L’americanista Del Pero: “Trump si sente in missione. E la brutalità è legittimata”
Lo storico: Onu e Cpi sono l’antitesi dell’occidentalismo del tycoon

Roma, 11 ottobre 2026 – Mario Del Pero,professore di Storia Internazionale e degli Stati Uniti a SciencesPo, le recenti prese di posizione di Trump e Rubio destano preoccupazione. Qual è l’obiettivo dell’amministrazione Usa?
“Ci vedo la volontà di rilanciare i codici della politica estera e di sicurezza di Trump, ben delineati nel discorso quasi surreale di Marco Rubio ad Atene. Codici di un occidentalismo cristiano quasi ottocentesco, imperiale, suprematista, che avrebbe trovato in Donald Trump il suo profeta e nei leader della destra radicale, in America Latina come in Europa, i discepoli”.
Come si inseriscono in tale scenario gli attacchi alla Cpi e all’Onu?
“Le istituzioni internazionali come l’Onu, globaliste, universaliste, fondate sull’assunto fittizio ma fondamentale dell’eguaglianza tra tutti gli attori dell’ordine internazionale, sono l’antitesi dell’occidentalismo di Trump. Facendosi portatori di una missione occidentale gli Usa si sentono legittimati all’uso della violenza sproporzionata e della brutalità senza essere soggetti al diritto di guerra e alle sanzioni. Purtroppo siamo entrati dentro a una barbarie in cui trova una sua ragion d’essere anche la fucilazione pubblica di un terrorista, peraltro musulmano”.

Ritiene che l’origine musulmana di Nidal Hasan abbia influito?
“Non è un aspetto marginale. Rispetto all’Occidente cristiano, l’altro è in primis musulmano. Il razzismo antiislamico trova legittimazione pubblica nelle posizioni di questa amministrazione. I nuovi curricula scolastici del Texas prevedono fortissimi contenuti islamofobi e antiislamici nei libri di testo di storia”.
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Dallo screditamento di Pillay e della Cpi alle minacce alla Norvegia, come legge la polemica di Trump sul Nobel?
“Dopo le ripetute auto candidature di Trump, assegnare il premio a un’idea di gestione delle relazioni internazionali basata sul primato del diritto di cui la Cpi e altri organismi sono l’incarnazione, credo sia stata, in una certa misura, una decisione deliberata di colpire Trump. E il presidente Usa ha reagito con gli schemi con cui agisce un autocrate, perché questo è, quantomeno nelle ambizioni”.
L’annuncio a sorpresa di un accordo con Putin sul gasolio si inserisce in una strategia pre-elettorale?
“Una mossa primariamente elettorale che mostra anche il disinteresse di Trump rispetto alla questione ucraina. Il diesel russo iniettato nei mercati non ha un effetto immediato, ma ha un impatto sulle aspettative. Credo che l’auspicio di Trump sia che il prezzo al gallone di diesel e benzina scenda in tempo utile per il primo martedì di novembre in cui si vota”.
Negli Usa stiamo assistendo a una deriva della democrazia?
“Sono stati abbattuti degli argini e ricostruirli sarà molto difficile. Ci stiamo abituando a un imbarbarimento del discorso pubblico e politico da parte del più importante leader del mondo. Il rischio è che la democrazia imploda in conseguenza di questa assuefazione collettiva”.
Ultimo aggiornamento: Domenica 11 ottobre 2026, 05:01








