In trappola per 27 ore. Luca salvato dalla catena umana. Poi l’applauso: lo speleologo è vivo
L’allarme dato dalla compagna del 31enne, scampata per un soffio alla frana. L’uomo tirato fuori da una grotta a Nuoro: cento soccorritori all’opera.

di Ilaria Vallerini
"Quando lo abbiamo raggiunto è stata una scarica di adrenalina. Era molto affaticato. Ma vivo". Una catena di mani ha scavato senza sosta, per ventisette ore, guidata dalla flebile voce dello speleologo sardo Luca Olmetto, 31 anni, rimasto intrappolato a dieci metri di profondità nella grotta di Gorropeddu a Urzulei, in Sardegna. A raccontare quelle ore infinite è Francesco Giordano, ispettore dei vigili del fuoco, con l’emozione nella voce. Ieri, nel tardo pomeriggio, Luca è stato finalmente estratto vivo dal cunicolo dove è rimasto bloccato nella giornata di domenica, a seguito di una frana che lo ha investito mentre esplorava la cavità scoperta di recente. A dare l’allarme è stata la compagna di Olmetto, che miracolosamente è riuscita a scampare alla frana. Dopo ore di grande apprensione, l’uomo – ferito ma vivo e cosciente – è stato liberato, accolto da un lunghissimo applauso. Poi è stato trasportato in elisoccorso in ospedale.
Massiccio il dispiegamento di forze. Un centinaio di persone tra operatori del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e vigili del fuoco ha lavorato incessantemente. Sono intervenute anche la squadra del distaccamento di Tortolì, quelle Speleo alpino fluviali (Saf) del comando di Nuoro e 16 unità Usar Medium elitrasportate a Gorropeddu dall’Aeronautica militare di Decimomannu. È stato anche allestito in prossimità del luogo un posto di Comando avanzato per il coordinamento delle operazioni. I soccorritori hanno operato liberando manualmente dai massi l’ingresso della cavità fino a raggiungere il cunicolo. Un lavoro ad alto rischio, con il pericolo concreto che da un momento all’altro potesse verificarsi un nuovo crollo, in un anfratto con uno spazio ristretto e caratterizzato da condizioni di forte instabilità.
Procedendo con lo scavo e la rimozione del materiale, i soccorritori hanno dovuto provvedere al consolidamento delle pareti mediante il posizionamento di tavole di contenimento, per evitare ulteriori cedimenti e consentire l’avanzamento in condizioni di maggiore sicurezza. "Nel tardo pomeriggio siamo riusciti a stabilire un contatto con Olmetto e a valutare che era vigile – spiega l’ingegner Giordano, ispettore del comando dei vigili del fuoco di Nuoro –. Abbiamo mantenuto comunicazioni brevi che sono state necessarie per comprendere la posizione in cui si trovava. È stato un grande lavoro di squadra nel quadro di un intervento complesso e rischioso, consapevoli di stare operando in un ambiente ostile. Abbiamo lavorato sotto il costante monitoraggio dei medici del Cnsas".
Una volta completate le operazioni di disostruzione, i sanitari hanno stabilizzato l’infortunato e lo hanno preparato per l’evacuazione dalla cavità. Olmetto è stato quindi estratto dalla grotta e affidato alle squadre sanitarie presenti all’esterno. Un momento culminato in un lungo applauso che ha sciolto la tensione accumulata nel corso delle ore. Ultimate le operazioni di stabilizzazione, il 31enne è stato trasferito con l’elicottero dell’Areus in ospedale per gli accertamenti e le cure.
Ultimo aggiornamento: Martedì 13 ottobre 2026, 05:39





