Uliveti e un frantoio. Il Gruppo Farchioni punta sull’Umbria
In un settore chiamato a confrontarsi con cambiamenti climatici, crescente competizione internazionale e nuove esigenze dei consumatori, investire in agricoltura...

In un settore chiamato a confrontarsi con cambiamenti climatici, crescente competizione internazionale e nuove esigenze dei consumatori, investire in agricoltura significa saper guardare lontano. È da questa prospettiva che ha preso forma un importante piano di sviluppo realizzato negli ultimi anni dal gruppo guidato da Pompeo Farchioni: l’acquisizione di nuovi terreni, la loro conversione a uliveto e la realizzazione di un moderno frantoio che hanno portato alla nascita di uno dei più grandi uliveti italiani a corpo unico. Un investimento destinato a rafforzare la disponibilità di olive italiane e il presidio diretto della filiera.
Dietro questo progetto c’è una storia imprenditoriale che attraversa generazioni e continua a evolversi mantenendo saldi alcuni principi fondamentali: qualità, innovazione e legame con il territorio. "La nostra famiglia opera in agricoltura da generazioni e ogni passaggio della nostra storia è stato caratterizzato dalla volontà di costruire qualcosa che guardasse oltre il breve periodo", spiega Pompeo Farchioni.
"L’investimento nell’uliveto non rappresenta soltanto un ampliamento produttivo, ma una scelta che rafforza la filiera italiana e ci consente di programmare il futuro con maggiore solidità. Per realizzare progetti di questa portata servono interlocutori capaci di comprenderne la visione: in questi anni abbiamo trovato in BPER un partner che ha saputo accompagnarci condividendone la prospettiva di lungo periodo".
Questa operazione ha contribuito a rafforzare il percorso di valorizzazione delle produzioni nazionali che da sempre caratterizza il gruppo, consolidando progetti orientati alla qualità e alla tracciabilità. Tra questi vi è l’olio extra vergine di oliva Il Casolare 1780 - 100% Italiano Novello, espressione dell’impegno verso una filiera interamente italiana.
Per Farchioni, tuttavia, investire in agricoltura non significa soltanto aumentare la capacità produttiva. L’ampliamento del patrimonio agricolo e la realizzazione di nuove strutture rappresentano infatti interventi che incidono anche sulla capacità di creare valore economico, occupazione e opportunità per il territorio.
"Le aziende agricole hanno una responsabilità particolare nei confronti delle comunità in cui operano - prosegue Farchioni -. Crediamo che il futuro dell’agroalimentare italiano passi dalla capacità di innovare senza perdere il legame con ciò che rende uniche le nostre produzioni. Sono obiettivi che richiedono continuità e la capacità di fare squadra con chi crede nello sviluppo del territorio".
Percorsi di crescita di questa portata richiedono una visione di lungo periodo e la capacità di pianificare investimenti destinati a produrre effetti nel tempo. È in questo contesto che si inserisce il rapporto costruito negli anni con BPER Banca. "Nel settore agroalimentare ogni progetto ha caratteristiche specifiche", osserva Laura Bacoccoli, Responsabile Centro Imprese Toscana Sud e Umbria di BPER Banca.
"Per questo riteniamo fondamentale instaurare relazioni stabili con le imprese, comprendendone gli obiettivi e affiancandole nelle scelte strategiche. Progetti come questo mostrano come le scelte di investimento possano incidere sull’organizzazione della produzione e sulla gestione diretta delle materie prime. Nel comparto agricolo i tempi degli investimenti sono spesso lunghi e richiedono interlocutori capaci di comprenderne le specificità”, conclude Bacoccoli. “Si tratta di un intervento che interessa una coltura storicamente legata all’Umbria e a una filiera che continua a rappresentare una componente rilevante dell’economia agricola regionale".
Il nuovo uliveto e il frantoio rappresentano una delle principali iniziative di sviluppo avviate negli ultimi anni dal gruppo umbro. Un intervento che amplia la produzione agricola diretta e rafforza il controllo della filiera, in un contesto nel quale le imprese del comparto sono chiamate a programmare investimenti con orizzonti sempre più ampi.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 settembre 2026, 10:48





