Quarto atto della rivolta studentesca in Francia: scontri con la polizia a Parigi e Nantes. “Subito 10 miliardi o non ci fermiamo”
Tensioni e lacrimogeni anche a Piazza della Bastiglia. L’Unione studentesca annuncia una nuova mobilitazione per il 13, stasera il ministro Geffray annuncerà le “prime misure concrete”

Parigi, 8 ottobre 2026 – Tensioni a Piazza della Bastiglia a Parigi, dove migliaia di manifestanti hanno protestato anche oggi, nell’ambito dell’Atto IV della protesta studentesca in Francia. Si sono registrati anche degli scontri tra manifestanti e agenti. Le forze dell'ordine, riferiscono i media francesi, hanno caricato i manifestanti e utilizzato gas lacrimogeni per disperdere la folla, secondo un video diffuso dall'agenzia di stampa Clpress. “Gli agenti di polizia stanno facendo uso di granate lacrimogene per tenere a distanza le persone a rischio venuti a contatto”, indica la prefettura di polizia alla stampa.
Tutti gli accessi alla piazza sono temporaneamente bloccati da sbarramenti degli agenti Crs in tenuta antisommossa. “Lasciateci uscire!", gridano i giovani, secondo quanto riporta un giornalista sul posto. Una signora anziana, spazientita, si fa largo fino ai poliziotti. “Ci stanno chiudendo in una sacca”, le dice una ragazza, ma la signora prosegue per la sua strada. Secondo quanto scrive un reporter del quotidiano Le Figaro, gli agenti hanno ricevuto l'ordine di filtrare tutti gli accessi.
Oltre al corteo che si è concluso a Place de la Bastille, manifestazioni si sono svolte o sono in corso in diverse città della Francia. L'Unione degli Studenti ha indetto un raduno davanti alle prefetture della regione Ile-de-France per protestare contro la "violenza della polizia. A Lione e Marsiglia le manifestazioni si sono svolte pacificamente, con numerosi blocchi stradali e rari contatti tra studenti e polizia. Qualche scontro si è registrato a Nantes.
Il governo sta per annunciare “misure concrete”
Il ministro francese dell'Istruzione Edouard Geffray annuncerà le “prime misure concrete” per gli studenti delle scuole superiori questa sera, durante il telegiornale delle 20 su TF1: lo rende noto il governo mentre continuano le proteste in tutto il Paese. Il premeir Sébastien Lecornu e il ministro dell'Istruzione, Edouard Geffray, riferiscono le fonti a Matignon, "si sono coordinati, suddividendosi ruoli e interventi in merito alla situazione degli studenti". In questo contesto, aggiungono a Parigi, si "è deciso che il ministro dell'Istruzione parlerà stasera al tg delle 20" su TF1, per “annunciare prime misure concrete”.

“Dieci miliardi sul tavolo o non smetteremo”
“Finché non ci saranno 10 miliardi sul tavolo, non smetteremo di mobilitarci. Invito tutte e tutti a unirsi ancora più numerosi alla mobilitazione e a scendere in piazza martedì”, ha messo in guardia la portavoce dell'Union étudiante, Sabrine Kharbach, da Place de la Bastille. Gli studenti torneranno in piazza il 13 ottobre per una nuova giornata di mobilitazione nazionale. L'appello, si legge sul sito di Bfmtv, è stato lanciato dall'Union étudiante e subito sostenuto dall'Unef e da diversi sindacati dell'istruzione, tra cui Fsu, Cgt, Solidaires e Cfdt.
Sabrine Kharbach ha affermato che oltre il 90% delle università è attualmente interessato da blocchi e mobilitazioni studentesche e ha chiesto interventi concreti per migliorare le condizioni di studio.
La protesta coinvolge anche gli studenti delle scuole superiori. “Nessuna misura concreta. La mobilitazione continuerà e non molleremo”, ha detto il presidente dell'Union syndicale lycéenne, Ryad Rani, accusando il premier, Sébastien Lecornu, di non aver dato risposte alle loro richieste.
“Chiediamo uno sciopero di tutto il personale dell'istruzione pubblica e universitaria per martedì 13 ottobre", ha aggiunto Caroline Cheuvè, segretaria generale della Federazione Unificata dei Sindacati.

Il Ministero: “Il 96% delle scuole ha riaperto”
Oggi i manifestanti si sono arrampicati sulla base della Colonna di Luglio, hanno intonato la ‘Marsigliese’ e cori contro Macron, hanno acceso qualche fumogeno sotto l'occhio vigile degli agenti di sicurezza che hanno bloccato le strade principali che conducono alla piazza. Salvo qualche momento di tensione la manifestazione si è svolta senza incidenti.
Dopo i cortei e le proteste dei giorni scorsi la maggior parte delle scuole francesi ha riaperto, anche se restano blocchi stradali davanti a diverse scuole superiori e università. “Circa il 96% delle scuole è aperto" e 157 istituti superiori su 3.700 sono chius’, ha fatto sapere il Ministero dell'Istruzione nazionale.
Secondo le autorità francesi, nella regione dell'Ile-de-France, 145 scuole superiori sono state interessate da disordini, in una ventina si sono verificati episodi di violenza, scontri o vandalismo. Intanto il ministro dell'Istruzione Nazionale, Edouard Geffray, da Reims, dove si trovava in visita a una scuola superiore, ha annunciato la presentazione di un “piano di emergenza” per i supplenti, una delle misure più richieste dagli studenti.
Ieri il primo ministro Sèbastien Lecornu ha tentato di stemperare la situazione rivolgendosi agli studenti del liceo da Matignon, senza però annunciare misure concrete. Ha fatto riferimento alla “fine di ottobre” per “le prime decisioni”, perché “nessuno può rimanere indifferente alle ansie degli studenti”, ha aggiunto.
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 8 ottobre 2026, 18:35







