Pensioni, Durigon scommette su Quota 64: "Favorirà il ricambio generazionale"
Il sottosegretario leghista al Lavoro: costruiamo con Giorgetti un percorso di maggiore flessibilità in uscita. "Sul caro energia cerchiamo una soluzione condivisa con le compagnie. E anche le banche collaborino"

Roma, 11 ottobre 2026 – "Stiamo lavorando insieme a Giorgia Meloni e agli altri alleati per costruire una manovra di ampio respiro – anticipa il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon –. Come Lega abbiamo portato al tavolo l’innalzamento della flat tax fino a 100mila euro, la flessibilità in uscita dal lavoro e misure per i giovani. Dobbiamo favorire il ricambio generazionale, anche in vista dei cambiamenti che arriveranno con l’intelligenza artificiale. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 63%, un risultato mai visto in Italia, ma ancora lontano dalla media europea, superiore al 70%. E poi dobbiamo dare risposte alle emergenze, a partire dal caro energia".
Salvini chiede un contributo di almeno 5 miliardi a banche e assicurazioni. Ma nella maggioranza non tutti sono d’accordo, a partire da Forza Italia. Si aspetta uno scontro?
"Mi aspetto senso di responsabilità. Anche a me non piace la parola extraprofitti, ma queste società hanno realizzato negli ultimi anni utili molto importanti. È giusto sedersi intorno a un tavolo per capire quale contributo possano dare. Tutti devono sentirsi partecipi di questo momento storico, segnato da una guerra che alimenta il caro energia. Mi aspetto collaborazione anche dalle banche, che hanno guadagnato miliardi e miliardi. Non credo che possa essere un problema".
Dopo il tetto ai carburanti, chiedete un intervento analogo anche per luce e gas?
"C’è già un dialogo. Penso a società come Enel ed Eni. Credo che si possa trovare una soluzione condivisa, che non sia una repressione ma una risposta alle esigenze del Paese. Penso a un tetto con tariffe aggiornate, che possano cambiare in relazione all’andamento del mercato".
Passiamo al capitolo pensioni. Dal 2027 resta da neutralizzare un mese di aumento dei requisiti. Ci sono le risorse?
"Stiamo costruendo insieme a Giorgetti un percorso di maggiore flessibilità in uscita. Abbiamo già coperto due mesi e resta quest’ultimo. Credo che la possibilità di andare in pensione a 64 anni possa dare una risposta importante, favorendo anche il ricambio generazionale. Inoltre consente di superare una “furbizia“ creata dalla legge Fornero. Si è data la possibilità di uscire a 64 anni a chi aveva cominciato a lavorare dopo il 1996, sapendo che all’epoca nessuno avrebbe potuto utilizzare quella norma. Le stime parlano di circa 87mila possibili pensionamenti aggiuntivi nel primo anno, ma si tratta di una scelta individuale".
Ma con quali risorse? La spesa pensionistica italiana, ad esempio, è molto superiore rispetto a quella francese…
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"Si continua a ragionare sulla spesa lorda, dimenticando che una parte consistente torna allo Stato attraverso le tasse, 86 miliardi su 326. In Francia la tassazione media delle pensioni è dell’8%, in Italia del 20%. Se considerassimo questo differenziale, il confronto tra i due sistemi sarebbe molto diverso, con 47 miliardi in meno rispetto al calcolo sul Pil. È un tema che i tecnici dovrebbero affrontare".
Per i giovani proponete una tassazione agevolata al 5%.
"Abbiamo già depositato in Parlamento una proposta della Lega, presentata con conferenza stampa alla presenza di Salvini, che prevede una tassazione al 5% per i primi cinque anni. Vogliamo dare ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro in Italia, anche attraverso il piano casa. Non possiamo lamentarci dell’invecchiamento della popolazione e poi lasciare che i nostri ragazzi vadano all’estero".
Sul fronte delle imprese puntate anche all’estensione della Zes?
"Vogliamo ampliare gli strumenti di agevolazione degli investimenti e portare la Zes in tutta Italia. Casomai provando a lavorare sull’Ires. Dobbiamo aiutare il sistema produttivo a investire e a diventare più efficiente".
Bruxelles frena sulle richieste italiane di maggiore flessibilità.
"Giorgetti sta facendo un grande lavoro e porterà la questione all’Ecofin. Sono ottimista sulla possibilità di ottenere qualche decimale in più di flessibilità. L’Europa continua ad avere due binari: Paesi di serie A e Paesi di serie B. Quando è la Francia a chiedere qualcosa, ottiene più facilmente risposte. Non possiamo farci fermare dallo spread".
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 19:59


