Nuova legge elettorale, nella palude proporzionale con Vannacci e Di Battista
Senza alleanze e con lo Stabilicum nessuna coalizione potrebbe raggiungere il 42%. I sondaggisti avvisano: il generale e la rifondazione grillina sottraggono voti ai due schieramenti. E tra due settimane Futuro Nazionale terrà la sua prima convention nazionale a Roma

Roma, 31 maggio 2026 – La palude proporzionale. Questo l’inedito scenario che potrebbe determinarsi a scapito dello Stabilicum, la riforma elettorale bipolarista propugnata dalla maggioranza di centrodestra per assicurare alla coalizione che supera il 42% nelle due Camere la maggioranza del 55% e oltre dei seggi. Un risultato che potrebbe essere determinato a destra dal prorompere di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, che sull’onda della "novità anti-sistema" potrebbe veleggiare già oltre il 5% a scapito di una Lega in crisi verticale di consensi, ma anche di una quota di elettorato insoddisfatto di Fratelli d’Italia e persino 5 stelle. E a sinistra dall’attrazione terzopolista di Azione di un Carlo Calenda irriducibile all’alleanza col Campo largo; altresì dall’eventuale lista di rifondazione grillina targata Di Battista/Raggi che potrebbe sottrarre voti alla coalizione in nome dell’originaria radicalità del movimento e le istanze pro Pal.
La riforma elettorale, voluta dal centrodestra nell’ottica un po’ plebiscitaria del "voto in più" per governare cara alla premier Giorgia Meloni, rischia di tramutarsi in un boomerang prima ancora di essere varata. A prescindere dal fatto che l’opposizione di centrosinistra si sia attestata oculatamente sulla linea della contrapposizione di principio alla modifica del sistema di voto, contestando l’intento di "forzare" le regole del gioco in senso la premierato. Anche se sul testo della riforma pende qualche incognita relativa soprattutto all’esclusione dei voti di Val d’Aosta e Trentino Alto Adige dal computo per stabilire il premio di maggioranza, il che sancirebbe una sperequazione e rimane passibile di sanzione da parte della Consulta.
Il centrosinistra accusa la maggioranza di voler varare la riforma prima della pausa estiva, ma al momento risulta prevista solo la prima lettura alla Camera, in modo da andare al voto in autunno senza dover affrontare il vaglio della Corte costituzionale. "Progetto eversivo", contesta il vicepresidente dem della Commissione affari costituzionali della Camera Dario Parrini. Ma i tempi saranno più lunghi.
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Stando all’andamento dell’ultimo sondaggio Ipsos, invece, la riforma elettoralevoluta da palazzo Chigi non risulta affatto rassicurante per la maggioranza. Il vantaggio di pochissimo, lo 0,1%, sancirebbe infatti la vittoria del centrosinistra, anche se in un contesto post amministrative in cui il Pd cederebbe un paio di punti, attestandosi poco sopra il 20%, coi 5 stelle stabili intorno a quota 14 e Avs sopra il 6. A pagare dazio nel centrodestra sarebbe soprattutto la Lega, sotto la soglia del 6%, con FdI sopra il 27 e Forza Italia sopra l’8. Ma si tratta appunto di sondaggi, con forbici sopra il 2% e che altri istituti valutano a loro volta con differenze considerevoli.
Di certo c’è che "Vannaccie altre forze rappresentano una novità con un vantaggio competitivo", anche se per adesso gli esperti scommettono che una delle due coalizione riuscirà a raggiungere la fatidica quota del 42%. Forte di 80mila iscritti dichiarati in soli tre mesi, diventa indispensabile indagare la capacità di attrazione anti-establishement del partito del generale che si riunisce il 13 e 14 giugno a Roma e si profila indispensabile al centrodestra. O alla palude.
Ultimo aggiornamento: Domenica 31 maggio 2026, 08:33









