Il Btp Valore torna a ottobre e “raddoppia”. I rendimenti del decennale sono al 4,5%
Da lunedì 19 a venerdì 23 l’emissione dei nuovi Btp Valore e Btp Valore Insieme in un momento in cui le tensioni sui tassi ci sono forti pressioni che potrebbero influenzare i rendimenti minimi

Roma, 25 settembre 2025 – Tornano i Btp Valore e i Btp Valore Insieme, e lo fanno in un momento “complesso” per il mercato e i rendimenti dei Btp decennali che in questi giorni sono superiori al 4%. Un fattore che inevitabilmente inciderà anche sui tassi minimi delle emissione che avverrà a ottobre.
Torna il Btp Valore
Il Ministero dell'economia annuncia infatti una nuova duplice emissione del Btp Valore da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata. Per la prima volta, sottolinea il Mef, saranno offerti contemporaneamente due Btp Valore diversi che potranno essere acquistati sia alternativamente che congiuntamente.
Il Btp Valore e il Btp Valore Insieme
Il primo è il Btp Valore con durata 5 anni e cedole pagate ogni tre mesi crescenti nel tempo, secondo un profilo che verrà reso noto prima dell'emissione. Il secondo è il Btp Valore Insieme, sempre con durata 5 anni, ma con cedola unica corrisposta al risparmiatore alla data di scadenza del titolo.
I tassi minimi garantiti
I tassi cedolari minimi garantiti relativi ai due titoli collocati in questa nuova emissione, nonché gli Isin che identificheranno i due distinti Btp Valore, saranno comunicati venerdì 16 ottobre. Al termine del collocamento, specifica il Mef, i tassi minimi comunicati potranno essere confermati oppure rivisti al rialzo, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.

Rendimenti uguali ma cedole e tempi diversi
I due Btp Valore, pur se diversi sul piano della frequenza dei pagamenti cedolari, offriranno all'emissione rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario. Come per le precedenti emissioni, entrambi i titoli potranno essere acquistati esclusivamente dai piccoli risparmiatori attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all'ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli.
Investimento minimo
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L'investimento potrà partire, per ciascuno dei titoli emessi, da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l'ammontare richiesto. I titoli saranno collocati alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e dovuti alla propria banca laddove presenti. Anche il rimborso avverrà alla pari, in un'unica soluzione alla scadenza.
Tassazione agevolata e Isee
Prevista la consueta tassazione agevolata per tutti i buoni del Tesoro al 12,5%, l'esenzione dalle imposte di successione, nonché l'esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato. Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma Mot (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite due banche dealer, Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A. e due banche co-dealer, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Banco BPM S.p.A.
Le previsioni sui rendimenti minimi
Difficile fare ora una previsione esatta di quelli che saranno i rendimenti minimi. Di certo, come detto, inciderà l’attuale situazione che vede i rendimenti dei Btp decennali in rialzo, sopra il 4% (oggi al 4,5% in leggero calo rispetto ieri). Tassi che risentono della situazione internazionale con la possibilità che, a causa dell’inflazione in crescita, la Bce proceda a nuovi aumenti del costo del denaro. Sui Btp italiani pesano (anche) i tremori che arrivano dal mercato obbligazionario, coi treasury Usa a livelli d'allarme, che trascinano gli spread europei.

L’impatto sul debito pubblico
Una questione che rischia (nei giorni in cui si è tanto discusso in merito alla mancata uscita dalla procedura d’infrazione Ue) di pesare anche sul debito italiano. “Con un debito attorno al 138% del Pil e una durata media dei titoli di circa sette anni, la risalita di 50-60 punti base dei rendimenti dei titoli di Stato italiani aggiunge circa 2 miliardi di euro di maggiori interessi il primo anno, per poi crescere via via che il debito viene rifinanziato”, stima Prometeia nel suo ultimo rapporto sull'economia italiana.
Lo scenario Prometeia incorpora infatti un'espansione del bilancio pubblico che porterà il disavanzo al 3,2% del Pil nel 2027. La stima sottende sgravi che ridurrebbero nel complesso di circa 0,2 punti percentuali la pressione fiscale delle famiglie, l'incremento di alcune prestazioni sociali e un rafforzamento degli interventi a favore della transizione energetica, nell'ipotesi che potranno avvalersi già dal 2027 della flessibilità prevista dalla Commissione europea. Gli interventi proseguiranno negli anni successivi - con impatto netto stimato di circa 0,3 punti di Pil sul deficit - ma dovranno fare i conti con vincoli di bilancio sempre più stringenti.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 settembre 2026, 10:10



