Silenziosa e implacabile: l’onda di Kelvin (figlia di El Niño) rischia di cancellare le spiagge californiane
Non è uno tsunami, ma un innalzamento dei mari, effetto di un'anomalia di temperatura del Pacifico. Coste a rischio inondazioni: è corsa alla costruzione di argini di sabbia. La California si blinda per l’autunno

Los Angeles, 3 ottobre 2026 – Eventi climatici più forti, come temporali, alte maree e violente mareggiate, che cancellano intere spiagge, accelerano l’erosione delle coste e causano allagamenti, mettendo a rischio le case, le strade e le attività più vicine al mare. E’ lo scenario atteso per l’autunno in California dove da alcuni giorni è iniziata l’allerta per l’arrivo dell’onda di Kelvin, un fenomeno causato da una corrente di acqua calda che si propaga lungo la costa occidentale degli Stati Uniti e porta a innalzamenti del livello del mare fino a 30 centimetri. Abbastanza per cambiare gli equilibri lungo il litorale, aggravando gli effetti delle alte maree e delle tempeste.
Cos’è l’onda di Kelvin
Il rischio non è quello di uno tsunami, o di una improvviso innalzamento del mare, ma l’onda di Kelvin è lenta, è un fenomeno invisibile e progressivo che però può gradualmente togliere spazio tra il mare e la terra, e quindi compromettere case, strade, e infrastrutture costiere. Per questo da alcuni giorni le autorità californiane sono allertate e guardano con attenzione il mare, mentre sono anche iniziati interventi per predisporre barriere e sacchi di sabbia nei punti più sensibili a rischio allagamenti, e vengono anche puliti i canali di scolo per prevenire le esondazioni nelle zone abitate più vicine alla costa.
L’onda di Kelvin oceanica è una perturbazione estesa del livello e della temperatura dell’acqua e ha un’origine naturale nel Pacifico equatoriale quando i venti cambiano intensità o direzione durante il fenomeno di El Niño. Si innesca una dinamica in cui masse di acqua calda accumulate a ovest vengono spinte verso est e, quando arrivano davanti alle coste dell’America meridionale, queste onde si dividono e una parte risale lungo la costa verso nord. E il Noaa, National oceanic and atmospheric administration, ha indicato che una parte delle onde calde generate lungo l’Equatore in primavera ed estate hanno già raggiunto la California e si sta osservando una nuova propagazione verso nord.
Le conseguenze
Si chiama onda di Kelvin in onore di Lord Kelvin che la studiò per primo e in riferimento alla dinamica dei fluidi e la forza di Coriolis, effetto della rotazione terrestre. Non si tratta quindi di una normale onda che si solleva e si frange sulla costa, ma va considerata come una variazione su scala oceanica che modifica l’altezza della superficie marina. Il problema con l’onda di Kelvin deriva dalla somma degli effetti che provoca un livello del mare più alto del normale, con la possibilità di maree più intense in grado di superare più facilmente spiagge, argini e difese costiere, oppure mareggiate più violente che arrivano a spingere l’acqua più in profondità sul litorale. E i rischi possono arrivare fino nell’entroterra perché quando il livello del mare aumenta, fiumi, torrenti e sistemi di drenaggio possono scaricare con maggiore difficoltà, quindi esondare e causare allagamenti anche distanti dalla costa.
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Il precedente
Una delle ultime volte in cui c’è stato un effetto particolarmente forte dell’onda di Kelvin è stato nel 1997-98, durante una stagione con un intenso El Niño, quando il livello del mare crebbe di oltre 15 centimetri nella regione della baia di San Francisco con ulteriori innalzamenti dovuti all’espansione termica dell’acqua calda. L’agenzia geologica statunitense, l’US Geological Survey, ha documentato nel corso di quell’inverno livelli di erosione, frane e allagamenti superiori alla media.
Anche le onde di Kelvin più forti del normale sono conseguenze del cambiamento climatico perché sono effetti legati direttamente alle condizioni di El Niño, una fase del sistema climatico caratterizzata da un riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico tropicale centrale e orientale e da cambiamenti nei venti atmosferici.
Super El Niño, e la California si prepara
A settembre 2026 il centro di previsioni del clima del Noaa ha indicato che El Niño si stava rafforzando con le temperature superficiali nel Pacifico equatoriale orientale superiori di oltre 3 °C rispetto alla media, uno scenario che ha fatto stimare la probabilità di un evento forte nell’autunno-inverno 2026-27 superiore al 90%. Una previsione sufficiente a mettere in allarme la California che ha iniziato a prepararsi in vista di un autunno con un’onda di Kelvin più forte della media e, per esempio, il Caltrans, il Dipartimento dei trasporti della California, ha aggiornato le proprie linee guida di protezione delle strade e delle infrastrutture per la mobilità in previsione di un innalzamento del livello del mare, oltre ad aver attivato nuovi strumenti per valutare la vulnerabilità della rete dei trasporti californiana.

Ultimo aggiornamento: Sabato 3 ottobre 2026, 16:30








