Caso Delmastro-Caroccia. Negato l’accesso alle chat. Protesta 5 Stelle in Senato
La rabbia dell’opposizione che mostra cartelli e occupa i banchi del governo . Il M5s: "Regalo alle mafie. Quando nominate Borsellino sciacquatevi la bocca".

Esplode un vero e proprio terremoto politico in Parlamento dopo la decisione della Giunta per le autorizzazioni della Camera. La maggioranza di centrodestra ha infatti detto "no" alla richiesta dei magistrati della Procura di Roma di acquisire e utilizzare le chat tra il deputato di Fratelli d’Italia (ed ex sottosegretario) Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, attualmente detenuto con l’accusa di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni con l’aggravante di averla commessa al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso facente capo al gruppo dei Senese.
La relazione del relatore Pietro Pittalis (Forza Italia), votata compattamente dalla maggioranza, ha motivato il diniego parlando di genericità della richiesta della procura, assenza di limiti temporali e mancata dimostrazione che si potessero usare mezzi meno invasivi. Una spiegazione tecnico-giuridica che ha però scatenato la dura e irata reazione delle opposizioni.
L’effetto del voto in Giunta si è trasferito immediatamente a Palazzo Madama. In un clima di altissima tensione, i senatori del M5s hanno occupato fisicamente i banchi del governo, esponendo i cartelli con la scritta "Fuori le chat" e urlato a gran voce "Vergogna!". La bagarre si è accesa ulteriormente quando diversi parlamentari di Fratelli d’Italia si sono scagliati verbalmente contro i colleghi pentastellati, portando la presidente di turno Mariolina Castellone a sospendere d’urgenza la seduta.
Le reazioni del centrosinistra si focalizzano sul presunto "scudo di casta" che la maggioranza avrebbe alzato per tutelare i propri esponenti, con Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra che sottolinea come per la destra "la giustizia si applica a corrente alternata". Le parole più dure e senza filtri arrivano dalla deputata M5s Chiara Appendino in un video social: "Questa decisione è un regalo alle mafie. La mafia fa schifo, ma fate schifo pure voi. E la prossima volta che osate anche solo citare il nome di Paolo Borsellino, sciacquatevi la bocca".
Delle chat ha parlato anche l’avvocato di Caroccia, Fabrizio Gallo, spiegando come al loro interno ci siano "frasi inopportune" per il ruolo che Andrea Delmastro ricopriva all’epoca, ma che "nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata". Il legale considera un danno la bocciatura della richiesta da parte della Giunta. "La scelta non è condivisibile perché danneggia anche il mio assistito" afferma. Per Gallo, "con il diniego si dà adito all’errata convinzione che le chat nascondano un contenuto di natura mafiosa che in realtà è inesistente".
La battaglia non finisce comunque qui. Il parere negativo della Giunta passa ora al vaglio decisivo dell’Assemblea. La discussione finale e il voto sull’autorizzazione alle chat di Delmastro arriveranno nell’Aula della Camera giovedì 30 luglio. Le opposizioni hanno già promesso barricate e lanciato un appello diretto alla presidente del Consiglio affinché la maggioranza torni sui suoi passi prima della resa dei conti definitiva.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 luglio 2026, 06:12





