Morto dopo essere stato bloccato dai carabinieri: indagini su due militari e sul personale medico
Lodi, il giallo sul decesso del 39enne Agostino Conigliaro: due carabinieri iscritti nel registro delle annotazioni preliminari introdotto quest'anno dal decreto sicurezza. Accertamenti anche su "eventuali condotte colpose dei sanitari”

Due dei carabinieri intervenuti nella notte tra sabato e domenica per bloccare Agostino Conigliaro, il 39enne lodigiano in stato di esagitazione, poi morto ieri in ospedale, sono stati iscritti dalla Procura di Lodi a modello 45 bis, ovvero nel 'registro delle annotazioni preliminari', introdotto quest'anno dal decreto sicurezza per quei casi in cui il reato risulti da subito commesso in presenza di una causa di giustificazione. Lo fa sapere in una nota il procuratore di Lodi, Laura Pedio.
Le indagini della Procura
Gli inquirenti hanno avviato le indagini ieri mattina, dopo la morte del 39enne. L'uomo - riferisce la procuratrice - nella notte tra il 10 e l'11 ottobre "si è reso responsabile di comportamenti violenti e gravemente autolesionistici all'interno del cortile di un condominio e, per questo motivo, è stato contenuto ed ammanettato dalle forze dell'ordine".

Oltre ai carabinieri intervenuti in via Vittime della violenza, nella notte tra sabato e domenica, la Procura sta indagando anche su "eventuali condotte colpose dei
sanitari", che hanno assistito il 39enne, morto ieri mattina, trenta ore dopo essere stato contenuto e ammanettato dai militari.
Il malore durante l'intervento
Durante l'intervento Conigliaro è stato colpito da un malore, soccorso dai carabinieri, dai residenti, che a loro volta avevano allertato le forze dell’ordine, avendo visto l’uomo su un muro di cinta, e da una volante arrivata in supporto con il defibrillatore.
Portato poi d'urgenza dal 118 all'ospedale Maggiore di Lodi, il 39enne è stato dichiarato morto trenta ore più tardi. Subito dopo è stata avviata l'indagine della Procura.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 16:59







