Il caso Salis Polizia in hotel
Blitz dall’eurodeputata. Lei: regime. La Questura: una richiesta di Berlino. .

Un controllo preventivo ordinato dal governo o un atto dovuto in seguito a una segnalazione arrivata dalla Germania? Il giallo su quanto successo ieri mattina attorno alle 7.30 nella camera d’albergo dove dormiva Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, è già diventato un caso. Ma cosa è successo esattamente? All’alba di ieri, due agenti di polizia si sono presentati nella stanza d’hotel dell’eurodeputata, che si trovava a Roma per partecipare al corteo nazionale “No Kings”. Salis ha immediatamente denunciato su X un "controllo preventivo" durato oltre un’ora, definendolo "effetto del Decreto Sicurezza" del governo Meloni e parlando apertamente di "regime" e "Stato di polizia". "Mi hanno chiesto documenti, informazioni sul mio arrivo in città e persino se avessi oggetti pericolosi per la manifestazione. Non mi hanno rilasciato alcun verbale", ha raccontato poi a margine del corteo in piazza della Repubblica.
La Questura di Roma ha fornito una versione diversa: non si sarebbe trattato di un controllo preventivo, ma di un "atto dovuto", scattato su segnalazione della Germania attraverso il sistema Schengen. Un controllo che non avrebbe alcun legame con il maxi corteo di ieri. Gli agenti – si precisa – hanno chiesto i documenti e, una volta accertata l’identità dell’eurodeputata, hanno interrotto le verifiche. "Si esclude categoricamente che sia stato un controllo preventivo in vista della manifestazione", ha sottolineato il questore di Roma, Roberto Massucci. Spiegazioni che non hanno convinto Salis, ex insegnante salita nel 2023 agli onori delle cronache per l’arresto in Ungheria durante scontri antifascisti (e poi eletta eurodeputata da detenuta): "Mi chiedevano del corteo. È inaccettabile".
Per Avs quanto successo è "una vicenda di gravità inaudita". I leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno chiesto chiarimenti al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: "È inaccettabile che una parlamentare europea sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di schedare l’opposizione?". Dal Pd è intervenuto l’ex ministro Andrea Orlando: "Una parlamentare europea oggetto di un non ben definito controllo preventivo in hotel è un segnale inquietante di repressione politica". Simili le posizioni di Rifondazione Comunista e di esponenti della sinistra extraparlamentare, che parlano di "clima autoritario" e "intimidazione a chi manifesta". Sul fronte opposto, esponenti della maggioranza minimizzano. Il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha ironizzato: "Ilaria Salis piagnucola perché sottoposta a un controllo preventivo. Povera rivoluzionaria con l’immunità parlamentare". Per Pina Picierno, vicepresidente dem del Parlamento europeo, "la motivazione della Questura di Roma, che ha dichiarato che l’intervento sarebbe avvenuto sulla base della segnalazione di un altro Paese, contribuisce a sollevare dubbi e a delineare un quadro più che preoccupante. Il governo ha l’obbligo di chiarire quanto avvenuto". E Fratoianni si è rivolto direttamente al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, perché convochi l’ambasciatore tedesco. Solidarietà a Salis arriva anche da un dem dell’ala riformista come Filippo Sensi: " Non penso che l’Italia sia un regime, ma questo episodio mi pare molto, molto grave. Non scendo in piazza, ma esprimo a Ilaria tutta la mia solidarietà".
Il caso Salis in poche ore ha riacceso il dibattito sul pacchetto sicurezza varato a inizio anno: fermo preventivo, scudo penale per le forze dell’ordine, stretta su coltelli e reati in manifestazione. Per l’opposizione è una deriva liberticida. Per la maggioranza è uno strumento necessario contro violenza di piazza e infiltrazioni.
Luca Bolognini
Ultimo aggiornamento: Domenica 29 marzo 2026, 06:11





