Attacchi d’ansia: quando dormire troppo poco li rende più frequenti
Senza il giusto riposo notturno il cervello fatica ad adattarsi alle situazioni difficili della giornata: la prova arriva da un originale studio che ha sfruttato la realtà virtuale

Dormire poco o addirittura trascorrere una notte completamente insonne può rendere più difficile per il cervello adattarsi a una situazione percepita come minacciosa o comunque difficile, favorendo così l’instaurarsi di uno stato d’ansia.
A ribadire l’importanza del riposo anche per il benessere psicologico è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di York (Regno Unito) e dell’Università di Melbourne (Australia), i cui primi risultati sono stati pubblicati su bioRxiv.
Un test con la realtà virtuale su 54 adulti sani
La ricerca ha coinvolto 54 adulti sani, divisi in due gruppi. Il primo ha trascorso una notte dormendo regolarmente per circa otto ore, mentre l'altro è stato sottoposto a una notte di completa privazione del sonno. Il mattino successivo, entrambi i gruppi sono stati sottoposti allo stesso esperimento, così da poter confrontare gli effetti immediati del riposo e della sua assenza sulla risposta dell'organismo a una situazione potenzialmente minacciosa.
La prova si è svolta attraverso un'esperienza immersiva di realtà virtuale, progettata per riprodurre una situazione di minaccia prolungata e ambigua. I partecipanti venivano esposti a diversi ambienti, compresi spazi bui accompagnati da effetti sonori inquietanti, e venivano sottoposti più volte a quella determinata situazione. Durante l'esperimento i ricercatori hanno monitorato la frequenza cardiaca e la conduttanza cutanea, cioè le variazioni della sudorazione associate all'attivazione fisiologica e alla risposta di allerta dell’organismo.
Compromessa la capacità di adattarsi alle difficoltà
Il punto fondamentale dell'esperimento non era soltanto osservare quanto i partecipanti reagissero alla prima esposizione alla minaccia, ma verificare che cosa accadesse con il ripetersi dell'esperienza. Questo perché se l'organismo si rende conto che quella situazione apparentemente pericolosa non rappresenta in realtà un pericolo immediato, la risposta di allerta dovrebbe progressivamente attenuarsi.
La riduzione della condizione di allarme è stata osservata nei partecipanti che avevano dormito: dopo la risposta iniziale alla situazione minacciosa, la loro attivazione fisiologica tendeva a diminuire con la familiarizzazione con l'ambiente. In altre parole, l'organismo sembrava progressivamente adattarsi alla situazione e ridurre la propria risposta di allerta.
Nei partecipanti rimasti svegli per tutta la notte, invece, questo processo risultava compromesso. La risposta fisiologica rimaneva più elevata anche con il ripetersi dell'esposizione alla situazione minacciosa, invece di diminuire progressivamente. È un risultato diverso dal semplice aumento della reattività allo stress: il dato più interessante, secondo i ricercatori, sta infatti proprio nella difficoltà a ridurre la risposta nel tempo. Dopo una notte senza dormire, l'organismo sembra rimanere più a lungo nella condizione di allerta iniziale, anche quando ha avuto modo di familiarizzare con la situazione e quindi di attivare le opportune contromisure.
Perché il sonno aiuta a controllare l’ansia
Sulla base dei risultati del test, i ricercatori ipotizzano che il sonno abbia un ruolo importante nel consentire al cervello di aggiornare la propria risposta emotiva sulla base delle nuove informazioni ricevute, riducendo così lo stato di stress. Al contrario, la privazione del sonno sembra ostacolare questo processo di adattamento, con la situazione di disagio che può sfociare in un vero e proprio stato d’ansia.
Dormire a sufficienza risulta quindi fondamentale non soltanto per recuperare energie, ma anche per permettere all'organismo di modulare la propria risposta emotiva nelle diverse situazioni difficili che possono verificarsi nell’arco di una giornata. Rendendo la vita meno a rischio di attacchi d’ansia.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 3 settembre 2026, 17:14


