Biennale, stop Ue ai fondi. La Lega attacca Bruxelles: “Basta censure e ricatti”
La Commissione taglia i 2 milioni di euro a causa della partecipazione russa. Zaia: "Arroganza e ostilità". Il Pd critica il governo, i Cinquestelle l’Europa

Roma, 13 luglio 2026 – La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia si ritrova al centro di una complessa vicenda che lega la diplomazia culturale alle tensioni internazionali. La raccomandazione espressa dalla Commissione europea di revocare un finanziamento da 2 milioni di euro – gestito dall’agenzia Eacea e destinato alla Fondazione per progetti legati al cinema – ha innescato una dura polemica politica. All’origine del provvedimento vi sarebbe la contestata riapertura del padiglione della Federazione Russa alla Biennale, nell’ambito della rassegna dal titolo In Minor Keys. Una scelta censurata via social dalla vicepresidente della Commissione Ue, Henna Virkkunen, in nome della tutela dei valori democratici, ma che in Italia spacca la politica e le istituzioni.
Dal fronte del centrodestra la reazione è di netta chiusura. La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, ha definito la misura "una sentenza prettamente politica che danneggia chi da anni porta avanti un lavoro straordinario a Venezia", aggiungendo che "l’Italia e i suoi luoghi d’arte sono liberi e democratici, non c’è spazio per i ricatti economici di Bruxelles". Sulla stessa linea Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto, che ha definito "inaccettabile la censura imposta via social dalla vicepresidente della Commissione Ue" ed espresso solidarietà al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, sottolineando che "la cultura ha sempre rappresentato uno spazio di dialogo". Anche Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha espresso pieno sostegno a Buttafuoco, scrivendo su X: "L’Ue vuole togliere i 2 milioni di euro destinati alla Biennale di Venezia come ritorsione per la presenza di artisti russi. Una decisione inaccettabile. La cultura non si censura e gli artisti non sono soldati. Il Governo difenda la Biennale".
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Di segno opposto gli interventi delle opposizioni. Carlo Calenda, leader di Azione, ha replicato via social allo stesso Zaia: "Luca, fammi capire, l’Ue deve contribuire a finanziare eventi che ospitano padiglioni di propaganda russa mentre aiuta l’Ucraina a difendersi dai russi? Non è che puoi pretendere che tutti siano idioti e smidollati come noi. Suvvia". Per il Pd, Irene Manzi ha parlato di una scelta "frutto delle scelte sbagliate e dei tentennamenti del governo", chiedendo come il ministero intenda "sterilizzare la perdita dei finanziamenti europei". La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha definito la decisione "giusta", definendo Buttafuoco "gravemente responsabile e gravemente colpevole" e richiamando la memoria del dissidente Semyon Skrepetskij. Se le cancellerie e i partiti si dividono, il verdetto dei Giardini e dell’Arsenale restituisce una realtà del tutto indipendente.
L’edizione 2026 della Biennale sta registrando un incremento del 20% dei visitatori rispetto al 2024, segnando un primato storico. Un fenomeno di partecipazione che evidenzia come l’esperienza estetica e il richiamo dei linguaggi contemporanei riescano a ridefinire i confini del dibattito, lasciando le controversie della politica sullo sfondo.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 13 luglio 2026, 07:19








