Doppia Curva, Luca Lucci assolto dall'accusa del tentato omicidio di Anghinelli. Ridotta la pena ai 9 ultrà finiti nella maxi inchiesta
Per i giudici della Corte di Appello di Milano, l’ex capo della tifoseria organizzata milanista non è il mandante dell’agguato. A scagionarlo del suo vice Cataldo. Dovrà comunque scontare otto anni di carcere

Milano, 13 ottobre 2026 – È stato assolto dall’accusa di essere il mandante del tentato omicidio dell’ultrà Enzo Anghinelli – ferito alla testa in un agguato avvenuto nel 2019 in via Cafore – l’ex capo Curva Sud Milano, Luca Lucci, che dovrà scontare solo 8 anni di carcere per associazione per delinquere.
I giudici della Corte di appello di Milano non solo lo hanno assolto con la formula di non aver commesso il fatto, ma hanno anche ridotto la pena di Lucci e degli altri 8 imputati per effetto del concordato tra le parti, ossia un patteggiamento in secondo grado. Per Lucci pena ridotta a 8 anni di reclusione, rispetto ai 10 della sentenza di primo grado.
L’ex capo ultrà della Sud milanista era finoto a processo, assieme ad altri 8, nell’ambito del filone principale della maxi inchiesta “Doppia Curva”, che nel settembre 2024 portò ad arresti di capi e sodali delle curve di San Siro.
Sono stati accolti “tutti i concordati proposti negli interessi degli imputati". Il collegio ha dato il via libera ai concordati con pene tra i 2 e i 4 anni anche per altri esponenti del direttivo del tifo organizzato rossonero come Alessandro Sticco, Fabiano Capuzzo, Ciano Romano e Islam Hagag.
Per i giudici, non è Lucci il mandante
Per Lucci era stata chiesta una pena complessiva di 13 anni, 8 quella patteggiata, più 5 anni come richiesta per l'accusa di essere il mandante della tentata uccisione di Anghinelli. Da quest'ultima imputazione, dopo la condanna in primo grado – per complessivi 10 anni anche per l'associazione a delinquere – l'ex capo ultras è stato assolto oggi "per non aver commesso il fatto" dalla terza sezione penale d'appello. Da questa accusa si era difeso anche in appello nel merito, proclamandosi innocente.
È rimasta, dunque, la pena concordata tra la difesa e la sostituta pg Simonetta Bellaviti e il pm Paolo Storari, che comprendeva anche vecchie condanne in continuazione per fatti di droga. Nei mesi scorsi, tra l'altro, Lucci è anche stato condannato a 18 anni e 8 mesi per narcotraffico sempre a Milano.
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La confessione di Cataldo ha scagionato Lucci
Anche per Daniele Cataldo, ex vice di Lucci, i giudici hanno ratificato la pena concordata di 8 anni, che comprendeva in questo caso anche l'accusa di essere stato l'esecutore del tentato omicidio di sette anni fa. Proprio in un ultimo verbale depositato nel processo nei mesi scorsi, Cataldo ha confessato il suo ruolo nella tentata uccisione, ma ha escluso di fatto responsabilità di Lucci come mandante, indicando un'altra persona, morta, e dicendo di aver agito con un altro di cui, però, conosceva solo il soprannome.
Ridotte le pene anche agli altri imputati
Per Giuseppe Caminiti, l'unico dei nove imputati che non aveva proposto un concordato, la pena in secondo grado è scesa a 4 anni e 2 mesi, perché è stato assolto per due capi di imputazione, tra cui il concorso nell'associazione per delinquere.
I giudici hanno anche ratificato i concordati per gli altri sei imputati: per Alessandro Sticco – anche lui ancora detenuto come Lucci – ad una pena di 3 anni e 10 mesi, mentre per Islam Hagag a 2 anni e 10 mesi.
Tra gli imputati anche altri ultras, tra interisti (hanno anche l'aggravante mafiosa nell'associazione per delinquere) e milanisti: Renato Bosetti, Fabiano Capuzzo, Luciano Romano e Matteo Norrito. Per loro accolti i concordati a pene attorno o di poco superiori ai 3 anni. "Siamo soddisfatti per l'assoluzione dal tentato omicidio”, ha spiegato l'avvocato Jacopo Cappetta, legale, tra gli altri, di Lucci.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 18:55







