“I bambini allergici non devono sentirsi diversi: nasce un’associazione in memoria della mia piccola Martina”
Valentina Santini è la mamma della bambina di 9 anni morta a dicembre 2024 dopo aver mangiato un piatto di gnocchi al ristorante. Ha fondato l’associazione Koala per onorare la memoria della figlioletta, “perché lei era proprio così, abbracciava tutti. Bisogna diffondere cultura sulle allergie, anche nelle scuole”

Roma, 22 settembre 2026 - Nessuna bambina allergica deve più soffrire come Martina, “sentirsi esclusa o diversa a scuola, quando si decidono le gite nelle fattorie didattiche o si organizzano le feste di compleanno”. Partendo da qui Valentina Santini, la mamma della bambina di 9 anni morta a dicembre 2024 dopo aver mangiato un piatto di gnocchi al ristorante, ha fondato l’associazione Koala, “il nome vuole ricordare gli abbracci che lei regalava sempre a tutti”.

Koala, un’associazione per Martina
“La spinta è arrivata da mia madre Franca – si racconta Valentina -. Lei la voleva fortemente. Fino ad oggi non sono stata pronta, adesso questo mi sembra il modo giusto per raccontare la nostra bambina, che aveva uno slancio particolare, era sempre disponibile ad aiutare gli altri”.
C’è questa immagine dell’abbraccio a definire la piccola Martina, “le compagne di danza mi hanno regalato un grande cartellone con i loro messaggi, mi hanno raccontato che nei momenti di difficoltà le bambine si rivolgevano a lei, che sollevava il morale a tutti, dicendo frasi buffe per strappare un sorriso, quando ti vedeva preoccupato ti abbracciava”.
La cosa più importante che ha in mente, rivela, “è quella di organizzare corsi educativi per l’inclusione sociale nelle scuole, nei gruppi sportivi, a catechismo. Perché è urgente educare i bambini a non escludere, ad accogliere tutte le differenze. Un progetto molto impegnativo, avremo bisogno di essere affiancati da uno psicologo”.

Fare cultura sulle allergie
Leggi anche
Per ora sono partite le pagine social su Facebook e su Instagram, la presentazione ufficiale è in calendario nella prima settimana di ottobre. “Perché un altro obiettivo dell’associazione – spiega Valentina – è quello di creare eventi, portare un sorriso ai piccoli negli ospedali, organizzare laboratori con corsi di pittura per realizzare oggetti da vendere nei mercatini, con il ricavato aiutare i bambini delle case famiglia”.
Ma c’è anche tanto bisogno, sottolinea la mamma di Martina, “di fare cultura sulle allergie”. Si sa davvero poco e si continua a considerare quella parola – quella condizione – un sinonimo di “intolleranza”. Invece parliamo di cose completamente diverse.
A scuola la famiglia della bimba ha sempre testimoniato di non aver mai trovato grande comprensione. Per questo Valentina confida di provare ancora rabbia, oggi. La voce s’incrina nel pianto: “Perché Martina è andata via sentendosi esclusa”. Mai più, ripete a se stessa.

A questo link le info sull’associazione Koala
La scuola e i bambini allergici
Ecco: come dovrebbe essere accolta dalla scuola una bambina allergica? “Si dovrebbero evitare le feste di compleanno – ragiona Valentina -. Si dovrebbero approfondire i problemi alimentari, spiegando bene come usare le precauzioni giuste per non danneggiare i compagni senza però evitare di interagire con loro. Anche quando si organizzano le gite bisogna pensarci bene. Perché i problemi alimentari sono sempre più frequenti”.
E si commuove ancora, pensando che la forza per fare questo scatto – trasformare il dolore in solidarietà – le è arrivata dalla mamma Franca ma anche dalla sua bambina, “che se avesse avuto la possibilità di crescere, avrebbe fatto del bene. Noi stiamo cercando di onorare il suo ricordo”.
Ultimo aggiornamento: Martedì 22 settembre 2026, 21:02









