Fiordi, sfogliatelle e antichi monasteri: viaggio tra le stelle della Costiera Amalfitana
Da Amalfi a Furore, da Conca dei Marini a Sant’Agata dei due Golfi. Un itinerario tra le eccellenze della tavola, il Sentiero degli Dei e indimenticabili scene da film

Un paesaggio da film, tra ardite scogliere a picco sul mare, fiordi di pescatori, antichi monasteri, una natura selvaggia che ha lasciato il passo al Sentiero degli Dei, e poi profumi e sapori mediterranei unici.
Non a caso questo tratto di costa del Tirreno entrato nel patrimonio Unesco ha incantato generazioni di attori e cineasti, dal regista Roberto Rossellini, che qui portò Anna Magnani e Ingrid Bergman, ad Humprey Bogart, per arrivare in temi più recenti a Brad Pitt, Angelina Jolie e Penelope Cruz.

Siamo sulla Costiera Amalfitana, la Divina. Nella terra e nel mare dell’antica repubblica marinara, dove tutto parla di storia e di natura, tra icone pop e jet-set, si nasconde uno scrigno di eccellenze che rendono questo luogo unico.
Le stelle di Amalfi all’ombra del Duomo

Partiamo dalla stella Michelin, accesa al Sensi Restaurant nel 2022. Incastonato tra i vicoli antichi di Amalfi e il mare, Sensi Restaurant è una sorpresa nascosta all’interno dell’Hotel Residence, in uno splendido palazzo nobiliare del XVIII secolo, a pochi metri dalla cattedrale. La sua spettacolare terrazza sul mare fa da cornice ai pranzi e alle cene firmate dallo chef stellato Alessandro Tormolino, la cui cucina creativa, ricercata e innovativa, affonda le radici nella tradizione campana, celebrandola con grande rispetto ed elevandola grazie all’esaltazione dei prodotti e alle tecniche di cottura innovative, che si associa ad un servizio impeccabile guidato da Pasqualino Franzese e alla gestione generale della struttura seguita da Enzo Calaudi.

Tormolino dal 2021 è membro di JRE Italia, l’associazione che riunisce la nuova generazione di grandi chef a livello globale. Nel 2025, chef Tormolino e il Sensi Restaurant sono stati ulteriormente premiati da La Liste, che ha inserito il ristorante nella categoria dei Migliori Ristoranti del Sud Europa, mentre nel 2023 ha ottenuto il Premio Miglior Menu Vegetariano nella Guida ai Ristoranti d’Italia 2024 di Gambero Rosso.

Piatto iconico il Risotto con acqua di pomodoro giallo, gambero affumicato, limone candito, caviale di colatura di alici e aglio nero.

A pochi passi il complesso monumentale di Sant’Andrea, che comprende il Chiostro del Paradiso - l’antico cimitero dei nobili realizzato nel Duecento - la Basilica del Crocifisso, dove ha sede il Museo Diocesano, poi la Cripta del santo e la Cattedrale barocca. Testimonianza di un glorioso passato che affonda le sue radici nel Medioevo, quando Amalfi intrecciò come repubblica marinara relazioni feconde con altri paesi, come l’Oriente e i territori del Maghreb.

Furore, il borgo dipinto e la sosta gourmet

Il ‘paese che non c’è’, con le case sparse lungo i fianchi della montagna a picco sul mare e senza un vero centro, lega il suo nome al famoso fiordo, una delle spiagge più pittoresche e fotografate della Costiera. Il resto lo hanno creato gli uomini, come il vino delle cantine di Marisa Cuomo, i dipinti che colorano i muri e l’antica Hostaria Baccofurore, quasi un secolo di vita. La trattoria con camere aperta nel 1930 era frequentata da numerosi personaggi del teatro, del cinema e della canzone napoletana.

Gli Anni del Cinema videro protagonisti, in particolare, la coppia Roberto Rossellini – Anna Magnani. Fra il 1947 e il 1948 girarono, fra Maiori e Furore, il film “L’Amore” il cui secondo episodio, intitolato “Il Miracolo”, ebbe come location il campanile della chiesa di San Michele Arcangelo.
“Venivano spesso a cena alla nostra Trattoria in compagnia di Federico Fellini - racconta Domenico Ferraioli, quarta generazione, attuale padrone di casa -. Capitò che al termine di una di quelle gustose cene, l’interprete di san Giuseppe si fece regalare da mio nonno Andrea il fiasco di vino impagliato, destinato a essere portato in scena e a diventare l’ oggetto ‘galeotto’, capace di sedurre la povera Ninuccia. In omaggio alla grande Nannarella abbiamo inserito nella nostra lista delle Vivande un piatto da lei molto apprezzato, a base di Ferrazzuoli (una sorta di fusilli corti, fatti in casa e lavorati a mano, al ferretto), conditi con una salsa di pomodorini del piennolo, dadini di pesce spada, pinoli, uva passa e rucola”.

