Rocca Calascio, Luce d’Abruzzo: la rinascita del borgo di Ladyhawke riparte dalla tessitura
Nel paese della celebre rocca dove è stato girato il film cult degli anni Ottanta, la comunità ha creato un’Accademia della Rigenerazione con un ricco programma di laboratori per artigiani, designer e costumisti, residenze artistiche e summer school

Calascio, in provincia dell'Aquila, è noto al mondo per la sua Rocca, set di film iconici come Ladyhawke, con una giovane Michelle Pfeiffer. Oggi, il paese abruzzese, sta scrivendo una nuova sceneggiatura, dove i protagonisti non sono le antiche pietre o i turisti in cerca dei richiami di un set, ma le persone che scelgono di viverci in modo creativo e partecipato.
Grazie a un finanziamento di 20 milioni di euro ottenuto nel 2022 tramite il bando Pnrr "Attrattività dei Borghi", l'amministrazione (guidata dal sindaco Paolo Baldi) ha avviato il progetto ‘Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo’. L'obiettivo è ambizioso: contrastare lo spopolamento non attraverso il turismo "mordi e fuggi", ma trasformando il borgo in un laboratorio permanente di innovazione sociale e culturale.
Prima di arrivare all'artigianato, il progetto ha già dato vita a eventi di grande richiamo comunitario. Tra questi spiccano il Calascio Innovation Playground, che ha portato nel borgo oltre 500 studenti delle scuole superiori per laboratori su creatività e tecnologia, e il Calascio Film Fest, che ha unito cinema e territorio attraverso residenze di scrittura e sonorizzazioni dal vivo. Anche le tradizioni sono state celebrate con Natal Calascio, un evento che ha illuminato il paese con installazioni artistiche e la riscoperta degli antichi mestieri.
L’Accademia della Rigenerazione

Ora, a partire da febbraio 2026, il focus si sposta su un'altra eccellenza: la tessitura. Calascio si prepara a diventare un hub per la lavorazione delle lane locali, la tintura naturale e il design sostenibile, intrecciando passato e futuro.
Il fulcro di questa strategia è l’Accademia della Rigenerazione, un sistema formativo diffuso pensato per creare nuove professionalità nelle aree interne. Non si tratta di una scuola unica, ma di un insieme di percorsi specializzati che affrontano temi diversi e complementari.
Accanto alla Scuola di Pastorizia, realizzata con Slow Food e Dream Italia per formare nuovi allevatori e tutelare la biodiversità, trovano spazio la Scuola di Turismo dedicata alla gestione sostenibile dei piccoli comuni e la Scuola di Musica, che porta nel borgo masterclass residenziali di pianoforte e canto. Dal 2026, un ruolo centrale è assunto dalla Scuola di Tessitura, denominata Istós.
Istós, intrecci di memoria e futuro

Il nome Istós deriva dal greco antico e richiama l’idea di tessuto, tela, rete. La scuola nasce su iniziativa della Fondazione Arte della Seta Lisio insieme a partner come Chiu Tessitura, Lamantera, Iuno e Solido, con l’obiettivo di preservare e innovare radicalmente l’arte della tessitura artigianale. Al centro vi è la valorizzazione delle lane delle razze ovine locali, spesso considerate uno scarto, che qui diventano materia prima preziosa e identitaria. di un hub produttivo e culturale fondato sulla filiera corta, sull’economia circolare, sul recupero di macchinari storici e sul riuso creativo dei manufatti.
Dalla tintura naturale alla maglieria di montagna
L’offerta formativa si rivolge ad artigiani, designer, costumisti, restauratori e ricercatori. I corsi spaziano dalla tintura naturale alla maglieria di montagna, dalla sartoria contemporanea realizzata con tessuti manuali fino allo studio e al restauro di abiti storici. Un percorso che unisce la manualità alle tecnologie per la moda circolare, con l’obiettivo di formare figure capaci di coniugare tradizione e innovazione.
Un elemento distintivo è rappresentato dalle residenze artistiche su invito, curate in collaborazione con il centro di ricerca Iuno. Per due settimane, in coincidenza con i corsi estivi, artisti che già lavorano con la tessitura e artisti visivi interessati a sperimentarla danno vita a incontri pubblici e presentazioni aperte alla comunità. Nel mese di luglio sono previsti anche laboratori dedicati a famiglie e bambini, pensati per avvicinare i più piccoli alla manualità dell’intreccio e al recupero creativo attraverso attività di tessitura e lavorazione del feltro decorativo.
Calascio, il programma tessile da febbraio a giugno 2026

Il calendario prende avvio dal 16 al 21 febbraio con il corso di maglieria di montagna condotto da Anna Germe, affiancato da un workshop di rammendo creativo. A marzo si tengono il workshop “Denim reassembled” e, dal 23 al 28, la masterclass di Anthony Knight dedicata alla sartoria contemporanea ispirata agli abiti rurali.
Ad aprile sono in programma workshop di serigrafia d’arte e ricami collettivi. Maggio si apre dal 4 al 9 con la masterclass di Diamantina Palacios su colore, composizione e stampa naturale per riserva, seguita dall’11 al 23 dal corso di Benedetta Morucci sulle tecnologie per la moda circolare. Nello stesso mese si svolgono i laboratori sul Nuno feltro (seta e lana lavorate insieme fino a farne un tessuto unico). A giugno, dall’8 al 13, Concita Vadalà guida il corso dedicato all’analisi e alla realizzazione di un abito storico di fine Ottocento. Dal 15 al 20 Eva Basile conduce la masterclass sulle tecniche della tessitura popolare, mentre dal 22 al 27 Lisa Fontana propone un percorso di tessitura popolare in chiave artistico contemporanea, accompagnato da un workshop sul restauro di un abito storico.
Calascio, il programma 2026 tra arte, storia e musica

Parallelamente alla tessitura, l’Accademia della Rigenerazione ospita un fitto calendario culturale.
Il 28 Febbraio si svolge Ciaspe’n Folk, un’accessibile escursione sulla neve con esperti Accompagnatori di Media Montagna AMM del Collegio Guide Alpine Abruzzo, accompagnata da musica e narrazioni popolari. Dal 16 al 21 marzo si svolge la Winter School universitaria dedicata alla scultura in Appennino, seguita il 20 e 21 marzo da un convegno internazionale sulla scultura rinascimentale. Dal 13 al 18 aprile la Spring School affronta il tema delle architetture del potere e dell’incastellamento medievale, con un convegno di archeologia il 17 e 18 aprile.
Dal 29 giugno al 4 luglio, si tiene la Summer School sulla cultura del restauro, seguita il 3 e 4 luglio da un convegno internazionale. Luglio è infine dedicato alla musica con la masterclass di pianoforte dal 13 al 19 e quella di canto dal 20 al 26.
Ultimo aggiornamento: Sabato 7 febbraio 2026, 18:15


