Carburanti: il tetto ai prezzi di Eni, la “moral suasion” di Palazzo Chigi, la speranza di un effetto emulazione. Cosa faranno le altre compagnie?
Il Cane a sei zampe annuncia un price cap di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 per la benzina dal 28 settembre. Palazzo Chigi: atto lodevole. Tajani: spero che altri seguano

Roma, 25 settembre 2026 - Alla fine ci pensa il ‘Cane a sei zampe’ a metterci una pezza. Mentre il caro carburanti non accenna a placarsi, Eni annuncia un price cap di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro al litro per la benzina, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali. La misura, comunicata dalla multinazionale degli idrocarburi, entrerà in vigore dal 28 settembre e resterà valida per un primo periodo di 30 giorni, con la possibilità di un'estensione fino a fine anno "in funzione dell'andamento del mercato e degli approvvigionamenti".
Il tetto, precisa Eni, è "correlato all'agevolazione fiscale sulle accise in vigore" e rappresenta un "nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela", che si aggiunge alle iniziative già avviate dalla società dallo scorso marzo, quando aveva scelto di ribaltare solo in parte sui prezzi consigliati l'aumento delle quotazioni internazionali, "assorbendone così una parte significativa".

Il plauso del governo
La decisione del colosso petrolifero raccoglie subito il ringraziamento dell'esecutivo.
Palazzo Chigi parla di un "lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane". Fonti di governo, interpellate dall'Adnkronos, rivelano che l'esecutivo si sarebbe mosso "da tempo" su questo fronte, esercitando quella che viene definita - con tutte le cautele del caso - una sorta di moral suasion nei confronti dell'azienda guidata dall'amministratore delegato Claudio Descalzi.
"Era una delle carte che avevamo a disposizione per provare a calmierare il prezzo dei carburanti", spiegano le stesse fonti. "Alla fine, Eni ha accettato". Il governo rivendica così una strategia "a doppia tenaglia": da un lato la misura sul bollo auto, che diventerà strutturale con la prossima manovra finanziaria; dall'altro il blocco del prezzo dei carburanti. "Più di così non si poteva fare. E non è stato affatto facile", sottolineano le fonti.
Una decisione che arriva dopo mesi di contatti serrati tra la premier e l’ad di Eni Claudio Descalzi, che hanno avuto rapporti ottimi sin dalla nascita del governo di centrodestra.

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Ora effetto emulazione?
Ora la speranza è che si generi un effetto emulazione nelle altre compagnie, così da poter assicurare una boccata di ossigeno ai consumatori, alle prese con i prezzi della benzina alle stelle da mesi. Se così non fosse, dovremo ragionevolmente aspettarci un assalto alle stazioni di servizio Eni.
L’altra conseguenza è che si allontana lo spauracchio della tassazione degli extraprofitti, ipotesi che per un colosso come Eni avrebbe avuto un effetto pesantissimo.
Tajani: spero che altri seguano
L’effetto emulazione è anche l’auspicio del ministro Tajani. "Mi auguro che altre compagnie seguino Eni. La scelta di mettere un tetto al prezzo dell'energia è la scelta più giusta e dimostra che con il dialogo e il coinvolgimento si ottiene molto di più che con una visione dirigista e statalista. Ha vinto la linea che io avevo suggerito: non tasse, ma coinvolgimento", ha rivendicato il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, a margine della sua visita al "Villaggio della legalità" a Roma. "Di questo sono molto soddisfatto perché ha vinto la linea di Forza Italia - ha proseguito Tajani -. Così come il primo intervento aiutò a coprire i costi del taglio delle accise, oggi si dà un altro segnale. Mi auguro che tutte le altre compagnie seguano l'esempio dell'Eni perché il modo migliore per far funzionare le cose è il dialogo. In questo modo non si spaventano i mercati e si coinvolge il mondo imprenditoriale in una strategia per la crescita: insieme, il governo e le imprese private possono dare risposte concrete ai cittadini".
Oggi scatta il taglio dello sconto fiscale sul gasolio
In attesa delle decisioni delle altre compagnie petrolifere, oggi scatta il taglio dello sconto fiscale sul gasolio da 12,2 a 6,1 centesimi al litro spingendo verso l'alto il costo del diesel. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna - sabato 26 settembre 2026 - il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,158 euro/l per la benzina e 2,357 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,252 e/l per la benzina e 2,439 e/l per il gasolio.
Adoc: le altre compagnie seguano l’esempio di Eni
"Ci sorprende il tempismo con cui Eni mette in campo l'iniziativa, forse per testimoniare che qualcosa si può fare, proprio in contemporanea con il dibattito sugli extraprofitti delle compagnie e società petrolifere. E siamo rammaricati che sia il privato, anche se partecipato dallo Stato, a prendere iniziativa mentre continuiamo a sostenere che lavoratori, famiglie e cittadini chiedono strumenti strutturali. Ci auguriamo che l'esempio dell'Eni sia seguito da altre compagnie. Per noi è tempo di pensare ad una vera riforma del mercato energetico italiano. Come Associazione vigileremo, come stiamo facendo da mesi, sul caro-carburanti e caro-energia", è l’appello del vice presidente nazionale Adoc, Alessandro Cafagna, intervenendo al Congresso regionale dell'Associazione Difesa Orientamenti Consumatori.
Ultimo aggiornamento: Sabato 26 settembre 2026, 16:52


