Ermal Meta a Sanremo con “Stella stellina”: a chi è dedicata. Il trionfo nel 2018, il rapporto con Moro, l’Eurovision: storia di un narratore inquieto
Al Festival 2026 porta la sua idea di canzone come responsabilità. Non è un debutto, né un’operazione nostalgia: è il ritorno di un autore che ha sempre usato il palco come spazio di racconto, personale e civile insieme

Ermal Meta partecipa al Festival di Sanremo 2026 fra i Big con il brano “Stella stellina”, aprendo un nuovo capitolo in un rapporto con l’Ariston che negli anni è stato decisivo. Non è un debutto, né un’operazione nostalgia: è il ritorno di un autore che ha sempre usato il palco come spazio di racconto, personale e civile insieme.
Dall’Albania all’Italia nel segno della musica
Nato a Fier, in Albania, nel 1981, Ermal Meta si trasferisce in Italia da ragazzo con la madre i fratelli, stabilendosi a Bari. Racconterà delle sofferenze patite sotto il regime di Enver Hoxa nel brano “Domani e per sempre”. La sua formazione musicale (suona pianoforte e chitarra) passa prima dalle band – è frontman degli Ameba 4 (Sanremo Giovani 2006) e di La Fame di Camilla (Sanremo 2010) – poi dalla scrittura per altri artisti. Prima ancora di affermarsi come interprete, è autore stimato nel panorama pop italiano: firma brani per Marco Mengoni, Emma, Annalisa, Francesco Renga e altri nomi di primo piano.

Il passaggio alla carriera solista arriva nel 2016. Da lì costruisce un percorso coerente, fondato su una scrittura riconoscibile: melodie immediate, testi che alternano fragilità e tensione etica, attenzione ai temi identitari e familiari. E una voce riconoscibile, intensa, vibrante. Oggi è uno dei pochi cantautori pop capaci di tenere insieme classifica e contenuto. E un autore a tutto tondo (ha pubblicato anche un libro).
Sanremo e i suoi maggiori successi
La svolta arriva quasi subito con l’album “Umano” (2016), che contiene “Odio le favole”: il brano viene presentato tra le Nuove Proposte a Sanremo 2016 e si fa notare per la solidità della scrittura. L’anno successivo torna tra i Big con “Vietato morire”, si classifica terzo e vince il Premio della Critica Mia Martini. È la canzone che lo consacra al primo posto della classifica dei brani più venduti: un testo autobiografico sul tema della violenza domestica, diretto e privo di compiacimenti.
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Nel 2018 conquista la vittoria al Festival in coppia con Fabrizio Moro con “Non mi avete fatto niente”, brano dedicato alle vittime del terrorismo internazionale (parla dell’attentato durante il concerto di Manchester di Ariana Grande). La canzone rappresenta l’Italia all’Eurovision Song Contest di Lisbona, dove si classifica quinta.
Il successo della canzone fa emergere tensioni tra i due: nei mesi successivi si parla apertamente di incomprensioni personali e professionali, legate alla gestione del tour e all’esposizione mediatica. Entrambi minimizzano nel tempo, ma il rapporto si raffredda, segnando di fatto la fine della collaborazione.
Negli anni successivi pubblica “Non abbiamo armi” (2018) e “Tribù urbana” (2021), consolidando una fanbase trasversale. Meta torna in gara a Sanremo nel 2021 con “Un milione di cose da dirti”, brano molto intimo che si classifica terzo e vince il premio per la migliore composizione musicale. Nel 2022 esordisce anche come romanziere con “Domani e per sempre”.
La maturità di un autore
Ermal Meta arriva al 2026 in una fase di consolidamento, dopo il quinto album “Buona fortuna” del 2024 e la nascita della figlia Fortuna Marie (avuta dalla compagna Chiara Sturdà). Non deve più dimostrare di saper scrivere una canzone efficace; la sfida oggi è rinnovare il linguaggio restando fedele alla propria identità.
La sua cifra resta l’equilibrio tra autobiografia e osservazione del mondo. I suoi testi parlano di radici, di fragilità maschile, di conflitto interiore, ma anche di responsabilità collettiva.

La sua presenza a Sanremo 2026 è non è un ritorno per replicare una formula vincente, ma per misurarsi, ancora una volta, con l’idea che la musica popolare possa essere racconto, memoria e presa di posizione.
Ultimo aggiornamento: Martedì 24 febbraio 2026, 21:38








