ISS, via libera ai soci di Mediobanca: "Votate per la fusione con Mps"
Arriva il giudizio del proxy advisor sul piano di integrazione. "Non compromessa l’offerta di Intesa". Una piccola vittoria dell’ad Lovaglio, ma i suoi margini di manovra per opporsi all’Opas sono ormai quasi nulli

Milano, 11 ottobre 2026 – Mentre non si placano i rumor su una possibile mossa di Unicredit su Banca Generali, il week end del risiko bancario è caratterizzato da un’altra notizia che arriva dagli Stati Uniti, precisamente dal Maryland, dove ha sede il numero uno al mondo dei proxy advisor: ISS, Institutional Shareholder Services. Ebbene, la società che fornisce indicazioni di voto agli investitori istituzionali nelle assemblee societarie ha invitato gli azionisti di Mediobanca ad approvare la fusione con Mps in prossimità dell’assise del 29 ottobre che si terrà contestualmente a quella di Mps. La decisione si può considerare una piccola vittoria per l’ad del Monte, Luigi Lovaglio, sebbene i suoi margini di manovra per opporsi all’avanzata di Intesa Sanpaolo siano ormai quasi nulli anche in considerazione dello stop opposto dal Crédit Agricole al matrimonio di Banco Bpm con Siena (su questo punto la banca milanese ha convocato un cda per martedì).
Intanto, è attesa a breve l’indicazione di voto da ISS anche per gli azionisti di Mps e, almeno in linea teorica, non si dovrebbe discostare dal si alla fusione. Nel capitale del Monte, i fondi d’investimento pesano per circa il 45-50 per cento, percentuale che sarebbe comunque insufficiente a fare passare l’integrazione con Mediobanca a meno che non votassero a favore anche Delfin e Benetton, considerato che gli impegni che hanno assunto con Intesa, nel sostenere la sua offerta su Siena, non riguardano questo preciso punto all’ordine del giorno.
Al momento, però, l’ipotesi di voto disgiunto da parte dei grandi soci appare remota e sarebbe oggettivamente contraddittoria. Anche cosa decideranno di fare fondi di investimento come Blackrock, Norges, Vanguard, Marshall ed Eurizon, che sono presenti sia nel capitale di Siena che in quello di Piazzetta Cuccia, non è scontato sebbene per prassi internazionale questi tendano ad allinearsi alle indicazioni dei proxy. Blackrock, per esempio, è altresì uno dei maggiori azionisti della banca guidata da Carlo Messina.
L’unica certezza è che ISS considera la proposta di fusione "sostenuta da una valida logica strategica e, nel complesso, merita di essere appoggiata", anche considerando il contesto dell’offerta di Intesa su Siena. C’è da dire che l’integrazione Mps-Mediobanca non è solo il punto di partenza del piano di Lovaglio, è anche di un passaggio auspicato dai regolatori europei nei casi in cui una banca conquista la stragrande maggioranza di un’altra banca com’è accaduto quando Siena ha scalato Piazzetta Cuccia raggiungendo oltre l’86 per cento del capitale. Ad ogni modo, ISS ricorda agli investitori che Intesa ha espresso l’auspicio che gli azionisti del Monte non approvino tale fusione sostenendo che l’operazione potrebbe essere realizzata in modo più efficiente a seguito del completamento della sua offerta riducendo così i rischi legati all’integrazione dei sistemi informatici, alle operazioni e a potenziali duplicazioni di costi.
D’altra parte, sostiene ISS, la fusione rappresenterebbe un passo in avanti verso la piena realizzazione delle sinergie promesse da Lovaglio quando ha convinto il mercato a votare a favore dell’Opas del Monte su Mediobanca. Il verdetto sta nelle conclusioni di ISS in cui sottolinea che "la fusione proposta non sembra, di per sé, compromettere l’offerta di Intesa".
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 18:48

