Migranti di ritorno in Italia. Anche da Svezia e Finlandia. Il Pd: "È un boomerang"
Caso dublinanti, Stoccolma e Helsinki sulla scia di Germania, Austria e Svizzera. Parigi e Madrid invece non strappano. Opposizione scatenata contro Meloni.

Roma, 21 agosto 2026 – Incassato il via libera sugli hub esterni all’Unione, salutato dal governo come una vittoria del ‘modello Albania’ targato Giorgia Meloni, ora il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, ufficialmente in vigore dallo scorso 12 giugno, presenta il conto. Accanto a misure più stringenti e a procedure di espulsione accelerate, la linea del pugno duro caldeggiata dall’Italia prevede anche una semplificazione delle procedure di trasferimento dei cosiddetti ‘dublinanti’. Un’occasione che, mentre i venti della destra xenofoba soffiano con sempre maggiore insistenza sull’Europa, sempre più paesi stanno cogliendo al volo. Dopo Germania, Svizzera e Austria, anche Finlandia e Svezia hanno annunciato l’intenzione di rispedire nel nostro Paese quei richiedenti asilo che sono sbarcati sulle coste italiane per poi proseguire verso nord.
Con la firma del nuovo patto l’Italia ha, di fatto, scongelato lo stop imposto, in maniera unilaterale, nel dicembre 2022 dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che in tre anni ha bloccato 80mila richieste di rientro. Un assist alla sinistra che, forzando un po’ la mano, collega la pioggia di richieste di rimpatrio allo scivolone della premier sullo stop a Schengenpost Ceuta. "È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo" commenta Elly Schlein. Per la segretaria del Pd "ciascun paese Ue deve fare la sua parte nell’accoglienza" superando "l’ingiusto criterio Dublino del ‘primo paese di ingresso’". Sulla stessa linea Giuseppe Conte. "L’inutile e dannoso show su Ceuta ha prodotto un bel cortocircuito. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi" ha scritto sui social il leader del M5s. Matteo Renzi parla di "autogol" del governo e accusa Meloni di aver "rotto la solidarietà europea. Ora – dice – ci toccano i cocci".
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Numeri alla mano nel solo 2025 all’Italia è stato chiesto di riaccogliere 24.152 migranti (dati Eurostat). "Le regole di Dublino – replica il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza – prevedono che uno Stato non sia più competente per la domanda di asilo trascorso un anno dall’ingresso illegale. La questione riguarda, quindi, un numero esiguo di casi intercorsi tra l’agosto 2025 e l’11 giugno 2026 che andranno in ogni caso vagliati con attenzione uno ad uno, per verificare i requisiti. Per tutti quelli entrati dopo il 12 giugno o che entreranno in futuro il numero dei potenziali ricollocamenti si ridurrà drasticamente grazie alle procedure accelerate di frontiera che porteranno a rimpatri rapidi e alle nuove norme Ue sui Paesi terzi sicuri".
Intanto rassicurazioni arrivano da Spagna e Francia. Madrid si è detta "favorevole" a gestire la questione dei dublinanti attraverso i meccanismi europei di solidarietà "piuttosto che ricorrere a espulsioni o restrizioni bilaterali isolate". E la decisione politica di Parigi – riferiscono fonti dell’Ansa – è di non unirsi ai Paesi che rimandano i migranti in Italia secondo le nuove regole ma di collaborare con il nostro governo per far calare i flussi provenienti da Tunisia e Libia.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 agosto 2026, 07:44








