Le mummie e il ciarlatano: stravaganze a Cerreto di Spoleto, per un’Umbria insolita
Sospeso su uno sperone roccioso che domina la valle del Nera, il borgo affonda le radici nel fascino dell’ignoto. E promette relax termale alle sorgenti sulfuree dei Bagni di Triponzo

Sospeso su uno sperone roccioso che domina la selvaggia valle del Nera, Cerreto di Spoleto accoglie chi vi giunge con un brivido sottile, un’emozione che affonda le radici nel fascino dell’ignoto.
La prima tappa di questo viaggio nel tempo parte dall’ex chiesa dove si trova il Museo delle Mummie, un luogo in cui scienza e storia si intrecciano in una narrazione quasi ipnotica. Qui si scopre l’eredità scientifica del dottor Baronio Vincenzi, medico locale che operava sui vivi e azzardava audaci sperimentazioni sui cadaveri, lasciandoci reperti di straordinaria rarità.
Tra le teche spiccano teschi accuratamente sezionati e un cranio che reca i segni inequivocabili di una complessa operazione chirurgica perfettamente riuscita; la formazione di un evidente callo osseo testimonia infatti come il paziente sia sopravvissuto per molti anni dopo l’intervento.
La particolarità delle mummie qui conservate – esposte in un percorso che vede la collaborazione scientifica dell’Università di Pisa – risiede nelle condizioni microclimatiche delle tombe, sopraelevate rispetto al terreno e non sottoterra, elemento che ne ha permesso un’eccezionale mummificazione naturale.

Lasciandosi alle spalle il fascino spettrale di questo museo unico e particolare, il castello di Cerreto si svela nella sua raffinata architettura medievale. Il comune conta poco meno di mille residenti ed è stato sapientemente valorizzato attraverso un’importante opera di ricostruzione post-sisma; il nucleo storico si sviluppa attorno all’incantevole piazza Pontano: quest’ultima deve il nome all’umanista Giovanni Pontano, il quale proprio qui ebbe i suoi natali, e originariamente era lo spazio adibito al mercato.
Gli antichi palazzi nobiliari si allineano disegnando una quinta prospettica chiusa e difensiva, tra cui si annovera anche il Teatro Comunale. Su questa piazza si affaccia il Palazzo Comunale, arricchito dagli stemmi delle famiglie che vi hanno esercitato il potere, oggi sede prediletta delle manifestazioni paesane.
Camminando per i vicoli ci s’imbatte nel maestoso Campanone del XIII secolo, mentre il vicino campanile scandisce i ritmi della vita paesana risuonando automaticamente ogni giorno al giungere del mezzodì. Lungo le facciate delle abitazioni si notano inoltre le caratteristiche porte del morto: contrariamente alla celebre leggenda che le voleva dedicate unicamente al passaggio dei defunti, questi accessi rialzati servivano per raggiungere le case del piano superiore senza interferire con le botteghe artigiane sottostanti.

La storia di Cerreto di Spoleto passa inevitabilmente per le sue architetture religiose. Tra le mete principali spiccano la Chiesa di San Giacomo, quella di Santa Maria Delibera e, uscendo dal nucleo abitato, l’Eremo della Madonna della Stella. Degna di nota anche la Chiesa di Santa Maria Assunta, nella frazione di Ponte, antico gastaldato longobardo.

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Particolarmente affascinante è poi la complessa storia della hiesa di San Nicola, la cui struttura originaria, risalente all’epoca longobarda quando l’area costituiva un importante fortilizio da cui dipendevano Norcia e Cascia, è oggi priva di copertura. Situato in una zona sismica, l’edificio ha perso il tetto a causa del progressivo abbandono, dovuto al fatto che la chiesa parrocchiale vicina alla piazza divenne la principale del territorio. Le sue possenti mura a cielo aperto accolgono oggi un contesto di grande impatto acustico, ideale per allestire il presepio d’inverno, celebrare matrimoni o ospitare concerti ed eventi estivi.
L’anima storica e l’identità del paese restano tuttavia legate a un fenomeno sociale e culturale unico nel suo genere, raccontato all’interno dell’Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra e, in particolare, nell’Antenna del Museo del Ciarlatano. Questo termine, diffuso nelle lingue di tutta Europa, ha una genesi precisa ancorata a Cerreto. A seguito di una guerra perduta nel 1220 contro Spoleto per ottenere l’autonomia amministrativa, molti abitanti vennero deportati a Spoleto. I cerretani iniziarono così a viaggiare per il continente acquistando dalle grandi istituzioni religiose le licenze per le questue: versavano la quota in anticipo per poi trattenere il surplus.
Con il tempo, questi abili girovaghi trasformarono l’attività di questuanti in una vera e propria arte della vendita ambulante, offrendo spezie, oro, zaffiri e preparati medicamentosi. Per catturare l’attenzione dei passanti nelle fiere, salivano su banchi di legno – da cui il vocabolo saltimbanco – inscenando sketch comici e performance teatrali insieme a dei complici, ponendo di fatto le basi del teatro di strada e dell’arte comunicativa in Italia.
Sebbene la parola abbia assunto nei secoli un’accezione negativa, in origine indicava semplicemente un brillante mercante e un pioniere dell’intrattenimento.
L’estate richiama a Cerreto di Spoleto turisti e appassionati grazie a un fitto calendario di rievocazioni ed eventi legati a questa figura carismatica. Ad esempio, dal 21 al 23 agosto il castello si trasforma nel palcoscenico del Festival del Ciarlatano: la piazza e le vie risuonano di spettacoli e performance itineranti. La novità degna di nota è il neonato Premio del Ciarlatano dell’Anno.
Le giornate di mezza estate offrono anche l’opportunità di immergersi nell’enogastronomia locale con la Sagra del Fungo e della Trota del fiume Nera, prevista dal 12 al 15 agosto 2026 presso la frazione di Borgo Cerreto, coronata la sera di Ferragosto da un grande spettacolo pirotecnico. La proposta culinaria del territorio vede protagoniste le erbe spontanee, con cui si farcisce la fojata o si cucina la frittata con gli strigoli. Non mancano poi le delizie a base di tartufo, ben presente in queste zone.
Infine, va ricordato che qui scorrono tre fiumi e si trovano acque sorgive, nonché termali: proprio per questo motivo a ottobre, quest’anno il 10 e 11, si tiene il Festival delle Acque, un evento dedicato alla valorizzazione delle risorse idriche, che unisce ambiente, convegni scientifici e iniziative all’aperto.
Per chi cerca il contatto con la natura e il recupero delle energie, Cerreto propone un vero e proprio percorso della cura che spazia dall’outdoor al benessere termale. L’itinerario della Via della Cura connette la dimensione medico-scientifica del Museo delle Mummie con quella botanica dell’Orto Ciarlatano, passando per impianti dedicati al paddle, al tennis, area fitness e campo sportivo, senza dimenticare la possibilità di fare trekking nei dintorni.

Un punto di eccellenza è il rigenerante complesso Bagni Triponzo - Spa Termale della Valnerina, le cui sorgenti sulfuree incastonate tra le rocce offrono un’esperienza di relax immersi nella vegetazione. Gli amanti delle attività all’aria aperta possono esplorare i sentieri che costeggiano il fiume Nera o percorrere a piedi e in mountain bike il suggestivo tracciato della ex ferrovia Spoleto-Norcia, un’opera d’ingegneria audace che oggi regala scorci indimenticabili sulla natura selvaggia dell’Appennino umbro.
Info: www.comune.cerretodispoleto.pg.it
Ultimo aggiornamento: Martedì 4 agosto 2026, 12:26


