Le urla, la caduta e il “placcaggio” dei carabinieri: come è morto il 39enne Agostino Conigliaro?
Giallo a Lodi: l’arresto cardiaco durante le fasi di contenimento da parte dei militari, chiamati da residenti di via Vittime della Violenza. Poi il trasporto in ospedale dove è avvenuto il decesso. Siamo di fronte a nuovo caso Fakir? Sarà l’autopsia a dirlo

Lodi – Le urla nella notte, i tentativi di arrampicarsi sulle cancellate, sui balconi e su di un ponteggio, l’intervento delle forze dell’ordine e poi la tragedia in ospedale. Si è consumata così, poco prima dell’alba di domenica, in via Vittime della Violenza,
nel quartiere Albarola a Lodi, la vicenda di un 39enne lodigiano, Agostino Conigliaro, sposato e padre di un figlio piccolo, deceduto, dopo ore di agonia, lunedì mattina nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Lodi a seguito di un arresto cardiaco, sopraggiunto probabilmente durante le fasi di contenimento.

Il precedente
Un episodio che, per certi versi, riporta alla mente il recente caso Fakir di Bologna quando un 42enne di origini marocchine, Abderrahim Fakir, il 19 luglio
scorso è morto dopo un fermo di polizia nel quartiere Pilastro, dopo essere stato bloccato per diversi minuti a terra.
La ricostruzione
Sarà comunque la Procura di Lodi a cercare di fare luce sull’episodio. La sequenza dei fatti è iniziata intorno alle 4 del mattino di domenica quando al 112 sono arrivate diverse segnalazioni da parte dei residenti della zona del rione. L’uomo, in stato di forte agitazione psicofisica e in preda a farneticazioni, si era prima arrampicato su un ponteggio e poi si era spostato sui tetti dei box delle villette a schiera, cadendo infine da un’altezza di circa tre metri.
Fino a oggi, non si era ancora saputo esattamente cosa facesse in quella zona della città a quell’ora della notte. All’arrivo dei carabinieri, affiancati da polizia di Stato e 118, il
39enne, già noto alle forze dell’ordine e con problemi di dipendenza, sembra si trovasse
sul tettuccio di un’auto in sosta in stato di alterazione. I militari, secondo quanto appreso, sono riusciti a farlo scendere, ma di fronte alla persistente aggressività sono stati costretti a immobilizzarlo a terra.
L’arresto cardiaco
Durante queste fasi, la situazione è precipitata improvvisamente e l’uomo è andato in crisi respiratoria e quindi in arresto cardiocircolatorio. Un residente lo sente urlare "no”, “aiuto” e “basta”. Appena capita la gravità di quanto era avvenuto, i carabinieri hanno utilizzato il defibrillatore semiautomatico in dotazione, prima del trasporto d’urgenza all’ospedale Maggiore di Lodi in codice rosso.
Il ricovero e il decesso
Il ricovero in terapia intensiva non è bastato però a salvare il 39enne: ieri mattina i medici ne hanno dichiarato il decesso. La Procura di Lodi ha aperto un fascicolo per chiarire l’esatta catena degli eventi e ha disposto l’autopsia per determinare le cause precise della morte: saranno valutati il ruolo dei traumi riportati nella caduta, l’eventuale assunzione di sostanze e l’impatto che possono avere avuto le manovre di contenzione fisica. Le forze dell’ordine intervenute sono state sentite dalla Procura e saranno ascoltate le chiamate arrivate al 112.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 ottobre 2026, 22:06







