Un patrimonio di grande qualità, tra tradizione DOP e innovazione
L’olivicoltura rappresenta una delle colonne portanti dell’identità agricola, economica e paesaggistica dell’Umbria. Con circa 30.000 ettari di superficie coltivata ad...

L’olivicoltura rappresenta una delle colonne portanti dell’identità agricola, economica e paesaggistica dell’Umbria. Con circa 30.000 ettari di superficie coltivata ad olivo, oltre 7,5 milioni di piante e una rete capillare che supera i 200 frantoi attivi, la regione è un laboratorio a cielo aperto di eccellenza olearia.
L’Umbria è stata la prima regione italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di una denominazione di origine protetta (DOP) estesa all’intero territorio regionale, suddivisa in cinque sottozone per valorizzare le microclima e le cultivar locali, come Moraiolo, Frantoio e Leccino.
Negli ultimi anni, l’olivicoltura umbra sta vivendo un’importante fase di trasformazione strutturale. Se da un lato il settore deve fare i conti con le oscillazioni produttive legate ai cambiamenti climatici e al rialzo dei costi di gestione, dall’altro assiste a una spinta decisa verso la modernizzazione delle tecniche agronomiche e la sostenibilità ambientale. Espansione degli impianti, irrigazione mirata e la tracciabilità di filiera rispondono alla necessità di garantire continuità produttiva e standard elevati.
Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 settembre 2026, 10:47





