Verstappen in paradiso, Kimi missione compiuta. Che rimonta Hamilton. Le pagelle di Leo Turrini
Formula 1 in Malesia, l’olandese torna a vincere un gp dopo 300 giorni di astinenza. Antonelli secondo, allunga in classifica. Pasticcio gomme per le Ferrari. Ma Lewis corre come un ragazzino e torna sul podio

10 e lode VERSTAPPEN. Il paradiso non può attendere: (vincendo il gran premio del Bahrein in Malesia, ndr) l’olandese mette fine ad un’astinenza durata oltre 300 giorni. Non vinceva un gran premio da Abu Dhabi 2025. Si prende anche la soddisfazione di regalare alla Red Bull il primo successo con il motore fatto interamente in casa dai bibitari. Anche per questo quella di Super Max è un’impresa storica.
10 HAMILTON. Forse ha disputato la sua miglior gara vestito di Rosso! L’errore commesso con gli pneumatici alla partenza lo aveva spedito all’inferno. Ma il vecchio zio baronetto ha corso con il piglio di un ragazzino e la sua spettacolare rimonta è stata coronata dal ritorno sul podio. Un gigante.
10 ALONSO. Segnatevi questo dato: correva l’anno 2003 quando l’allora giovanissimo spagnolo proprio in Malesia firmò con la Renault la prima pole position della sua carriera. Quasi un quarto di secolo dopo, l’ex Ferrarista ha portato all’ottavo posto, la Aston Martin. Sinceramente, si tratta di un’impresa clamorosa.
9 ANTONELLI. Missione compiuta. La sfortuna si abbatte su Russell, che rimane a piedi a pochi chilometri dal traguardo. Così l’Harry Potter bolognese, che era stato fantastico allo Start, guadagna altri 18 punti sul diretto concorrente nella corsa al titolo mondiale. Per scaramanzia, meglio evitare di preparare i festeggiamenti, ma ormai ci siamo…
8 MARIA CONTI. È l’efficientissima responsabile della comunicazione Ferrari: è stata lei, qualche giorno fa, a far sapere che i vertici di Maranello non avevano alcun dubbio sulla posizione di Fred Vasseur. Visto che brava, magari le si potrebbe chiedere anche di contribuire alla scelta delle gomme quando sta per partire il gran premio…

8 LAURENT MEKIES. Mettiamola così: il capo della Red Bull sfrutta il grande lavoro del suo predecessore Chris Horner, che aveva voluto che i bibitari si facessero in casa l’intera Power unit. Ma indiscutibilmente il manager Francese, ex ferrarista, ci ha messo del suo nella risalita di una scuderia che in troppi consideravano ormai vicina al declino.
7,5 LECLERC. Vale anche per lui il discorso fatto a proposito di Hamilton. Le gomme montate al via erano sbagliate. Dopo, si dedica ad una faticosa ma tenace rimonta. Il quarto posto non è male, anche se per tutto il weekend Carletto è andato più piano del compagno di squadra.
7 RUSSELL. Onore ai vinti. Non è certo colpa sua se la Mercedes lo lascia a piedi nelle fasi finali del convulso gran premio. Presumibilmente avrebbe concluso alle spalle di Antonelli, ma fa una bella differenza perdere 18 punti invece di tre soli. Per lui la rimonta iridata somiglia ormai ad una utopia.
6 VASSEUR. Attenzione a mettere tutto sulla bilancia. Il risultato malese è il migliore per la Ferrari negli ultimi due mesi e il secondo posto nella classifica dei costruttori è stato consolidato. Rimane l’enorme perplessità sulla scelta delle gomme per entrambi i piloti alla partenza. Chissà, forse la gente di Maranello aveva previsioni meteo sballate.
5 BIN SULAYEM. Per carità, bisogna sempre rispettare chi mostra coraggio. Ma il presidente della federazione internazionale è proprio sicuro che ci siano le condizioni di sicurezza per fare concludere il campionato del mondo in Qatar e ad Abu Dhabi? Non sarebbe meglio, considerato il contesto internazionale, privilegiare la prudenza e venire a Imola?
3 NORRIS. La McLaren della Malesia non era certo irresistibile, però lascia francamente interdetti l’errore che il detentore del titolo commette dietro safety Car, buttando via un dignitoso piazzamento. Forse si stava annoiando, di sicuro è uno sbaglio non degno del suo indiscutibile talento.
Ultimo aggiornamento: Domenica 4 ottobre 2026, 13:26

