Papa Leone a Lourdes incontra le vittime degli abusi. Ai malati: “Nessuna legge può togliere la vita”
Il pontefice torna su pedofilia, aborto e morte programmata. E rivolto alla Chiesa francese: “Negli ultimi anni ave te affrontato con determinazione la dolorosa piaga degli abusi sui minori. È opportuno proseguire, mantenendo la massima vigilanza”

Lourdes, 27 settembre 2026 – Abusi sessuali, aborto e morte programmata. Cambia il luogo, da Parigi papa Leone XIV si è spostato a Lourdes, ma non cambia la volontà di affrontare temi molto spinosi per la Chiesa.
Il metodo è sempre quello di mescolare attentamente l’equilibrio con la carità, per una compassione che si trasforma in responsabilità quando il Santo Padre ha incontrato sette vittime di violenza sessuale da parte di esponenti del clero francese.
La premessa è che nel 2021 una commissione autonoma ha accertato come dal 1950 al 2020 più di 300mila minori hanno subito un abuso in ambienti cattolici e che vi siano stati più tremila religiosi predatori. Dopo anni di “crudele indifferenza” questo rapporto ha scosso le coscienze tanto da avviare un programma di procedimenti canonici per i responsabili e di risarcimento per le vittime.

La direzione è quella giusta, ma per Prevost non bisogna abbassare la guardia. “Negli ultimi anni, avete affrontato con determinazione la dolorosa piaga degli abusi sui minori – ha riconosciuto Prevost parlando ai vescovi francesi – commessi da membri del clero o in ambito ecclesiale. Avete adottato misure coraggiose per rispondervi, attraverso l'ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un impegno deciso a favore di una cultura della prevenzione e della protezione contro tali crimini. Vi ringrazio per quanto avete fatto e so che alcuni momenti sono stati molto difficili per la vostra Conferenza. È opportuno proseguire lungo la strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza”.
Il “mea culpa” è proseguito anche durante la messa del mattino – “riconoscere i nostri errori è indispensabile per la crescita spirituale” – mentre nel pomeriggio, incontrando i malati arrivati al Santuario di Nostra Signora di Lourdes nella speranza di ottenere la guarigione, il pontefice ha allargato le sue considerazioni al valore supremo della vita. “Nessuna legge umana deve fare perdere a voi malati la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale. Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana. La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata”.
Delle sette persone incontrate dal Papa, solo 5 hanno deciso di rivelare la propria identità e tra esse vi è Bertrand Virieux, attivista ed ex vittima del sacerdote Bernard Preynat, condannato nel 2020 per abusi su giovani scout e deceduto nel 2024. L’incontro ha destato parecchie polemiche nei giorni scorsi, dato che alcune associazioni si sono sentite escluse. Prima dell’udienza, il gruppo convocato ha diramato una breve nota: “Avviare un dialogo non significa dare il nostro appoggio, essere ricevuti non significa rinunciare alle nostre richieste”.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 settembre 2026, 22:25







