La svolta hi-tech delle campagne per produrre di più e meglio
Investire nell’innovazione per portare le nuove tecnologie, compresa l’Intelligenza artificiale, nei campi e far fare un salto di qualità...

Investire nell’innovazione per portare le nuove tecnologie, compresa l’Intelligenza artificiale, nei campi e far fare un salto di qualità al mondo dell’agricoltura superando l’idea che, essendo storicamente il settore dell’economia primaria, viene considerata una realtà statica. Angelo Frascarelli professore di Politica Alimentare all’Università di Perugia, e tra i relatori della tappa umbra di Agrofutura, non ha dubbi nel tracciare la strada obbligata che devono percorrere le imprese agricole del made in Italy.
"Come altri settori – spiega Frascarelli – anche l’agricoltura è chiamata ad attrezzarsi e investire per affrontare le sfide, dalla tecnologia alla geopolitica fino ai cambiamenti climatici, rappresentate da quello che potremmo definire un mondo nuovo".
Un mondo nuovo che è già cominciato?
"Non c’è dubbio. Pensiamo solo al fatto che oggi i controlli per destinare i contributi previsti dal Pac, la Politica Agricola Comunitaria, vengono fatti non più con gli ispettori che di persona vanno nei campi ma con le immagini satellitari. Oppure si può sottolineare l’automazione nella zootecnica e la robotizzazione nei vigneti e nelle serre, risolvendo il problema enorme della carenza di manodopera. Le stalle da latte italiane in fatto di tecnologie per la mungitura del resto sono ai primi posti a livello internazionale. E, sempre in tema di innovazione, potrei citare il controllo via satellite dei greggi di pecore custodite in recinti virtuali che non possono oltrepassare per la scossa elettrica che ricevono con il collare digitale, piuttosto che l’utilizzo dei droni per le concimazioni e la diffesa fitosanitaria, anche quando il giorno prima è piovuto".
Rispetto a questo scenario come si collocano gli agricoltori italiani?
"Essendo un settore dove è ancora diffusa la piccola impresa familiare scontiamo ancora un po’ di ritardo mentre abbiamo un’industria alimentare di eccellenza con impianti tecnologici all’avanguardia nel mondo. Questo gap però si sta riducendo da una parte con l’aggregazione fra le imprese per creare realtà sempre più grandi e competitive e dall’altra con la crescita degli investimenti finanziari privati anche nell’agricoltura, aggiuntivi di quelli pubblici previsti dai programmi del Pac, sebbene questa finanziarizzazione non sia priva di rischi".
Come vede lo scenario di domani nel rapporto agricoltore-consumatore?
"Il futuro sarà trainato dal consumatore che tramite le scelte di acquisto guiderà il sistema della produzione che dovrà essere quantitativamente adeguata, sostenibile e a prezzi accessibili. I consumatori sono disponibili a pagare per metodi di produzione più sostenibili ma non troppo di più. Il modello di agricoltura del futuro sarà quindi l’intensificazione sostenibile. L’incremento della produzione e della sua sostenibilità sarà realizzabile però solo con un ingente sforzo di ricerca e innovazione a tutti i livelli".
Investire in innovazione significa scommettere su un ritorno economico dell’impresa. Oggi l’agricoltura offre queste opportunità di reddito?
"Siamo in una fase di forte cambiamento che interessa tutta l’economia e quindi anche l’agricoltura che non può sottrarsi a un cambio di passo. Il problema è che negli ultimi due/tre anni questo settore ha sofferto un calo di redditività, da una parte per la discesa dei prezzi di mercato e dall’altra per gli effetti negativi provocati dal cambiamento climatico. Penso però che si tratti, come già successo in passato, di un fenomeno ciclico e che la situazione possa migliorare nei prossimi anni".
Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 settembre 2026, 10:45





