Tiroide, i consigli dell’endocrinologo Marugo: “Diagnosi tempestiva, fondamentale per l’equilibrio di tutto l’organismo”
Il 10% degli italiani convive con disturbi come l’iper o l’ipotiroidismo. Eppure pochi conoscono l’importanza di questa piccola ghiandola. QNSalus ne parla con Alessandro Marugo, responsabile del Centro della Tiroide dell’IRCCS Policlinico San Donato, nella Giornata Mondiale della Tiroide

In Italia, circa 6 milioni di persone, oltre il 10% della popolazione, convivono con disturbi della tiroide, con una netta prevalenza tra le donne e un picco dopo i 60 anni. Le malattie tiroidee, come iper o ipotiroidismo, sono tra le più diffuse a livello globale, ma ad essere meno diffusa è l’informazione sull’importanza di questa piccola, ma fondamentale ghiandola. Chiave di volta del nostro benessere.
Situata nella parte anteriore del collo e dal caratteristico aspetto “a farfalla”, pesa appena 20 grammi, ma svolge un ruolo essenziale per l’intero equilibrio dell’organismo.
In occasione della Giornata Mondiale della Tiroide, che si celebra lunedì 25 maggio, parliamo di preverenzione e diagnosi precoce con il professor Alessandro Marugo, endocrinologo e responsabile del Centro della Tiroide dell’IRCCS Policlinico San Donato, centro di riferimento dedicato alla diagnosi e al trattamento delle patologie tiroidee.
Professor Marugo, facciamo chiarezza: qual è la differenza tra ipertiroidismo e ipotiroidismo?
"Tra le patologie più diffuse vi sono l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo. Nel primo caso, la tiroide produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei, causando un’accelerazione del metabolismo. L’ipotiroidismo, invece, è caratterizzato da una ridotta attività della ghiandola e da una produzione insufficiente di ormoni tiroidei. I sintomi possono essere aspecifici, soprattutto nell’ipotiroidismo, e facilmente attribuiti ad altre condizioni. Per questo è importante non trascurare segnali persistenti e rivolgersi allo specialista”.
Noduli tiroidei: quando è necessario intervenire?
"I noduli tiroidei rappresentano una condizione molto frequente nella popolazione generale e spesso vengono scoperti casualmente durante controlli di routine. Nella maggior parte dei casi si tratta di formazioni benigne, ma è comunque importante effettuare un corretto inquadramento clinico”.

Come possiamo capire se qualcosa non va?
“I noduli tiroidei possono restare silenti per anni, ma una diagnosi tempestiva consente soprattutto di evitare interventi non necessari e di indirizzare il paziente verso il trattamento più adatto. Tra i campanelli d’allarme da non sottovalutare vi sono gonfiore nella parte anteriore del collo, difficoltà nella deglutizione, senso di compressione o variazioni inspiegabili del peso”.
Diagnosi precoce e controlli mirati: cosa dobbiamo sapere?
Leggi anche
“La diagnosi delle patologie tiroidee si basa su strumenti semplici ma estremamente efficaci: visita endocrinologica, esami del sangue ed ecografia tiroidea. In presenza di noduli, può essere indicato anche l’agoaspirato, che consente di analizzarne la natura. Ogni caso viene valutato in modo integrato, mettendo insieme competenze diverse per arrivare a una diagnosi precisa e a una scelta terapeutica mirata”.
Esistono trattamenti meno invasivi rispetto alla chirurgia?
“Negli ultimi anni i progressi della medicina hanno reso disponibili approcci sempre meno invasivi rispetto alla chirurgia tradizionale. Tra questi, l’alcolizzazione dei noduli tiroidei rappresenta oggi una soluzione efficace per specifiche tipologie di noduli benigni, soprattutto quelli cistici o misti”.
Cos’è l’alcolizzazione e come viene eseguita?
“L’alcolizzazione è una procedura ambulatoriale che consiste nell’iniettare etanolo all’interno del nodulo, provocandone la progressiva riduzione fino alla cicatrizzazione. La procedura viene eseguita sotto guida ecografica, non richiede anestesia generale né ricovero e consente al paziente di tornare rapidamente alle normali attività quotidiane”.
Prevenzione: è il primo passo per la salute della tiroide. Qualche consiglio da seguire?
“La prevenzione resta centrale anche per la salute tiroidea. Un corretto apporto di iodio è fondamentale per la produzione degli ormoni tiroidei T3 e T4. Tra le buone abitudini consigliate vi sono utilizzare regolarmente sale iodato, preferibilmente a crudo; consumare alimenti ricchi di iodio, come pesce azzurro, crostacei e frutti di mare; monitorare eventuali carenze di vitamina D, spesso associate alle disfunzioni tiroidee".
Infine, non bisogna trascurare i controlli periodici…
"Controllare la tiroide è un gesto semplice ma fondamentale. In presenza di familiarità o sintomi sospetti, è importante rivolgersi allo specialista senza rimandare”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 26 maggio 2026, 16:07



