Camionisti in Italia, sempre più stranieri. Anita Confindustria: “Ecco quanto guadagnano. Ma il problema non è lo stipendio”
Giuseppina Della Pepa, segretario generale dell’associazione: “Ne mancano 20mila. Pesa di più la qualità della vita rispetto allo stipendio. Dopo l’estate, in tanti non tornano dalle ferie. Bisogna semplificare le norme, anche per la Cqc”

Roma, 1 luglio 2026 - Camion fermi nei piazzali delle aziende, “perché mancano gli autisti”. E questo nonostante l’aiuto corposo dei camionisti stranieri “che oggi in Italia sono quasi otto su dieci, anche se poi al Sud i numeri cambiano, in quella parte del Paese gli italiani sono ancora attratti da questo mestiere, soprattutto per lo stipendio”.
Giuseppina Della Pepa, segretario generale Anita Confindustria (Associazione nazionale imprese trasporti automobilistici), parla con la competenza di una vita del settore che muove la nostra economia ma che si è inceppato. In Italia, è la stima delle associazioni di categoria, mancano 20mila camionisti. Numero che si somma alla carenza di autisti di bus, lì siamo a meno 10mila.
La curiosità di partenza è inevitabile. Che risposta si dà alla domanda: perché nessuno vuol più fare questo mestiere?
“Le motivazioni sono diverse. Intanto il settore è poco attrattivo, non è stato capace negli anni di sapersi raccontare per il valore aggiunto che rappresenta e crea per la collettività, per il Paese. Così non è stato tanto valorizzato e di conseguenza via via è stato un po' messo tra le ultime scelte”.

Cosa serve prima di tutto per fare il camionista?
“Non c'è dubbio che bisogna avere di base tanta passione, un po’ come succede per tutti i mestieri”.
Come si riparte?
“Sicuramente è ancora necessario migliorare le condizioni di lavoro. Faccio un esempio: oggi le aree di sosta per gli autisti continuano ad essere poche e poco attrezzate per i momenti di ristoro. E aggiungo che nella scarsa attrattività di questa occupazione, conta sicuramente la necessità di rimanere fuori di casa per giorni”.
Lo stipendio, invece?
“Leggo che si fa quel riferimento ma noi non lo mettiamo in cima alla lista dei motivi. Teniamo conto che parliamo comunque di operai. Che possono portare a casa fra i 3mila e i 3.500 euro netti, se fanno i trasporti nazionali. Perché poi si aggiungono le trasferte all’estero, che prevedono compensi sicuramente più elevati”.
Tra stipendio e mancanza di tempo libero cosa mette prima?
“Sicuramente conta di più la qualità della vita”.
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L’Iru ci ha appena detto che a livello mondiale mancano quasi 3 milioni di camionisti.
“E dobbiamo anche ricordare che l’età anagrafica media è elevata, siamo sui 54-56 anni, quindi in tanti si avviano verso l’età della pensione. C’è anche un problema di turn over”.
Chi è il camionista oggi?
“Intanto bisogna migliorare la percezione del settore, far capire che non è quello di vent'anni fa, stereotipato, in canottiera. Oggi è cambiato completamente il mondo, i mezzi sono moderni, tecnologicamente avanzati come le nostre vetture. Ci sono tutta una serie di tecnologie che agevolano anche questo tipo di attività. Aiuterebbe molto aumentare la sicurezza delle strade. Probabilmente convinceremmo qualcuno in più”.
Proprio su questo: i camionisti sono spesso al centro degli incidenti mortali. A suo giudizio, c’è un problema di formazione? Vede peggiorata la capacità di guida?
“No, anzi è esattamente il contrario, sono aumentate le occasioni di formazione obbligatoria”.
Però, per dire, la Slovenia garantisce la Cqc (Carta di qualificazione del conducente) in 3 giorni, in Italia servono mesi.
“Ma forse dobbiamo chiederci se invece non occorra semplificare le norme da noi, per far sì che queste persone prendano la Carta qui. Attenzione, semplificare non significa secondo noi mancanza di sicurezza. Rappresentiamo aziende con centinaia di dipendenti autisti e la sicurezza è un valore di base”.

Si può stimare in euro il danno di merci non consegnate per mancanza di autisti?
“No, questo dato non c’è. Ma le imprese ci stanno dicendo che i camion restano fermi nei piazzali per mancanza di personale. E il problema ogni anno si presenta soprattutto dopo l’estate”.
Perché?
“Molti autisti stranieri che sono rientrati a casa per le ferie non tornano più”.
Ultimo aggiornamento: Sabato 10 ottobre 2026, 16:13



