Ritorno a scuola senza stress: il decalogo per bambini e genitori
Dal materiale preparato in anticipo alle piccole cose belle da programmare, dieci strategie per accompagnare bambini e ragazzi nel passaggio dalle vacanze alla scuola (senza pretendere che siano subito felici ed efficienti!)

Il ritorno a scuola non comincia la mattina della prima campanella. Nei giorni precedenti iniziano a cambiare gli orari; si preparano zaini e quaderni e si torna a pensare agli impegni di un altro anno scolastico che comincia. Gradualmente ci si prepara a lasciare una quotidianità per entrarne in un'altra.
Per alcuni bambini prevale l'entusiasmo di ritrovare amici e compagni. Per altri arrivano preoccupazione, irritabilità o tristezza. Spesso le emozioni sono tante e convivono: si può avere voglia di rivedere il proprio migliore amico e, nello stesso tempo, non voler affatto che finiscano le vacanze. Una regola utile? Impariamo a non negare le emozioni: dire “non essere triste”, “non piangere” o pretendere che un bambino sia coraggioso non elimina ciò che sta provando. Ascoltare senza giudicare e riconoscere anche tristezza e paura può invece aiutarlo ad attraversare il cambiamento. Come possiamo rendere il ritorno a scuola un po' più semplice? Più che cercare una ripartenza perfetta, si può lavorare su piccole azioni concrete. Ecco un decalogo utile per tutta la famiglia.
1. Non aspettare l'ultimo giorno per preparare tutto
Quaderni da comprare, astuccio da controllare, scarpe diventate improvvisamente piccole, documenti da consegnare. Lasciare tutto alle ultime ore trasforma il ritorno a scuola in una corsa e fa percepire anche ai bambini che sta arrivando un momento stressante.
Meglio distribuire i preparativi su più giorni e, quando l'età lo permette, coinvolgere direttamente bambini e ragazzi. Preparare lo zaino, scegliere un quaderno o sistemare insieme la scrivania non sono soltanto incombenze: rendono concreto e prevedibile ciò che sta per accadere.
2. L’importanza delle prove generali
Soprattutto quando si comincia una nuova scuola, cambia l'insegnante o bisogna affrontare un percorso sconosciuto, può essere utile eliminare qualche incognita prima del primo giorno. Visitare in anticipo la scuola e familiarizzare con gli spazi può essere utile. Possiamo anche solo provare a percorrere la strada che faremo al mattino così da trasformare un luogo immaginato in un percorso conosciuto.
Con i più piccoli si può persino giocare alla scuola: mettere lo zaino, immaginare l'ingresso, fare a turno l'insegnante e l'alunno. UNICEF suggerisce il gioco di ruolo come strumento per familiarizzare con ciò che accadrà.
3. Non chiedere soltanto: “Sei contento di tornare?”
È una domanda apparentemente innocua, ma contiene già la risposta che l'adulto si aspetta. Meglio parlare della scuola con domande aperte: che cosa ti incuriosisce? Qual è la cosa che ti manca di più delle vacanze? C'è qualcosa che ti preoccupa? Chi hai voglia di rivedere?
Con i bambini più piccoli le parole non sono l'unica possibilità. Disegnare il primo giorno, inventare una storia o giocare con pupazzi e personaggi può far emergere pensieri che ancora non riescono a raccontare direttamente. Disegno, gioco e narrazione rappresentano strumenti importanti di espressione emotiva.
4. Lasciare che la tristezza sia ammessa
“Vedrai che sarà bellissimo”. “Non c'è niente di cui preoccuparsi”. “Ormai sei grande”. Seppur detto con le migliori intenzioni, rassicurare troppo può produrre l'effetto opposto: comunicare che paura e tristezza sono emozioni sbagliate.
Si può, invece, riconoscere ciò che il bambino prova senza ingigantirlo: la fine delle vacanze può dispiacere; una nuova classe può fare paura; separarsi da mamma e papà può essere difficile. Permettere a noi adulti quanto ai bambini di sentirci tristi e ascoltare senza giudizio è parte del sostegno emotivo nei momenti di stress. L'obiettivo non è arrivare al primo giorno senza emozioni bensì saperle accettare, tutte. E sapere che possiamo affrontare anche ansia, paura, disagio.