Oggi è il Piatto dei Ristoranti del Buon Ricordo.
Il boom negli anni Sessanta con la gestione di Raffaele Ferraioli, indimenticato sindaco poeta visionario di Furore. Oggi l’Hostaria è segnalata su tutte le guide più importanti ed è considerata una meta per gourmet.
Conca dei Marini e la magia del Monastero Santa Rosa

Un monastero seicentesco a strapiombo sul mare diventato hotel di lusso e ristorante stellato, una ruota degli esposti che è stata sempre utilizzata per gli scambi dei prodotti più golosi realizzati dalle mani delle monache e il territorio. Come le famose Sfogliatelle, nate proprio al Monastero Santa Rosa, che ne ha ripreso la tradizione. Il convento dedicato a Santa Rosa da Lima nacque nel 1681 grazie all'ambizione di suor Rosa Pandolfi, discendente della nobile famiglia Pontone di Scala, che si era stabilita a Conca dei Marini.

Nel corso degli anni, le suore contribuirono in molti modi alla comunità locale, per esempio progettando e finanziando la costruzione di un acquedotto che collegava il Monte Vocito a Piazza Olmo, per rifornire d'acqua gli abitanti del comune. Le suore crearono anche una fiorente attività commerciale con la loro erboristeria, ma divennero famose soprattutto per la celebre ricetta della Sfogliatella Santa Rosa, creata nel loro refettorio per lenire i disturbi di stomaco della madre superiora.
Alla fine del XIX il convento fu ceduto al Comune, pur consentendo alle suore di continuare a viverci. Nel 1924, fu notato da un albergatore romano, che lo trasformò in un albergo, fino ad affascinare una facoltosa donna d’affari americana, Bianca Sharma, che nel 2000 lo vide durante una gita in barca. Ne fu folgorata e acquistò la proprietà, si trasferì sulla costa e iniziò la sua decennale ricerca per restaurare l'ex monastero e trasformarlo in un lussuoso boutique hotel preservandone l'integrità strutturale.

Qui l’austerità della struttura convive con la dolcezza delle terrazze fiorite a picco sul mare, i limoni, la piscina a sfioro e il servizio discreto e su misura, dal termarium alla cucina dello chef Alfonso Crescenzo, una stella Michelin. E da qui si incrociano i più bei cammini del mondo, a partire dal Sentiero degli Dei.
Sant’Agata dei due Golfi, dall’orto alla tavola
Deve il suo nome alla posizione in cui si trova, fra i golfi di Napoli e di Salerno, dove è impossibile perdere di vista il mare.

Qui cambiamo registro per incontrare Mimmo De Gregorio, il cuoco contadino, come si definisce lui nonostante una menzione Michelin e tanti altri riconoscimenti per il locale, Lo Stuzzichino, che guida con la famiglia (in cucina c’è anche papà Paolo). Già, perché Mimmo se non è ai fornelli è nel suo Orto Ghezi, tra melanzane e pomodori, a due passi dal ristorante che tutte le sere si riempie di turisti stranieri attratti dalla sua cucina mediterranea.

Tra le sue specialità, la Pasta e patate con il provolone del Monaco dop, che è anche il Piatto del Buon Ricordo, in omaggio all’associazione dei ristoratori di cui fa parte.

E poi tanto pesce, soprattutto azzurro, nel segno della tradizione e del mare italiano. E’ ormai uno dei punti di riferimento della ristorazione della Penisola Sorrentina, un’osteria contemporanea che offre all’ospite una cucina che esalta con grande passione e competenza l’amore per i prodotti tipici, legati al principio della filiera corta, come testimoniato dall’orto. Un ex meleto di tre ettari trasformato dalla mano di Mimmo e dei suoi collaboratori che ospita anche degustazioni al termine di un giro turistico di due ore e mezzo in trenino elettrico tra oliveti, limonaie e splendidi scorci.

E la produzione della moglie Dora di crostate e confetture viene venduta online, mentre per chi vuole fermarsi a dormire c’è il D&B A casa di Dora.

A pochi chilometri merita una visita inebriante di profumi l’agriturismo Il Convento di Massa Lubrense, dove sotto i pergolati è possibile assistere a tutte le fasi della vita del limone, dall’arte dell’innesto di arancia amara fino alla lavorazione, per arrivare al famoso limoncello sorrentino.
Ultimo aggiornamento: Martedì 12 maggio 2026, 19:08


