Scoppia il caso Cristiano Ronaldo: il fuoriclasse lascia il ritiro del Portogallo, il ct in aeroporto per fargli cambiare idea. Cosa sta succedendo
CR7 è stato fatto scaldare ma poi è stato tenuto in panchina contro la Norvegia. Jesus: “Decido io chi gioca o meno”. Poi però il tecnico ha provato a convincere il campione di Madeira a cambiare idea, ma senza risultato

Copenaghen (Danimarca), 1° ottobre 2026 – Nel ritiro del Portogallo, che questa sera alle 20.45 affronterà a Copenaghen la Danimarca in Nations League, deflagra ufficialmente il “caso Cristiano Ronaldo”. Il fuoriclasse portoghese ha infatti ufficialmente lasciato il raduno dei lusitani dopo quanto successo nel corso di Portogallo-Norvegia.
Riavvolgendo il nastro: CR7 è stato regolarmente convocato dal CT del Portogallo Jorge Jesus – che ha già allenato Ronaldo all’Al- Nasr – ed è partito titolare nella prima sfida vinta dai lusitani contro il Galles, giocando senza brillare per un’ora prima di lasciare spazio al milanista Gonçalo Ramos. Tre giorni dopo, il 27 settembre, la situazione è poi precipitata: Jesus contro la Norvegia ha infatti scelto di non schierare dal 1’ CR7, che nel corso della ripresa ha iniziato a scaldarsi senza però mai entrare in campo.
Il fuoriclasse nativo di Madeira è da subito apparso abbastanza contrariato per l’accaduto, di cui Jorge Jesus ha parlato in conferenza prima della sfida con i danesi, cercando di gettare acqua sul fuoco, ma al tempo stesso rivendicando la propria autonomia decisionale: “Ho detto a Cristiano che non sarebbe sceso in campo nelle trasferte contro Norvegia e Danimarca ma poi ho pensato a gara in corso che avrei potuto averne bisogno e l’ho fatto scaldare. Ogni giocatore che viene fatto scaldare per mezz’ora e non entra è contrariato. A maggior ragione un giocatore del suo status. Però queste sono le regole e alla fine decido io chi gioca o meno. L’allenatore sono io e decido io chi scende in campo. Se ne avrò bisogno per mezz’ora giocherà per mezz’ora, altrimenti resterà in panchina. Nessuno è in grado di farmi cambiare idea, neppure un giocatore o un presidente”.

Parole che non devono essere affatto piaciute a Cristiano Ronaldo che ieri - dopo una giornata piuttosto convulsa in cui neppure l’intervento del presidente della Federcalcio lusitana, Pedro Proença, è bastato per ricucire lo strappo – ha scelto di abbandonare il ritiro dei lusitani per fare rientro a Madrid.
"Questione di Stato”
Secondo "Marca", sia il presidente federale che il ct hanno poi raggiunto in macchina l'aeroporto per cercare di convincere Ronaldo a rientrare in ritiro e riaggregarsi al gruppo, ma senza successo. Oltre a parlare di "questione di stato", As rivela che la Federcalcio lusitana si aspettava l'addio di CR7 alla Nazionale subito dopo il Mondiale.
CR7 ha rotto il silenzio sui social
CR7 ha però rotto il silenzio intervenendo sul caso attraverso i propri canali social: “Dopo la conferenza stampa del CT del Portogallo e a seguito di un colloquio avuto con il presidente della Federazione, ho deciso di lasciare il ritiro della nazionale. A tempo debito, spiegherò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la nazionale, a cui mi sono da sempre dedicato. Ora è soltanto il momento di augurare buona fortuna al Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza alcuna eccezione”. Parole che fanno trapelare piuttosto chiaramente la forte amarezza provata dal fuoriclasse portoghese. Adesso resterà da capire se lo strappo potrà essere ricucito in un prossimo futuro e le porte della nazionale si riapriranno per CR7 o se la frattura tra lui e Jesus sarà insanabile e il giocatore deciderà, a 41 anni, di arrivare al definitivo passo di addio alla “Seleçao”.
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 ottobre 2026, 11:11


