Eclissi solare oggi, come guardarla senza rischiare danni agli occhi: le 10 regole da seguire
Dagli occhiali certificati ai metodi di proiezione, fino agli errori da evitare con smartphone, binocoli e telescopi: il decalogo per osservare in sicurezza l'eclissi del 12 agosto

Eclissi e salute: il rischio principale? La cosiddetta retinopatia solare, un danno fotochimico che interessa soprattutto la parte centrale della retina e che può provocare visione offuscata, macchie scure al centro del campo visivo, alterazione della percezione dei colori e, nei casi più seri, conseguenze permanenti.
Ma, in realtà, non si tratta solo dell’eclissi: guardare il Sole non è mai innocuo per gli occhi, nemmeno quando buona parte del disco solare viene nascosta dalla Luna. Anzi, proprio durante un'eclissi la minore luminosità percepita può indurci a fissarlo più a lungo, esponendo la retina a una quantità di radiazione sufficiente a provocare lesioni.
L'eclissi del 12 agosto 2026 sarà totale soltanto all'interno di una stretta fascia che attraverserà Groenlandia, Islanda e Spagna. In Italia sarà visibile come eclissi parziale: ciò significa che da noi non ci sarà mai una fase durante la quale sarà possibile togliere la protezione e osservare direttamente il Sole. Come prepararsi per l’osservazione del fenomeno in modo sicuro? Ecco dieci regole fondamentali.
1. Mai guardare direttamente il Sole a occhio nudo
È la regola più importante. Durante un'eclissi parziale una parte del disco solare rimane sempre visibile e guardarla direttamente può danneggiare la retina. Non bisogna lasciarsi ingannare dalla sensazione che il Sole sia meno luminoso del solito: anche una piccola porzione della superficie solare rimasta scoperta risulta troppo intensa per poter essere osservata senza una protezione adeguata.
2. Utilizzare soltanto occhiali specifici per l'osservazione solare
Gli occhiali da eclissi non sono semplicemente occhiali molto scuri. Devono essere realizzati con filtri progettati appositamente per l'osservazione diretta del Sole e conformi allo standard internazionale ISO 12312-2. È importante acquistarli da produttori o rivenditori affidabili e diffidare di prodotti di provenienza incerta sui quali la sigla ISO potrebbe essere semplicemente stampata.
3. Gli occhiali da sole non bastano, nemmeno quelli molto scuri
Occhiali da sole, lenti polarizzate o più paia di occhiali sovrapposti non costituiscono una protezione adeguata. Gli occhiali da sole servono a proteggere gli occhi dall'esposizione ambientale ai raggi ultravioletti, ma non sono progettati per permettere di fissare direttamente il disco solare.
4. Controllare gli occhiali prima di indossarli
Prima dell'osservazione è necessario controllare attentamente il filtro. Se presenta graffi, piccoli fori, lacerazioni o altri danni, non deve essere utilizzato. Gli esperti raccomandano di ispezionare sempre gli occhiali o i visori solari prima dell'uso.
5. Prima gli occhiali, poi lo sguardo verso il Sole
Anche il modo in cui si indossano conta. Gli occhiali devono essere sistemati correttamente prima di rivolgere lo sguardo verso il Sole. Terminata l'osservazione, bisogna voltarsi nuovamente e solo dopo rimuoverli. Una precauzione particolarmente importante con i bambini, che dovrebbero essere sempre sorvegliati da un adulto.
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6. Vietati i filtri improvvisati
No a vetri affumicati, pellicole fotografiche, radiografie, CD o DVD, vetri colorati e altri sistemi artigianali. Il fatto che un materiale riduca la luminosità visibile non significa che riesca a filtrare adeguatamente le radiazioni solari potenzialmente dannose.
7. Il metodo più semplice: osservare l'eclissi senza guardare il Sole
Un piccolo foro praticato su un cartoncino può trasformarsi in un rudimentale proiettore solare. Tenendo il Sole alle proprie spalle, la luce attraverserà il foro proiettando su una superficie chiara l'immagine del disco solare, che durante l'eclissi apparirà progressivamente "mangiato" dalla Luna.
Attenzione, non bisogna guardare il Sole attraverso il foro: per osservare le diverse fasi dell’eclissi sarà sufficiente guardare esclusivamente l'immagine proiettata.
8. Mai usare binocolo o telescopio senza un filtro solare specifico
Binocoli e telescopi non rendono l'osservazione più sicura, ma esattamente il contrario: concentrano la luce solare e possono provocare rapidamente lesioni oculari molto gravi. C'è un errore particolarmente pericoloso da evitare: non basta indossare gli occhiali da eclissi e poi guardare attraverso un binocolo o un telescopio. Infatti, la luce concentrata dallo strumento può danneggiare il filtro. Per la strumentazione servono filtri solari specifici, montati correttamente davanti all'obiettivo, cioè sul lato rivolto verso il Sole.
9. Attenzione anche a smartphone e fotocamere
Fotografare l'eclissi richiede qualche precauzione in più. Fotocamere, teleobiettivi e altri sistemi ottici puntati direttamente verso il Sole devono essere utilizzati con filtri solari appropriati collocati davanti all'obiettivo. Anche il sensore di uno smartphone può essere danneggiato dall'esposizione diretta e prolungata al Sole, soprattutto utilizzando sistemi ottici aggiuntivi o zoom. Meglio evitare improvvisazioni e seguire le indicazioni specifiche del produttore o degli esperti di osservazione astronomica.
10. Dopo l'eclissi, attenzione ai sintomi
Uno degli aspetti più insidiosi della retinopatia solare è che il danno può avvenire senza provocare dolore. I disturbi possono comparire dopo alcune ore e, in alcuni casi, diventare evidenti soltanto successivamente.
A quali sintomi è importante prestare attenzione? Visione offuscata, comparsa di una macchia scura o cieca al centro del campo visivo, immagini deformate, maggiore sensibilità alla luce o alterazioni nella percezione dei colori.
In presenza di disturbi visivi dopo aver osservato il Sole è opportuno rivolgersi rapidamente a un oculista. Per la retinopatia solare non esiste infatti una terapia specifica di efficacia dimostrata: molte persone recuperano almeno in parte la capacità visiva nel tempo, tuttavia alcune alterazioni della visione centrale possono persistere. La prevenzione resta la protezione più efficace.
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 12 agosto 2026, 11:53



