una condizione necessaria per arrivare a comprendere cosa sia la felicità.
Le parole simbolo di ‘Ogni volta che non so volare’
“Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà / E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità / Lo pensiamo sempre tutti che sia meglio qualcun altro / E non vediamo dietro al vecchio i capelli da ragazzo”.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 febbraio 2026, 20:08






