Come eseguire (bene) il Saluto al Sole: la sequenza yoga che trasforma corpo e mente
L’asana che ha radici antiche e una forma moderna: pochi minuti di pratica ogni giorno aiutano a risvegliare corpo e mente con energia ed equilibrio

Per alcune persone bastano pochi cicli di Saluto al Sole per percepire subito, dentro e fuori, una certa differenza: il corpo si scalda, la colonna si allunga, il respiro trova un ritmo più profondo. Oltre a essere un risveglio muscolare, infatti, è un gesto che mette in moto l’attenzione e prepara la mente a reggere meglio la giornata.
Per questo, da decenni,la sequenza si è diffusa a livello globale, diventando parte integrante di molti stili di yoga moderni e apprezzata tanto da chi cerca benessere fisico quanto da chi vuole coltivare equilibrio interiore. Ecco cosa sapere e come eseguirlo.
Origini e significato del saluto al sole
Il Saluto al Sole (Surya Namaskara) è oggi una delle sequenze più diffuse nello yoga, ma la sua storia è meno antica di quanto spesso si creda. La forma moderna risale agli anni ’20 del Novecento, quando il Raja di Aundh, Bhawanrao Pant Pratinidhi, la codificò e la diffuse come esercizio quotidiano per la salute.
Le radici della pratica affondano però più indietro nel tempo, nel culto vedico del sole, nei rituali mattutini e nelle prostrazioni di devozione a Surya, simbolo di vita e coscienza. Il nome stesso lo racconta: Surya significa sole e Namaskara saluto, e il senso della sequenza va oltre il corpo, perché praticarla all’alba era un gesto di gratitudine verso l’energia che illumina il mondo e, per estensione, anche la nostra interiorità.
Benefici concreti
I benefici di questa famosissima sequenza di yoga emergono non da promesse astratte, ma da osservazioni e ricerche: ad esempio, una ricerca pubblicata su Asian Journal of Sports Medicine ha mostrato che praticare regolarmente il Saluto al Sole riduce la percentuale di massa grassa e aumenta la massa magra.
Ma non solo: secondo uno studio presente sul Journal of Ayurveda and Integrative Medicine, la sequenza migliora la mobilità di quasi tutte le articolazioni del corpo.
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Altri esperimenti condotti su piccoli gruppi hanno evidenziato che una singola sessione è in grado di abbassare i livelli di stress e ansia.
I benefici arrivano con costanza e attenzione, ma la verità è che anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza: il corpo si risveglia, la mente si calma, e la giornata inizia con un ritmo più equilibrato.
La sequenza passo per passo
Praticare il Saluto al Sole (versione classica) in modo corretto non richiede anni di esperienza: basta seguire i movimenti insieme al respiro.
- In piedi, mani al cuore: inspirare profondamente e sentire il corpo pronto.
- Braccia sopra la testa: allungare la colonna e aprire il torace.
- Piegarsi in avanti: portare le mani verso i piedi, rilassare collo e schiena.
- Affondo con una gamba: inspirare, portare indietro una gamba e aprire il petto.
- Plank: portare indietro anche l’altra gamba, corpo dritto e saldo.
- Chaturanga (mezza flessione): piegare gomiti e scendere, mantenendo il corpo in linea.
- Cobra / Cane a faccia in su: inspirare, aprire petto e sguardo in avanti.
- Cane a faccia in giù: espirare, spingere i fianchi verso l’alto, piedi e mani ben saldi.
- Affondo con l’altra gamba: inspirare, portare avanti la gamba che era dietro.
- Piegare in avanti: espirare, portare le mani vicino ai piedi.
- Braccia sopra la testa: inspirare e risalire in piedi.
- In piedi, mani al cuore: espirare, chiudere il ciclo.
Ogni movimento segue il respiro e la sequenza e si può ripetere più volte. Inoltre, il Saluto al Sole può essere modificato in base alle proprie capacità e al tempo a disposizione.
Praticarlo regolarmente significa coltivare un piccolo spazio di consapevolezza quotidiana, un gesto semplice che porta ordine nel movimento, nel respiro e, di riflesso, nei pensieri.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 9 ottobre 2025, 16:56


