Yoga della risata, elisir della longevità. Ridere per restare sani: gli studi sullo stress
Dalle RSA alla gestione dello stress: cosa dice la ricerca su una pratica che unisce respirazione, movimento e risata intenzionale

Ridiamo sempre meno. Eppure la risata, soprattutto quando è spontanea e “di pancia”, coinvolge il respiro, il sistema cardiovascolare, i muscoli e perfino le relazioni sociali. Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a osservare con maggiore attenzione lo yoga della risata, una pratica nata negli anni Novanta in India – diversa dalla pratica classica di Hata Yoga – che oggi si diffonde in molti Paesi del mondo.
L’idea di base è semplice: gli studi suggeriscono che il corpo possa attivare risposte fisiologiche simili sia durante la risata spontanea sia durante quella intenzionale. Attraverso esercizi di respirazione, gioco, movimento e contatto visivo si stimola una risata prolungata che, nel tempo, ha effetti positivi su stress, umore e qualità della vita.

Che cos’è lo yoga della risata
Lo yoga della risata è stato sviluppato dal medico indiano Madan Kataria nel 1995. La pratica combina tecniche respiratorie derivate dallo yoga con esercizi di risata intenzionale.
All’inizio la risata viene “indotta”, ma spesso finisce per diventare spontanea grazie alla dinamica di gruppo. A differenza della comicità tradizionale, non servono battute o umorismo: si ride attraverso esercizi guidati, respirazione diaframmatica e interazione sociale.
In realtà, la risata è una lunga espirazione e ha effetti simili a una respirazione profonda: contribuisce a ossigenare meglio il corpo e coinvolge numerosi gruppi muscolari, dagli addominali ai muscoli facciali.
Ridere cambia davvero qualcosa nel corpo?
Dal punto di vista fisiologico, la risata coinvolge respirazione, frequenza cardiaca e attivazione muscolare. Alcuni studi suggeriscono che possa influenzare anche i livelli di stress e il benessere percepito.
Secondo una revisione pubblicata nel 2023, (Laughter as medicine: A systematic review and meta-analysis of interventional studies evaluating the impact of spontaneous laughter on cortisol levels), la risata spontanea è associata a una diminuzione dei livelli di cortisolo rispetto alle normali attività quotidiane e mostra un possibile effetto benefico sulla risposta allo stress.
Anche la respirazione profonda gioca un ruolo importante. La risata diaframmatica, infatti, alterna inspirazioni ed espirazioni intense, un meccanismo simile ad alcune tecniche respiratorie utilizzate nelle pratiche di rilassamento e nel biohacking orientato alla gestione dello stress.
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Uno degli ambiti più studiati riguarda gli anziani e le residenze assistite. Alcune ricerche condotte nelle RSA suggeriscono che sessioni regolari di yoga della risata possano contribuire a ridurre sintomi depressivi, solitudine e agitazione negli ospiti anziani, migliorando la socializzazione e il tono dell’umore.
Uno studio pubblicato su Geriatric Nursing ha evidenziato che programmi di yoga della risata possono ridurre il senso di solitudine migliorando la resilienza psicologica e la qualità della vita negli anziani residenti in strutture assistite.
Gli effetti di una risata
Durante il V Congresso Italiano organizzato dall’Istituto Italiano di Yoga della Risata, diretto dai master trainer Lara Lucaccioni e Matteo Ficara, è stato presentato un piccolo studio osservazionale dedicato agli effetti della risata intenzionale sul corpo. Il monitoraggio, condotto per 30 giorni attraverso dispositivi wearable Whoop, ha coinvolto un gruppo di partecipanti sani che hanno praticato circa 10–15 minuti di risata al giorno associati a rilassamento finale. Lo studio ha osservato 15 partecipanti, di cui 6 hanno completato l’intero periodo di monitoraggio.
Sono stati osservati cambiamenti in diversi parametri legati al recupero e al sonno, tra cui variabilità della frequenza cardiaca (HRV), qualità del riposo, frequenza respiratoria notturna e gestione dello stress.
Perché ridere aiuta
La risata non è soltanto un momento emotivo: è anche un’esperienza fisica e sociale. Ridiamo più facilmente in gruppo e la risata condivisa è associata a meccanismi di affiliazione sociale e coesione del gruppo, aspetti che il cervello tende a interpretare come segnali di sicurezza e appartenenza.
Il dato potrebbe aiutare a spiegare perché molte persone, dopo una sessione di yoga della risata, riferiscono una sensazione di leggerezza, rilassamento e maggiore energia. Secondo gli psicologi, la risata può, inoltre, interrompere temporaneamente i circuiti mentali associati al rimuginio mentale e allo stress cronico.
Ridere: una pratica di benessere
Secondo alcune stime frequentemente citate nella letteratura dedicata alla risata, i bambini in età prescolare sono in grado di ridere centinaia di volte al giorno. Tuttavia, ridere, crescendo, sembra ridursi drasticamente e diventare un fenomeno sempre più raro. Rendere la risata una pratica consapevole può diventare uno strumento con cui aggiungere qualità alla nostra vita, in grado di influenzare il modo in cui affrontiamo quotidianità e invecchiamento.
Possiamo allenarci a ridere? Sì. Nello yoga della risata tutto inizia come un esercizio intenzionale: la risata viene stimolata volontariamente, quasi in modo meccanico. Con il passare dei minuti, però, il coinvolgimento del respiro, del movimento e del gruppo trasforma spesso quel gesto iniziale in una risata autentica, capace di coinvolgere corpo ed emozioni. Tornare a mettere una risata al centro della nostra vita significa coltivare un tempo differente con cui affrontare la giornata e la nostra esistenza, ricordando al corpo una capacità che non abbiamo mai davvero perso.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 1 giugno 2026, 06:00