Meno burocrazia e più giovani
Cambiamento climatico, aumento dei costi di produzione, instabilità dei mercati internazionali, sono solo alcune delle criticità che riguardano il settore...

Cambiamento climatico, aumento dei costi di produzione, instabilità dei mercati internazionali, sono solo alcune delle criticità che riguardano il settore dell’agricoltura. A queste, secondo Dominga Cotarella, presidente Coldiretti Umbria, si aggiungono "problemi cronici, che attanagliano gli agricoltori da tempo. Basti pensare all’eccesso di burocrazia, ai danni da fauna selvatica e ai bassi prezzi all’origine che penalizzano i bilanci".
In una fase così complessa, quali sono le sfide per il futuro del settore? "La vera sfida è costruire un sistema nel quale alla sostenibilità ambientale corrisponda anche una sostenibilità economica. Perché senza imprese agricole economicamente solide non è possibile mantenere i territori coltivati, garantire produzioni di qualità e la sicurezza della salute dei cittadini, assicurando quei servizi ambientali e sociali di cui beneficia tutta la collettività. La priorità, quindi, deve essere la tutela dei redditi delle imprese. Non possiamo chiedere agli agricoltori di produrre qualità, preservare il territorio, investire e innovare se troppo spesso il prezzo riconosciuto alla produzione non copre i costi".
Di fronte alla crisi climatica, qual è il ruolo dell’innovazione tecnologica per chi coltiva? "L’agricoltura non può continuare a rincorrere le emergenze. Deve iniziare a governarle. In questo senso le nuove tecnologie, dall’agricoltura di precisione alla digitalizzazione, possono aiutare a ridurre consumi e costi, ottimizzare le produzioni, efficientare l’utilizzo energetico, impiegare al meglio acqua e fertilizzanti, rendendo le aziende più resilienti al cambiamento climatico. Non è un caso che sempre più imprese agricole siano pronte a investire nella digitalizzazione".
Guardando al territorio umbro, quali sono i punti di forza del settore? "La possibilità di mettere in rete la produzione agricola, la trasformazione, il turismo rurale, i servizi, la cultura, l’ambiente e il rapporto diretto con i cittadini. Tutto questo si riassume nel turismo esperienziale, di cui gli agriturismi di Terranostra e i contadini di Campagna Amica sono protagonisti. A dimostrazione della centralità dell’agricoltura per l’intero sistema economico e sociale della regione. Oltre che essere una prova di come possano convivere tradizione e innovazione, sempre in nome dell’autenticità e dell’eccellenza".
A proposito di innovazione e tradizione, quali sono le prospettive di questo settore, considerando il cambio generazionale? "I giovani sono già protagonisti del cambiamento. Si tratta di una nuova agricoltura, nella quale alle competenze tradizionali si affiancano quella digitale, il marketing, la trasformazione dei prodotti, la vendita diretta, l’ospitalità rurale negli agriturismi. Proprio l’‘Oscar Green’, il premio di Coldiretti Giovani Impresa, restituisce ogni anno una moltitudine di giovani impegnati nel recupero delle colture, nell’allevamento sostenibile, nell’accoglienza, nella valorizzazione della biodiversità. Per rendere strutturale questo ricambio servono però disponibilità di terreni, facilità di accesso al credito, formazione e una burocrazia più semplice. Il ricambio generazionale si realizza creando le condizioni per costruire imprese realmente redditizie".
Agrofutura sarà un’occasione per... "Ribadire la strategicità del settore primario non solo in termini economici, ma per il sistema Paese. Un settore in grado di incidere positivamente sulla sfera sociale delle comunità, grazie anche alla sua capacità di offrire servizi e di rappresentare un freno allo spopolamento delle aree più marginali".
Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 settembre 2026, 10:46





