Cristiano Ronaldo contro il ct del Portogallo: “Non ha mantenuto la parola, io pronto a rientrare”
La lunga lettera di CR7 dopo aver abbandonato il ritiro della Nazionale: “Mi era stato detto che contro la Norvegia avrei giocato”

Bologna, 6 ottobre 2026 – Attacco frontale di Cristiano Ronaldo al ct del Portogallo, Jorge Jesus, dopo il caso ‘Nazionale’ scoppiato nei giorni scorsi. Durissimo il comunicato – una lettera di 11 pagine – con cui CR7 si scaglia contro il tecnico, colpevole, a suo avviso, di non averlo fatto giocare e quindi di non aver mantenuto la parola data. Al termine del comunicato il calciatore – che nei giorni scorsi ha abbandonato il ritiro –, si dice “ pronto a vincere e competere per la nostra Nazionale Se sarò in forma fisicamente, sperando di segnare qualche gol, dopo aver scontato la squalifica che mi verrà inflitta”.
"Dopo i Mondiali del 2026 ho preparato una lettera al popolo portoghese – inizia così il fuoriclasse -, che conservo ancora, con le parole che avrei voluto rivolgere loro quando avrei lasciato definitivamente la nazionale. Al termine della competizione, già sul volo di ritorno dagli Stati Uniti, il presidente della Federazione mi ha chiesto e insistito affinché riconsiderassi la mia decisione di andarmene, perché la FPF voleva che continuassi. Subito dopo mi ha chiesto un parere sul nome dell'attuale commissario tecnico, che stava valutando insieme ad altri nomi che non mi ha rivelato. Ho risposto al Presidente della Federazione che, a mio avviso, sarebbe stata la scelta giusta”.
Qualche giorno dopo la nomina, l’incontro con il nuovo ct: “L'allenatore mi ha detto che contava su di me e che la mia presenza era fondamentale per il suo progetto. Mi ha presentato, lì per lì, un piano per la mia partecipazione. Mi ha detto che avrei giocato la prima e l'ultima partita e che, per motivi di gestione fisica, avrebbe sempre effettuato tre o quattro cambi a partita. A quel punto lui ha proposto la possibilità di non partire con la nazionale per Norvegia e Danimarca. La sua proposta era di giocare la prima partita e rimanere in Portogallo, per poi ricongiungermi alla squadra prima della partita al Do Dragão. Ho rifiutato immediatamente questa proposta. Mi sembrava ovvio che non potessi accettarla”.
Dopo una partita in Portogallo ecco quella che fa traboccare il vaso, contro la Norvegia di Haaland: “Con mia grande sorpresa, l'allenatore mi ha chiesto se fossi in grado di giocare 30 minuti. Ero completamente concentrato sul mio recupero fisico, integrato con i miei compagni come sempre, e pensavo che non avrei giocato quel giorno. Senza alcun problema. Il resto lo sanno tutti. Mi sono riscaldato dall'intervallo, ho guardato i minuti passare e non sono stato chiamato in campo”.
“Mi scuso di nuovo con il popolo portoghese – conclude Cristiano -, ma la rottura della parola data ha, per me, un impatto determinante. Ho sentito che, da quel momento in poi, la mia permanenza avrebbe solo danneggiato il gruppo di lavoro, e ho fatto ciò che ho sempre detto che avrei fatto se non mi fossi sentito utile: ho fatto i bagagli e me ne sono andato”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 6 ottobre 2026, 21:50