5. Restituire al bambino una piccola quota di controllo
La scuola contiene inevitabilmente molte cose che un bambino non può decidere: l'orario, la classe, i compiti, l'insegnante, l'ora della sveglia. Proprio per questo può essere utile lasciar scegliere ciò che può controllare. Non si tratta necessariamente di comprare qualcosa, ma anche solo decidere dove preparare i vestiti, quale merenda portare, come organizzare la scrivania o quale attività fare dopo il primo giorno. Sono decisioni piccole, ma trasformano il bambino da spettatore della ripartenza a partecipante.
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6. Non riempire subito tutto il pomeriggio
Scuola, calcio, inglese, musica, piscina: settembre rischia di diventare una gara a occupare ogni spazio dell'agenda. Dopo molte ore di scuola, soprattutto nei primi giorni, può essere invece utile lasciare anche tempo non organizzato. Per esempio, tempo per giocare e stare all'aperto, al parco come accadeva in vacanza; tempo per leggere, disegnare o anche semplicemente senza avere nulla da fare. Non avere niente di programmato non è tempo perso. Il ritorno alla scuola è già un cambiamento importante: non è necessario far coincidere nella stessa settimana l'inizio di ogni nuova attività dell'anno.
7. Mettere in agenda qualcosa di bello
Il calendario di settembre può contenere piccoli sprazzi di vacanza: proviamo a pensarne alcuni che ci rendano felici. Una gita nel fine settimana, una serata cinema in casa, un pomeriggio al parco, una pizza, un'amica da invitare, una passeggiata o un piccolo progetto da iniziare insieme possono creare punti di attesa positivi.
È un accorgimento semplice ma interessante: la fine dell'estate smette di essere percepita come il momento in cui finiscono tutte le cose belle. Vacanza e scuola non devono diventare sinonimi di libertà da una parte e dovere dall'altra. Anche la quotidianità può contenere spazi desiderati di bellezza.
8. Proteggere il sonno, ma senza trasformarlo in una battaglia
Gli orari estivi possono essere molto diversi da quelli scolastici. UNICEF consiglia di cominciare a riavvicinare gradualmente sonno e risveglio agli orari necessari per la scuola prima dell'inizio delle lezioni. La parola importante, però, è: gradualmente. Pretendere di anticipare improvvisamente di un'ora o due il momento di andare a letto la sera prima della scuola può essere difficile, soprattutto se il bambino non ha sonno.
Meglio spostare progressivamente gli orari e ricostruire alcuni segnali della routine serale: cena, luci più basse, lettura, preparazione delle cose per il mattino. La prevedibilità delle routine può offrire ai bambini una sensazione di continuità e sicurezza.
9. La mattina del primo giorno, togliere cose invece di aggiungerle
La fotografia davanti alla porta, lo zaino perfetto, la colazione speciale, i capelli da sistemare, le raccomandazioni dell'ultimo minuto: anche i rituali più affettuosi possono diventare un carico emotivo se il bambino è già agitato.
Meglio preparare il possibile la sera precedente e lasciare margine di tempo al mattino. Saluti chiari e coerenti ricordano al bambino che l'adulto tornerà a prenderlo: anche noi siamo stati bambini. Possiamo creare con i più piccoli un piccolo rituale da fare al ritorno a casa, sapendo che entrambi attenderemo con gioia questo momento.
10. Non valutare il ritorno a scuola dal primo giorno
“Com'è andata?” può ricevere come unica risposta “bene”, “male” o il classicissimo “non lo so”. Il primo giorno, e spesso le prime settimane, sono un periodo di adattamento. Vale la pena osservare senza interrogare continuamente: come dorme? Ha voglia di raccontare qualcosa spontaneamente? Gioca? Mangia come al solito? Mal di pancia, mal di testa, irritabilità, difficoltà di concentrazione o il desiderio insistente di non andare a scuola possono essere modi attraverso cui l'ansia si manifesta nei bambini. La preoccupazione diminuisce man mano che la scuola diventa familiare?
Invece, se il disagio è intenso e persiste o comincia a interferire significativamente con la vita quotidiana, è importante non liquidarlo come un capriccio e confrontarsi con insegnanti, pediatra o professionisti competenti. Ma soprattutto prende in considerazione il bambino, la bambina, che ci troviamo di fronte: è una persona, ha diritto di essere ascoltata nelle sue necessità profonde.
Il ritorno a scuola in ogni caso non deve essere un esame da superare il primo giorno. Si tratta di un passaggio. E come tutti i passaggi può contenere entusiasmo e paura, curiosità e nostalgia, voglia di cominciare e desiderio che l'estate duri ancora un po'. Non bisogna scegliere quale delle emozioni sperimentate sia giusta: possono stare tutte nello stesso zaino.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 10 settembre 2026, 13:16


